Grano duro, Foggia e Napoli volano a 540 euro sui massimi

Borse merci italiane tutte riposizionate sul grano duro fino nazionale in decisa crescita, mentre calano i prezzi del Canadese a Napoli e Bari. In Canada e Usa i prezzi all'export e l'indice future salgono ancora

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

i-numeri-del-grano.jpeg

I prezzi in campagna rilevati da Ismea su 13 piazze sono tutti in netta crescita, con la Sicilia a +5,1% in una settimana

In Canada frenano i prezzi interni del grano duro pastificabile mentre gli aumenti della scorsa settimana si trasferiscono sui prezzi all'esportazione free on board (fob). Negli Usa a Chicago continua la crescita dell'indice dei future sul grano duro e su ritmi leggermente più sostenuti rispetto alla settimana scorsa. In Italia la scarsità di grano duro estero di qualità spinge tutti i listini del grano duro fino nazionale con incrementi fino a 25 euro alla tonnellata, che trascinano nuovamente Foggia ieri a un prezzo record - 540 euro alla tonnellata sui massimi - stesso valore già raggiunto il 12 ottobre sulla piazza di Napoli.

Si registrano invece cali consistenti sia a Bari che a Napoli per il grano duro canadese di prima qualità, frutto di un chiaro orientamento della domanda sul prodotto nazionale che non premia un'offerta di canadese ormai ridotta, a causa del drastico calo delle importazioni.

Tutti i prezzi all'origine, già ripartiti due settimane fa, registrano consistenti aumenti che in Sicilia superano il 5% in una settimana, riportando il grano dell'isola su valori in parte sovrapponibili a quelli del frumento del Mezzogiorno continentale.

Chicago, Future Durum Wheat Index: +6,06% in cinque giorni

Il Future Durum Wheat Index Dwyoo alla Borsa di Chicago sui contratti a tre mesi da regolare in contanti si è attestato a quota 1.454,07 il 12 ottobre 2021, conseguendo un altro aumento di 83,07 punti sui cinque giorni precedenti (+6,06%). Il mercato si conferma in crescita: l'indice è passato 1.319,68 punti del 15 settembre - punto più basso dopo il picco di 1.728,49 del 7 settembre 2021 - ai 1.454,07 punti del 12 ottobre, elevandosi di 134,39 punti (+10,18%) in poco meno di un mese.

Una performance non eccezionale, perché il mercato ormai sconta i contenuti del susseguirsi di annunci negativi sulla produzione di grano duro pastificabile; ultimo quello del 30 settembre scorso del Dipartimento per l'Agricoltura degli Usa, che con il suo rapporto sulla produzione di cereali ha confermato il tracollo del raccolto di durum negli Stati uniti, che sarà di poco più di un milione di tonnellate, con una diminuzione del 45% rispetto al 2020. Mentre le scorte di grano duro negli Stati Uniti al 1° settembre 2021 risultano diminuite del 34% rispetto allo scorso anno.

Canada, prezzi Fob +13% in una settimana

Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano della provincia dello Saskatchewan, in Canada, datato 12 ottobre 2021, continua a mancare una visione comune tra Statistics Canada e il governo provinciale del Saskatchewan sulle rese nella principale provincia produttrice di grano duro del paese. Pertanto permane ancora notevole incertezza sull'effettivo raccolto di grano duro del Canada. Inoltre, sempre secondo il rapporto del 12 ottobre scorso, "I dati di Statistics Canada mostrano che ad agosto è stato esportato il 28% in più di grano duro canadese rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La maggior parte dell'aumento su base annua può essere attribuita a una vendita di 70.205 tonnellate negli Stati Uniti e a un'altra di 59.572 tonnellate in Belgio".

E ancora secondo il rapporto "Le importazioni statunitensi sono tre volte superiori rispetto allo scorso anno e riflettono il basso raccolto di grano duro negli Stati Uniti. La destinazione principale del duro canadese è il Marocco, le cui importazioni sono coerenti con gli anni scorsi. Tuttavia, la domanda del Marocco diminuirà questo autunno, poiché la produzione nazionale in Marocco si è ripresa dall'anno di siccità precedente". E prendono corpo gli effetti dei prezzi italiani ancora troppo bassi per il grano duro: "Notevole il calo dell'export verso l'Italia, che ha importato appena il 22% del quantitativo dello scorso anno".

Infine secondo il rapporto, atteso che l'Ue importa generalmente tra 600mila e 2 milioni di tonnellate all'anno di grano duro canadese: "il Canada non avrà abbastanza tonnellaggio per mantenere il ritmo delle esportazioni verso l'Ue degli ultimi due anni, soprattutto in considerazione dell'aumento della domanda da parte degli Stati Uniti quest'anno". Del resto, la carenza di grano duro canadese di qualità sui mercati italiani è confermata da operatori di mercato, al punto che la domanda si è ampiamente orientata - come si vedrà oltre - sul prodotto nazionale, specie sulle piazze del Sud.

