I prezzi internazionali del grano duro fino iniziano seppur quasi impercettibilmente a cambiare segno. Dalla Commissione per lo Sviluppo del Grano della provincia canadese del Saskatchewan avvertono che la Russia ha sospeso l'export di grano duro fino a fine maggio 2024, mentre è ormai svanito l'effetto di spiazzamento causato dall'export turco, ormai agli sgoccioli. E alla Commissione si pongono obiettivi importanti: vendere almeno l'80% del grano duro ad un prezzo di 477,66 dollari Usa alla tonnellata.

 

Intanto i prezzi Fob del Cwad 1 in Canada calano leggermente, ma a fronte di una prima decisa ripresa dei prezzi offerti all'origine dagli agricoltori e di un timido rialzo del prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione sulla piazza di Rosetown. Il prezzo Fob è in leggero calo sulla scorsa settimana solo per un primo ribasso dei costi di trasporto interni canadesi che neutralizza l'incremento dei prezzi all'ingrosso per l'esportazione. Stabili i prezzi Fob Usa, sul Northern Durum con un deprezzamento in euro legato ad oscillazioni del cambio. In questo quadro si fa notare la  stabilità dell'Indice dei Future sul Durum a Chicago giunta alla seconda settimana dopo ben quattro settimane consecutive di cali.

 

Intanto in Italia ieri due borse merci - Foggia e Roma - registrano stabilità sul frumento duro fino nazionale, mentre Milano martedì si fa notare per la prima seduta di ribassi - per 5 euro alla tonnellata - su tutti i frumenti duri nazionali, dopo tre settimane consecutive di totale stabilità, intanto restano stabili i frumenti duri esteri comunitari e non comunitari. A Bari i valori del frumento duro fino nazionale restano fermi, ma il Canadese perde ben 10 euro alla tonnellata. Napoli invece è nuovamente negativa sul nazionale. In calo il Canadese ad Altamura, dove invece si registra stabilità per il frumento nazionale, mentre a Bologna il duro fino nazionale perde altri 5 euro alla tonnellata.

 

Infine, Ismea aggiorna i prezzi medi per piazza e fotografa una situazione di prevalente stabilità nel mercato all'origine del frumento duro fino nazionale, con 10 piazze stabili su tredici e 3 in perdita.

 

Noli in parziale recupero

Il mercato dei noli marittimi ha visto ieri - 8 novembre 2023 - l'Indice Baltic Dry, che misura il costo delle spedizioni di merci in tutto il mondo, perdere l'1,9% sulla giornata precedente, il primo calo dopo tre sessioni consecutive di rialzi, attestandosi così a 1.530 punti e guadagnando comunque 129 punti sul primo novembre scorso (+9,21%), quando invece si era registrato un drastico calo su base settimanale di 431 punti sul 25 ottobre (-23,52%).

 

Tutto questo è avvenuto dopo che l'indice era avanzato fino al 18 ottobre 2023, portandosi sui massimi da oltre 14 mesi fino a 2.105 punti, per poi segnare un primo brusco calo il 25 ottobre, quando era calato a 1.832 punti. Il Baltic Dry così limita le perdite nel giro delle ultime tre settimane a 575 punti pari al 27,31% del valore conseguito fino al 18 ottobre 2023.

 

In calo invece l'Indice Panamax che determina solo in parte il Baltic, tenendo però in specifica traccia i carichi di carbone o grano da 60mila a 70mila tonnellate: ieri, 8 novembre 2023, pur aumentando del 1,2% sulla sessione precedente, si è portato a 1.470 punti, in perdita sui 1.489 punti del 1° novembre di 19 punti (-0,13%), quando erano andati persi altri 160 punti sul 25 ottobre 2023.

 

A questo livello il Panamax perde decisamente e si riporta su un livello più basso rispetto a quello raggiunto il 4 settembre, quando era iniziata la parabola discendente toccando quota 1.625 punti. Dal 12 luglio, quando era attestato a 1.088 punti, la crescita di questo indice è stata comunque, nonostante i più recenti cali, di 382 punti (+35,11%).

 

E come se non bastasse le previsioni di crescita sui noli escono anche da questa settimana ridimensionate. Infatti, secondo la stima di ieri 8 novembre 2023 di Trading Economics, l'Indice Baltic Dry dovrebbe salire fino a 1.538,76 punti entro la fine del trimestre in corso, contro i 1.644,90 della scorsa settimana. Il trend previsto a 12 mesi si porta a 1.794,02 punti e resta in crescita, ma anche in questo caso è una previsione ridimensionata, rispetto ai 1.917,33 punti previsti solo una settimana fa.

