Distretti del cibo, esempio virtuoso di aggregazione

Creato dai Georgofili l'Osservatorio Nazionale dei Distretti

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La giornata di studio si è tenuta all'Accademia dei Georgofili di Firenze
Fonte foto: © monticellllo - Adobe Stock

"I distretti del cibo per la sostenibilità dei territori e delle filiere". Questo il titolo della giornata di studio che si è tenuta lo scorso 18 novembre all'Accademia dei Georgofili di Firenze che ha visto la partecipazione di oltre quattrocento persone tra distretti, istituzioni, organi di ricerca e università, anche molti studenti, dalle Università di Venezia e Reggio Calabria.


Il Forum

Nella mattinata al "Forum sui Distretti del Cibo: percorsi, strumenti e prospettive di sostenibilità", coordinato da Pietro Pulina, dell'Università degli Studi di Sassari e accademico dei Georgofili, e Angelo Barone nell'occasione ha preannunciato l'assemblea costituente della Consulta dei Distretti del Cibo di oggi, 25 novembre 2021 a Roma.

L'importante ruolo che possono giocare i distretti del cibo nell'affrontare le crisi attuali e la transizione ecologica è stato evidenziato da Susanna Cenni, vicepresidente della 13sima Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e ha sottolineato come sarebbe importante, anche nell'ambito della prossima Pac, assegnare premialità ai distretti e alle imprese che aderiscono a queste forme di aggregazione. Andrea Marchini, dell'Università degli Studi di Perugia e accademico dei Georgofili, nella sua relazione "Scenari di sostenibilità per i Distretti del Cibo" ha tracciato una profonda riflessione attorno al concetto di cibo nella sua poliedrica valenza per l'individuo e la società.

"I distretti del cibo: il valore del nuovo quadro di riferimento nazionale" è il titolo della relazione di Daniela Toccaceli, direttrice del Centro Studi Gaia e accademica dei Georgofili, che ha messo in evidenza l'idea al centro dei distretti di una comunità locale che guida lo sviluppo e il cambiamento; inoltre, ha spiegato che le declinazioni della sostenibilità economica sociale e ambientale devono essere perseguite in modo unitario per garantire un vero cambiamento, ricordando come il lavoro nelle aree rurali debba essere un obiettivo basilare da perseguire. La legge pone i distretti del cibo come strumenti di attuazione della politica di sviluppo rurale, ma per garantire coesione e sostenibilità i distretti del cibo dovrebbero poter programmare su scala locale progetti plurifondo, oltre a disporre di strumenti come i contratti di distretto.

La parola è passata a Roberto Scalacci, Dg Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Toscana e accademico dei Georgofili, che nella sua relazione "L'esperienza dei progetti integrati di distretto nello sviluppo rurale in Toscana" ha illustrato nel dettaglio l'esperienza condotta dalla sua Regione, che ha impegnato una quota significativa del Psr per bandi multi misura da utilizzare attraverso progettazioni integrate di filiera o di distretto (Pid). Proprio questo è un percorso introdotto solo da questa regione, che è stato corrisposto dalla partecipazione di cinque distretti del cibo hanno presentato progettualità ammesse per 42 milioni di euro di investimenti e poco meno di 17 milioni di euro di contributo pubblico.

La realtà dei distretti del cibo è una realtà vitale, dinamica, in costante evoluzione e fortemente orientata a sostenere lo sviluppo di imprese filiere e territori all'insegna della sostenibilità e con una marcata attenzione anche per il biologico. Diversi distretti hanno partecipato a Pid della Regione Toscana o al primo bando dei Contratti di distretti del cibo. Nel complesso, una realtà imprenditoriale di ragguardevole spessore economico e territoriale, che chiede strumenti operativi e sostegni adeguati a livello nazionale e regionale. È quanto emerso dagli interventi dei partecipanti al Forum Marina Lauri, Anci Toscana, Enrico Rabazzi, Distretto Rurale della Toscana del Sud, Carlotta Gori, Consorzio del Vino Chianti Classico, Giampaolo Bilato, Distretto del Latte Lombardo, Roberto Belli, Distretto dei Salumi Piacentini, Efisio Arbau, Distretto Rurale della Barbagia, Matteo Bartolini, costituendo Distretto Rurale Alta Umbria, Elio Mendillo, Distretto Agroalimentare di Qualità del Sannio, Daniele Piccinin, Biodistretto BioVenezia, Antonio Sposicchi, Anabio, Maria Grazia Mammuccini, Federbio, Antonio Stragapede, Rete dei distretti della Città metropolitana di Bari, Angelo Barone, Consulta dei Distretti del Cibo.

