Lombardia, preoccupazione per l'assegnazione del gasolio agricolo

Confai Mantova teme un "aumento sensibile dei costi per le imprese agricole e agromeccaniche" dovuti alla decisione della regione Lombardia di modificare i criteri di assegnazione del gasolio agricolo

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Il gasolio agricolo viene fornito ad agricoltori e contoterzisti con agevolazioni
Fonte foto: © pict-rider - Fotolia

C'è preoccupazione in Lombardia per la modifica dei criteri di assegnazione del gasolio agricolo decisi dalla Regione. A lanciare l'allarme è Confai Mantova, l'associazione provinciale delle imprese di meccanizzazione agricola.

In questa fase particolarmente centrale per l’annata agraria Confai Mantova è molto preoccupata per le difficoltà sull’assegnazione e l’approvvigionamento del carburante agricolo, anche con riferimento ai cosiddetti supplementi, erogati dalla regione alle imprese”, ha dichiarato Sandro Cappellini, direttore di Confai Mantova.

Il tema della mancata assegnazione del carburante agevolato coinvolge a vario titolo 1.500 imprese agromeccaniche in Lombardia. Ogni anno sono impiegati per le lavorazioni agricole in conto terzi oltre 70 i milioni di litri di gasolio agricolo, dei quali oltre 20 milioni di litri a Mantova, 17 milioni a Brescia e 11 milioni di litri in provincia di Cremona.

Regione Lombardia, modificando i criteri di assegnazione del gasolio agricolo, in contrasto con quanto previsto dalla norma nazionale, rischia di mettere in difficoltà centinaia di imprese che si vedono costrette ad acquistare a prezzo pieno il gasolio con un aumento dei costi di produzione. La reintroduzione della domanda in forma cartacea ha poi dilatato i tempi di approvazione delle richieste, con conseguenti problemi nella gestione dei rifornimenti.

Sul tema si è già espresso il Tar con la sentenza n. 247/2019 del 19 marzo 2019 che ha bocciato la decisione della regione di escludere l’assegnazione di carburante ad accisa agevolata a favore delle aziende agricole per le lavorazioni agromeccaniche effettuate per conto terzi in rapporto di connessione con le attività agricole prevalenti. Sentenza che tuttavia con ogni probabilità dovrebbe essere impugnata dalla regione e dunque fino al pronunciamento del Consiglio di Stato i contoterzisti rischiano di vedere applicata la norma regionale.

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