 

Chicago, Future Durum Wheat Index invariato da due settimane

Il Future Durum Wheat Index Dwyoo alla Borsa di Chicago sui contratti da regolare a pronti il 7 novembre 2023 risulta stabile sul 24 e sul 31 ottobre scorsi a 913,67 punti, ovvero poco più di 9,13 dollari Usa per bushel. Una stabilità che si conferma da ben due settimane dopo quattro settimane di cali consecutivi. Infatti, il 24 ottobre si era verificato un ultimo calo di 29 punti sul 17 ottobre (-3,08%).


Eppure questo indice aveva delineato un nuovo trend tutto in ascesa almeno fino al 9 agosto, quando ha toccato i 1.087,63 punti, dopo di che è entrato in una fase di volatilità, dovuta inizialmente soprattutto ai realizzi speculativi degli operatori finanziari e successivamente anche alle informazioni su nuovi competitor presenti sul mercato reale di riferimento.

 

Inoltre, la quotazione del 7 novembre 2023 è pari a 313,26 euro alla tonnellata al cambio di ieri, 8 novembre 2023, in diminuzione di 5,22 euro alla tonnellata sui 318,48 euro pari alla quotazione del 31 ottobre valorizzata al cambio del 1° novembre 2023. Tale decremento - attesa l'invarianza del valore dell'indice in dollari Usa - è interamente spiegato dalla svalutazione della divisa americana contro l'euro, portatasi da circa 0,95 euro per un dollaro della scorsa settimana a circa 0,93 euro per un dollaro Usa di ieri.

 

Prezzi Fob, ancora un calo in Canada

Secondo il rapporto del 6 novembre 2023 stilato dalla Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan, il prezzo Fob del grano Cwad di prima qualità e al 13% di proteine è pervenuto a 638,85 dollari canadesi alla tonnellata, in lieve calo di 0,31 dollari canadesi sui 639,16 dollari registrati il 30 ottobre scorso, quando invece si era rilevata stabilità sul 23 ottobre 2023. In questa ultima data si era registrato un recupero di 2,57 dollari canadesi alla tonnellata, che ora è stato invece solo parzialmente riassorbito dall'ultimo calo.

 

Il valore raggiunto il 6 novembre, pur restando in crescita rispetto ai livelli registrati l'8 agosto di ben 100,99 dollari, risulta calato di 24,59 dollari canadesi dal 28 agosto, quando aveva raggiunto il picco dell'estate a 663,44.

Dal 10 luglio, quando era ancora attestato a 491,09 dollari canadesi, tale prezzo è comunque aumentato di 147,76 dollari canadesi alla tonnellata (+30,08%). Tale medesimo incremento all'8 di agosto sul 10 luglio 2023 era di 46,77 dollari canadesi alla tonnellata (+9,52%).

 

Il valore registrato il 6 novembre è pari a 432,11 euro alla tonnellata al cambio di ieri, 8 novembre 2023, in calo di 4,73 euro rispetto alla quotazione del 30 ottobre, valorizzata al cambio del 1° novembre in 436,84 euro. La quotazione in eurovaluta, stante una pur lieve svalutazione del cambio sempre intorno al valore di 0,68 euro per un dollaro canadese, è comunque solo in parte spiegata dalla diminuzione del prezzo Fob del Cwad numero 1 in valuta canadese.

 

Resta il fatto sostanziale che rispetto alla quotazione del 10 luglio scorso, valorizzata al cambio del 12 luglio 2023 e pari a 335,16 euro alla tonnellata, il valore attuale di questo prezzo Fob risulta comunque cresciuto di 96,95 euro alla tonnellata (+28,9%).

 

 Secondo il rapporto settimanale prezzi Fob del 3 novembre scorso compilato dalla Us Wheat Associates "Le offerte di Northern Durum dai grandi laghi per la consegna di novembre 2023 sono quotate 467,00 dollari Usa alla tonnellata" stabili sulle analoghe quotazioni dal 1° settembre scorso in avanti, ma riferite alle consegne di settembre e ottobre 2023. Tale valore il primo settembre era invece risultato in calo sulle quotazioni del 25 agosto scorso di 21 dollari alla tonnellata, ma ad oggi in realtà resta in crescita comunque di 67 dollari rispetto al valore del 4 agosto e pari a soli 400 dollari alla tonnellata.