"Gli strumenti a sostegno dei Distretti del Cibo" sono stati il focus della sessione pomeridiana, coordinata da Gaetanno Martino dell'Università degli Studi di Perugia e accademico dei Georgofili, ed aperta dalla relazione di Alessandro Pacciani, Centro Studi Gaia e accademico dei Georgofili che nella sua relazione "Distretti del cibo e politica di sviluppo rurale" ha dato atto come i distretti del cibo siano posti come strumenti di implementazione delle politiche di sviluppo rurale e dei nuovi obiettivi tracciati dalla dichiarazione di Cork 2.0, del Green Deal e del Farm to Fork. Pertanto ha proposto che i distretti del Cibo possano trovare uno spazio di implementazione più ampio nel Psp, piano strategico della Pac 2023-2027 "per un sistema agricolo, alimentare forestale sostenibile e inclusivo".

Ferdinando Albisinni, Universitas Mercatorum e accademico dei Georgofili, nella sua relazione "Distretti del cibo e contratti: modelli e strumenti di un percorso condiviso" ha svolto un'approfondita analisi giuridica dei distretti del cibo e degli strumenti evidenziando importanti criticità che dovrebbero rappresentare aree di maggior studio e di formulazione di proposte di miglioramento.
Stefania Saccardi, vicepresidente Regione Toscana, è intervenuta sulla "Strategia dei distretti del cibo in Toscana tra sostenibilità e sviluppo delle aree rurali", descrivendo l'importanza data dalla Regione Toscana a questo strumento di aggregazione e ricordando come sia di fondamentale importanza valorizzare in modo differenziato proprio gli strumenti che favoriscono l'aggregazione di imprese e di tutti gli altri attori per valorizzare i territori e utilizzare bene i fondi europei. Ha sottolineato a questo proposito che non conta semplicemente "intercettare" le risorse, ma avere una reale capacità di progettazione e di spesa, puntando alla sostenibilità, economica, ambientale ed etica.

Nell'intervento "Il Pnrr e il fondo complementare. Indicazioni per i nuovi bandi di contratti di distretto e di filiera" Oreste Gerini, direttore della Direzione Generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare e dell'Ippica-Mipaaf, ha tracciato un ampio e approfondito quadro dei numerosi interventi previsti dal Pnrr e dal suo Fondo complementare, che in particolare dispone 1,2 miliardi di euro per contratti di filiera e di distretto e preannunciando l'uscita il prossimo anno del quinto bando che si sta formando anche sulla base delle indicazioni raccolte attraverso la modalità della consultazione pubblica.

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Sia il quarto bando che il primo bando dei contratti di distretti del cibo hanno avuto un successo inatteso e sono andati in overbooking rispetto alle risorse assegnate. Perciò con Decreto Mipaaf n.0478546 del 28/09/2021, è stato disposto uno stanziamento pari a 350 milioni di euro di contributo in conto capitale a valere sul Fondo complementare, che potrà essere utilizzato per lo scorrimento della graduatoria del quarto bando, "purché siano perseguiti gli obiettivi del Pnrr". Al fine di completare la procedura del primo bando dei distretti del cibo, è stato richiesto - con un emendamento alla Legge di Bilancio 2022 - un incremento di 85 milioni di euro per l'anno 2022 del Fondo di cui all'articolo 1, comma 499 della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Tale incremento permetterebbe di garantire la finanziabilità dei venti progetti ammissibili.

Il programma di attività dell'Osservatorio sui Distretti del Cibo è stato presentato da Daniela Toccaceli, direttrice del Centro Studi Gaia e accademica dei Georgofili; l'Osservatorio è stato istituito per sopperire alla mancanza di fonti informative organizzate sui distretti del cibo e creare un soggetto capace di costruire conoscenza e avviare la raccolta di documentazione da fonte locale, regionale, nazionale.
Sono infine intervenute le organizzazioni professionali agricole, presenti tutte le sigle, e l'Aci, che hanno evidenziato una generale sensibilità e impegno verso la rilevanza di queste forme di cooperazione territoriale per la sostenibilità.
Ha concluso i lavori Filippo Gallinella che ha riassunto e raccolto le numerose sollecitazioni emerse dalla giornata e confermato l'impegno e l'attenzione della Commissione Agricoltura della Camera per sostenere i distretti del cibo.

Scarica I distretti del Cibo in cifre

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