Secondo il rapporto, i prezzi offerti sui mercati all'origine dei vari territori del Saskatchewan il 12 ottobre scorso per il Canadian western amber durum (Cwad) numero 1 al 13% di proteine aumentano sulla settimana precedente di circa il 3,3% in una forchetta compresa tra uno spot minimo di 706,95 dollari canadesi alla tonnellata e un massimo con pagamento differito di 738,92 dollari canadesi.

E sempre il 12 ottobre il prezzo di acquisto all'ingrosso sulla piazza di Rosetown è rimasto stabile a 734,88 dollari canadesi alla tonnellata rispetto al 4 ottobre scorso, quando invece aveva messo a segno un incremento di ben 89,29 dollari (+13,8%) sul 27 settembre. Gli aumenti all'ingrosso - volti a riconquistare la dovuta marginalità dei trader - previsti da AgroNotizie due settimane fa si sono quindi fermati, essendo ora stabilmente questi prezzi al di sopra delle offerte degli stoccatori.

I prezzi elevati dei mercati interni si trasferiscono ora sul prezzo all'esportazione free on board dai porti della regione dei grandi laghi: il valore all'esportazione del 12 ottobre sale di ben 97,75 dollari canadesi alla tonnellata rispetto al 4 ottobre, portandosi a quota 839,80 dollari canadesi alla tonnellata (+13,17%). Un prezzo fob che al cambio di ieri era pari a 583,55 euro alla tonnellata. Va da sé che i prezzi cif, cost insurance and freight, allo sbarco in Europa non potranno che riflettere questo aumento. Motivo per il quale le più consistenti vendite di durum canadese sulle piazze italiane sono rinviate. Inoltre, restano attivi gli inneschi per ulteriori aumenti di prezzo sui mercati internazionali legati agli incrementi di prezzo dei noli.

Borsa Merci Foggia

Ieri, 13 ottobre 2021, l'Osservatorio prezzi della Borsa Merci di Foggia per il grano duro fino nazionale - peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, proteine minime 12%, alle condizioni di franco partenza e Iva esclusa ha fissato le quotazioni di 535 euro alla tonnellata sui minimi e 540 euro sui massimi, in aumento di 20 euro sulla precedente seduta del 6 ottobre. Su questa piazza tra le sedute del 29 settembre e quella di ieri il prezzo del cereale pastificabile è aumentato di 50 euro alla tonnellata.

Borsa Merci Roma

Il 13 ottobre scorso, alla Borsa Merci di Roma, il grano duro fino nazionale, provenienza Lazio, alle condizioni di franco partenza Iva esclusa, qualificato con peso specifico minimo 80 chilogrammi e proteine minime al 12%, è stato fissato a 485 euro alla tonnellata sui minimi e 490 euro sui massimi, in aumento di 20 euro sulla precedente seduta del 6 ottobre. Dal 29 settembre su questa piazza il valore del cereale pastificabile si è incrementato di 32 euro alla tonnellata.

Borsa Merci di Bari

Il listino della Borsa Merci di Bari del 12 ottobre scorso registra un aumento per il prezzo grano duro fino di produzione nazionale, provenienza province di Bari e Barletta Andria Trani e zona Lucania, proteine minime 13%, peso specifico 79 chilogrammi ogni 100 litri, alle condizioni di franco partenza arrivo e Iva esclusa. La valutazione è stata di 521 euro sui minimi e 526 sui massimi: il cereale è così cresciuto di 20 euro sulla seduta del 5 ottobre scorso. Dal 28 settembre al 12 ottobre il frumento duro nazionale pastificabile è così aumentato di 33 euro alla tonnellata.

Il Canadese 1 al 15% di proteine - che era stato fissato su questa piazza a 600-610, nelle tre sedute dal 14 al 28 settembre - non quotato il 5 ottobre - risulta ora fissato a 590-595, in calo di 10 euro sui minimi e 15 euro sui massimi rispetto all'ultima quotazione di fine settembre. Il frumento pastificabile Spagnolo al 12% di proteine il 12 ottobre invece è aumentato di 20 euro alla tonnellata sulla seduta precedente, pervenendo a 555-565 euro. Dal 28 settembre il frumento iberico è aumentato su questa piazza di 25 euro alla tonnellata.