 

Il prezzo Fob Usa del 3 novembre vale 436,09 euro alla tonnellata al cambio dell'8 novembre 2023, in diminuzione di 7,27euro alla tonnellata rispetto al prezzo rilevato il 30 ottobre e valorizzato al cambio del 1° novembre 2023. Stante la stabilità del prezzo Fob in valuta Usa, la diminuzione è spiegata dalla svalutazione della moneta a stelle e strisce, portatasi da circa 0,95 euro per un dollaro della scorsa settimana a circa 0,93 euro per un dollaro Usa di ieri.

 

Il valore del 6 novembre in euro al cambio del 31 ottobre resta comunque maggiore di quello registrato il 4 agosto al cambio del 9 agosto - pari a 364,30 euro - di 9, ben 71,79 euro alla tonnellata.

 

Canada, aumenti dei prezzi all'origine e all'esportazione

Tornando al rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan, il 6 novembre scorso sulla piazza di Rosetown - dove si trova l'ascensore di riferimento del mercato all'esportazione - il prezzo di acquisto all'ingrosso del Cwad numero 1 al 13% di proteine è stato di 474,00 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 0,37 dollari canadesi sul 30 ottobre scorso, quando invece si era verificato l'ultimo di una serie di cali da 7,72 dollari canadesi sulla settimana ancor precedente. Questo prezzo dal 25 settembre 2023 ha comunque perso ben 40, 42 dollari canadesi alla tonnellata.

 

Il valore attuale del principale prezzo di acquisto all'export, rispetto ai 532,79 dollari canadesi alla tonnellata raggiunti il 21 agosto scorso, ha perso 58,79 dollari canadesi. Ma dal 4 luglio 2023, quando era quotato a 389,49 dollari canadesi alla tonnellata, il prezzo di acquisto all'ingrosso per l'esportazione è comunque cresciuto di ben 84,51dollari canadesi alla tonnellata.

 

Invece gli export basis per i prezzi Fob dalla costa dell'Atlantico segnano il 6 novembre una diminuzione di 0,68 dollari canadesi sul 30 ottobre scorso, portandosi a 164, 85 dollari canadesi alla tonnellata, contro i 165,53 dollari della scorsa settimana, quando erano aumentati di 7,72 dollari canadesi sul 23 ottobre 2023. Resta il fatto che, comunque, gli export basis per il prezzo Fob del Cwad numero 1, solo dal 25 settembre al 6 novembre 2023 sono cresciuti di ben 49,30 euro alla tonnellata, sostenendo i prezzi Fob che altrimenti sarebbero stati ben più calanti.

 

Alla luce di questi dati risulta comunque chiaro che il lieve calo del prezzo Fob in questa settimana è spiegato da una riduzione dei costi di trasporto interni canadesi più rilevante dell'incremento dei prezzi all'ingrosso all'esportazione.

 

E ancora, secondo la Commissione, il prezzo medio spot offerto dagli agricoltori canadesi nei quattro territori del Saskatchewan per il cereale pastificabile di prima qualità il 6 novembre 2023 è di 466,28 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di ben 12,31 dollari rispetto al 30 ottobre scorso, quando si era verificato un calo di ben 23,70 dollari sul 23 ottobre 2023.

 

Dal 2 ottobre, quando questo prezzo medio era attestato a 504,86 dollari canadesi alla tonnellata, le perdite iniziano per la prima volta a ridursi e ammontano a 38,58 euro alla tonnellata.


Infine, il 6 novembre 2023, nei quattro territori della provincia del Saskatchewan, il prezzo medio offerto dello stesso prodotto per le consegne differite - a gennaio 2024 - risulta essere di 467,20 dollari canadesi alla tonnellata, in aumento di 11,57 dollari alla tonnellata sui 455,63 registrati solo il 30 ottobre scorso, quando si era verificato l'ultimo di una serie di cali, pari a -9,27 dollari sul 23 ottobre 2023.

 

Dal 25 settembre, quando questo prezzo medio era attestato a 505,14 dollari canadesi, le perdite iniziano per la prima volta a ridursi e ammontano complessivamente a 37,94 dollari canadesi alla tonnellata.


Grano duro, export russo e turco finito

Dal rapporto del 6 novembre 2023 della Commissione per lo Sviluppo del Grano in Saskatchewan si apprende: "le esportazioni canadesi di grano duro nella tredicesima settimana di campagna commerciale sono state limitate, con appena 15mila tonnellate di forniture esportate. La maggior parte è stata spedita da Vancouver. Le esportazioni totali ammontano a 641,3mila tonnellate, ovvero il 19% delle esportazioni previste. Nel frattempo, gli agricoltori canadesi hanno consegnato quasi un milione di tonnellate di grano duro, ovvero poco meno di un quarto della produzione totale". Una frenata, quella delle esportazioni, che però dovrebbe presto diventare un ricordo, anche se le condizioni sono molte.

 

Intanto "La Russia ha vietato le esportazioni di grano duro fino al 31 maggio 2024. Ciò avrà un impatto limitato sul mercato poiché ha già spedito la maggior parte del surplus esportabile". Mentre c'è la conferma che "Le esportazioni dalla Russia e dalla Turchia stanno per finire. Inoltre, il grano duro canadese sta diventando più competitivo rispetto ai prezzi europei".

 

Gli analisti della Commissione a questo punto concludono: "Il nostro obiettivo sarebbe arrivare all'80% di venduto a 13,00 dollari Usa per bushel". Vale a dire al cambio di ieri, un prezzo Fob canadese pari a 477,66 dollari Usa alla tonnellata, qualcosa come 10,66 dollari Usa in più delle attuali quotazioni del Northern Durum a stelle e strisce.

 

Questo target però significherebbe poter osservare incrementi consistenti dei prezzi sin dalle prossime settimane. Una condizione imposta dagli attuali ben più bassi valori del grano duro canadese, che presenta per il Cwad di prima qualità un prezzo Fob attuale a 462,68 dollari Usa. Ma, almeno per il momento, tale condizione di crescita non si riscontra su uno dei principali mercati di destinazione - l'Italia - dove i grani duri esteri, in particolare canadesi, presentano prezzi Cif di sbarco in ribasso, almeno stando ai riscontri delle borse merci di Bari ed Altamura riportati più avanti in questo articolo.

 

Borsa Merci Foggia

La Borsa Merci di Foggia ieri - 8 novembre 2023 - ha ribadito le quotazioni del 25 ottobre 2023 - quando era stato quotato per l'ultima volta il grano duro fino nazionale, peso specifico minimo 78 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 12%, alle condizioni di franco partenza e Iva esclusa. I prezzi assegnati ieri sono: 380 euro alla tonnellata sui minimi e 385 euro sui massimi, stabili sul 25 ottobre scorso, quando invece si era verificato un ulteriore calo di 3 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 18 ottobre scorso.

 

Dal 2 agosto, quando il frumento duro aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano all'8 novembre perdite per 75 euro alla tonnellata. Tuttavia questi prezzi risultano essere maggiori di 40 euro rispetto alle ultime quotazioni della mietitura 2022. Infatti, le ultime quotazioni di questo cereale per la campagna commerciale 2022-2023 risalgono al 7 giugno 2023, quando furono fissate a 340 euro alla tonnellata sui minimi e 345 euro sui massimi.

 

Borsa Merci Roma

Anche Borsa Merci di Roma ieri, 8 novembre 2023, ha confermato i valori del 25 ottobre 2023, quando aveva quotato per l'ultima volta il grano duro fino nazionale alle condizioni di franco partenza, provenienza Lazio, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi ogni 100 litri e proteine minime al 12%. Questi i prezzi assegnati ieri: 340 euro alla tonnellata sui minimi e 350 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute del 25 e del 18 ottobre scorso, quando invece si era registrato un calo di 5 euro alla tonnellata. Dal 2 agosto, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 405-415 euro alla tonnellata, si registrano all'8 novembre perdite pari a 65 euro alla tonnellata.


Non di meno, i valori registrati l'8 novembre sulla piazza capitolina si mostrano superiori a quelli dell'ultima quotazione della mietitura 2022 di 21 euro sui minimi e di 26 euro sui massimi. Infatti, le ultime quotazioni della mietitura 2022 sono del 31 maggio 2023 e pari a 319 euro alla tonnellata sui minimi e 324 euro alla tonnellata sui massimi.

 

Associazione Granaria Meridionale di Napoli

Borsa Merci Napoli ha quotato martedì, 7 novembre 2023, il grano duro fino nazionale - mietitura 2023 - alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine minime 14% (valore nominale), peso specifico 76 chilogrammi per 100 litri e umidità al 13%, assegnando prezzi di 400 euro alla tonnellata sui minimi e 410 euro sui massimi, in calo di 5 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 31 ottobre scorso, quando si era verificato un calo di 10 euro, ma solo sui massimi, rispetto alla ancor precedente seduta del  24 ottobre 2023. Dal 1° agosto, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 465-480 euro alla tonnellata, si registrano ad oggi perdite pari a 65 euro alla tonnellata sui minimi e di 70 euro sui massimi.

 

L'ultimo prezzo della campagna commerciale 2022-2023 del cereale pastificabile sulla piazza partenopea era stato fissato il 23 maggio scorso a 350 euro alla tonnellata sui minimi ed a 365 euro sui massimi, pertanto i valori registrati il 7 novembre scorso restano in aumento sugli ultimi della mietitura 2022 di 50 euro sui minimi e 45 euro sui massimi.

 

Borsa Merci Bari

Alla Borsa Merci di Bari il 7 novembre 2023 la Commissione Prezzi ha rilevato le quotazioni del grano duro fino mietitura 2023, di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 12,50%, peso specifico 78 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa. Questi i prezzi: 375 euro alla tonnellata sui minimi e 385 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute del 31 e del 24 ottobre, quando i prezzi avevano subìto un calo di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 17 ottobre.


Dal 1° agosto, quando il frumento duro su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 445-450 euro alla tonnellata, si registrano ad oggi perdite pari a 70 euro alla tonnellata sui minimi e di 65 euro sui massimi.

L'ultima fissazione dei prezzi a Bari del cereale pastificabile nazionale per la mietitura 2022 risale al 30 maggio 2023, quando furono assegnati 335 euro alla tonnellata sui minimi e 350 euro sui massimi. Pertanto i prezzi della mietitura 2023 del 7 novembre si presentano maggiori di 40 euro alla tonnellata sui minimi e 35 euro sui massimi.

 

Il frumento duro canadese 1 al 15% di proteine il 7 novembre scorso è stato fissato a 440 euro alla tonnellata sui minimi ed a 445 euro sui massimi, in calo di altri 10 euro sulla precedente seduta del 31 ottobre, quando si era verificata un'altra diminuzione di 5 euro alla tonnellata sulla ancor precedente seduta del 24 ottobre 2023. Complessivamente il prezzo di questo frumento sulle quotazioni del 1° agosto 2023 è in perdita di 75 euro alla tonnellata.

 

Associazione Granaria di Milano

L'Associazione Granaria di Milano il 7 novembre 2023 ha quotato il grano duro fino nazionale, alle condizioni escluso imballaggio e Iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, con le seguenti provenienze e qualificazioni:

  • Nord Italia, peso specifico 79-80 chilogrammi per 100 litri, proteine 13,5%, 380 euro alla tonnellata sui minimi e 390 euro sui massimi, in calo di 5 euro sulla seduta del 31 ottobre scorso. Dal 1° agosto, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 415-425 euro alla tonnellata, si registrano ad oggi perdite pari a 35 euro alla tonnellata. I valori del 7 novembre 2033 risultano più elevati di 30 euro sui minimi e di 35 euro sui massimi rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022, esitata il 13 giugno 2023 a 350 euro alla tonnellata sui minimi e 355 euro sui massimi.
  • Centro Italia, peso specifico 77-78 chilogrammi per 100 litri, proteine non determinate, 395 euro alla tonnellata sui minimi e 405 euro sui massimi, in calo di 5 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 31 ottobre 2023. Dal 1° agosto, quando questo frumento su questa piazza aveva raggiunto quotazioni di 430-440 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 35 alla tonnellata. I valori del 7 novembre risultano in aumento di 41 euro sui minimi e di 46 euro sui massimi rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022, esitata il 13 giugno scorso a 354 euro alla tonnellata sui minimi e 359 sui massimi.

 

Il 7 novembre scorso sono stati quotati a Milano i frumenti duri esteri comunitari. Questi frumenti sono stati così fissati a 380 euro alla tonnellata sui minimi e 400 euro sui massimi, stabili sulle precedenti sedute dal 29 agosto 2023 in avanti. Dal 1° agosto, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 400-420 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 20 euro alla tonnellata.

 

Si tratta di valori superiori di 25 euro alla tonnellata sui minimi e di 40 euro sui massimi rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022 del 20 giugno scorso. In quella occasione erano stati fissati prezzi di 355 euro alla tonnellata sui minimi e 360 euro sui massimi.

 

Risultano pure stabili sulla precedente seduta i frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano che, il 7 novembre 2023, son stati quotati ribadendo 485 euro alla tonnellata sui minimi e 500 euro sui massimi. Dal 1° agosto, quando i frumenti esteri comunitari a Milano avevano raggiunto quotazioni di 497-512 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 12 euro alla tonnellata.

 

Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

L'ultimo listino compilato dall'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura è del 3 novembre 2023, quando è stato quotato il frumento duro fino di produzione nazionale, mietitura 2023, alle condizioni di Iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura, qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 78 chilogrammi ogni 100 litri.
Su questa piazza il cereale pastificabile è stato fissato a 379 euro alla tonnellata sui minimi e 384 euro sui massimi, stabile sulla precedente seduta del 27 ottobre scorso, quando invece si era registrato un calo di 3 euro alla tonnellata sul 20 ottobre scorso. Dal 28 luglio, quando questo frumento aveva raggiunto quotazioni di 455-460 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 76 euro alla tonnellata.

 

I valori del 3 novembre, rispetto all'ultima quotazione della mietitura 2022, restano in rialzo di 37 euro sui minimi e 39 euro sui massimi. Infatti il frumento duro nazionale aveva chiuso la campagna commerciale 2022-2023 ai prezzi della seduta del 9 giugno, 342 euro alla tonnellata sui minimi e 345 euro sui massimi.

 

Nella seduta del 3 novembre 2023 il grano duro canadese di prima qualità è calato di ben 10 euro alla tonnellata sul 27 ottobre scorso, portandosi a 442 euro alla tonnellata sui minimi ed a 445 euro sui massimi. Questo frumento nella precedente seduta del 27 ottobre era invece rimasto stabile sui valori registrati il 20 ottobre pari a 452-455 euro alla tonnellata. Dal 28 luglio 2023, quando questo cereale quotava 524-527 euro alla tonnellata, ad oggi registrano perdite di 82 euro alla tonnellata.

 

Borsa Merci Bologna

La Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna ha compilato l'ultimo listino il 2 novembre 2023 quando ha quotato il grano duro fino nazionale mietitura 2023 - provenienza Nord, qualificato con proteine minime al 13,5% e un peso specifico di 79-80 chilogrammi ogni 100 litri - alle condizioni di franco partenza Bologna e Iva esclusa. Questi i prezzi: 370 euro alla tonnellata sui minimi e 375 euro sui massimi, valori in calo di 5 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 26 novembre, quando invece i prezzi si erano rivelati stabili sulla ancor precedente seduta del 19 ottobre 2023. Dal 3 agosto, quando questo frumento a Bologna aveva raggiunto quotazioni di 420-425 euro alla tonnellata, si registrano perdite ad oggi pari a 50 alla tonnellata.

 

I prezzi della piazza felsinea di questa mietitura registrati il 2 novembre 2023 restano superiori di 30 euro a quelli già fissati l'8 giugno scorso, in occasione dell'ultima seduta della mietitura 2022, pari a 340 euro alla tonnellata sui minimi e 345 euro sui massimi.

 

I prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie® l'8 novembre 2023

I prezzi medi all'origine del frumento duro fino nazionale, rilevati da Ismea dal 30 ottobre al 6 novembre 2023 e monitorati da AgroNotizie® ieri, 8 novembre 2023, presentano - su base settimanale - 3 piazze in ribasso (Bologna, Grosseto e Napoli) su 13 monitorate, mentre le restanti 10 appaiono stabili.

 

È una situazione di mercati ancora contrastati anche se con una tendenza dominante volta alla stabilità, dove persistono dinamiche locali che prendono il sopravvento su quelle globali, data anche la volatilità indotta dall'incertezza, temi ormai onnipresenti di questa campagna cerealicola. Le cifre di questa situazione di mercato sono ben rappresentate dalla tabella sottostante.

 

Scarica la tabella dei prezzi medi all'origine del grano duro fino riportati da Ismea ieri, 8 novembre 2023
(Fonte: Ismea)
 

Per quanto riguarda il mercato del territorio amministrativo della Regione Marche, l'ultimo listino del Gruppo di Lavoro per il Mercato Marchigiano dell'Associazione Granaria per l'Emilia Romagna, è quello pubblicato ieri, 8 novembre 2023: quota il frumento duro fino nazionale con proteine minime al 13%, alle condizioni franco camion partenza magazzino a 380 euro alla tonnellata sui minimi e 385 euro sui massimi, stabile sulle quotazioni del 25 ottobre 2023.

 

Per ogni altro confronto con i prezzi della scorsa settimana è possibile rileggere l'articolo di AgroNotizie® del 2 novembre 2023.

 

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