Associazione Granaria Meridionale di Napoli

L'Associazione Granaria Meridionale il 12 ottobre scorso alla Borsa merci di Napoli ha fissato il prezzo per il grano duro fino nazionale, alle condizioni di franco arrivo, qualificato con proteine comprese tra 12 e 15% e con peso specifico 79-80 chilogrammi per 100 litri, a 535 euro alla tonnellata sui minimi e 540 euro sui massimi, valori in crescita di 15 euro sia sui minimi che sui massimi sulla precedente seduta del 5 ottobre. A Napoli dal 28 settembre il cereale pastificabile è aumentato di 35 euro sui minimi e 30 euro sui massimi.

Tra i frumenti esteri risulta quotato il Cwad di qualità tra 1 e 2, che perde 20 euro alla tonnellata sui minimi e 25 euro sui massimi sulla settimana precedente, calando a 570 euro sui minimi e 575 euro sui massimi, finendo a un valore inferiore di 10 euro sui minimi e 15 euro sui massimi rispetto a quelli del 28 settembre.

Associazione Granaria di Milano

Secondo il listino pubblicato dall'Associazione Granaria di Milano il 12 ottobre, sulla piazza lombarda il grano duro fino nazionale, alle condizioni escluso imballaggio e iva, resa franco Milano pronta consegna e pagamento, è stato così quotato nelle seguenti provenienze e qualificazioni:

  • Produzione Nord Italia, con proteine minime 13,5%, 516 euro alla tonnellata sui minimi e 520 sui massimi, in rialzo di 17 euro sulla precedente seduta del 5 ottobre e di 25 euro sul 28 settembre.
  • Produzione Centro Italia, proteine non determinate, 526 euro alla tonnellata sui minimi e 531 euro sui massimi in rialzo di 17 euro sulla seduta del 5 ottobre e di 25 euro su quella del 28 settembre.
  • Produzione Sud Italia, non quotata.

Quotati per la sesta volta il 12 ottobre i frumenti duri esteri comunitari fissati a 530 euro sui minimi e senza prezzo massimo, in aumento di 20 euro sulla seduta del 5 ottobre e di 30 euro su quella del 28 settembre. Nona quotazione invece per i frumenti duri esteri non comunitari sulla piazza di Milano, che a 620 euro alla tonnellata sui minimi e 630 euro sui massimi mettono a segno un aumento di 20 euro sulla seduta del 5 ottobre, ovvero 30 euro in più su quella del 28 settembre.

Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura

L'Associazione Meridionale Cerealisti di Altamura ha compilato l'ultimo listino l'8 ottobre scorso e il frumento duro fino di produzione nazionale alle condizioni di iva esclusa resa franco arrivo ad Altamura, qualificato con proteine minime del 12% e peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri è stato quotato 525 euro alla tonnellata sui minimi e 530 sui massimi, in aumento di 25 euro sulla precedente seduta del 1° ottobre. Dal 24 settembre il cereale pastificabile nazionale su questa piazza ha conosciuto un aumento di prezzo di 40 euro alla tonnellata.


Il grano duro Canadese di 1° qualità è stato invece fissato a 572 euro sui minimi e 575 sui massimi, in rialzo sul primo ottobre di 25 euro alla tonnellata, stesso guadagno consegue sull'ultima seduta di settembre.

Borsa Merci Bologna

L'ultimo listino della Borsa Merci della Camera di Commercio di Bologna data 7 ottobre 2021 e qui il grano duro fino nazionale - qualificato con proteine minime al 13% e un peso specifico di 80 chilogrammi ogni 100 litri - alle condizioni di franco partenza Bologna - è stato fissato a 500 euro alla tonnellata sui minimi e 505 euro sui massimi, in aumento di 15 euro alla tonnellata sulla precedente seduta del 30 settembre e di 30 euro su quella del 23 settembre.

I prezzi all'origine Ismea rilevati da AgroNotizie ieri, 13 ottobre 2021

I prezzi medi all'origine del grano duro fino rilevati da Ismea e online fino a ieri, 13 ottobre 2021, fotografano un quadro di netta crescita rispetto alla settimana precedente, con tutte le13 piazze rilevate in aumento. Continua a non venire segnalato alcun prezzo per Campobasso.

Piazza Data
di
Rilevazione
Prezzo
medio in
euro alla
tonnellata
Variazione
sulla
settimana
precedente
Condizioni
di
Vendita
Ancona 11-10-2021 332,00 +2,5% Franco azienda
Macerata 11-10-2021 334,00 +3,1% Franco azienda
Matera 11-10-2021 510,00 +4,1% Franco azienda
Perugia 11-10-2021 334,00 +3,1% Franco azienda
Firenze 08-10-2021 421,50 +2,4% Franco azienda
Catania 07-10-2021 512,50 +5,1% Franco azienda
Grosseto 07-10-2021 482,00 +4,3% Franco azienda
Palermo 07-10-2021 512,50 +5,1% Franco azienda
Foggia 06-10-2021 522,50 +4,0% Franco azienda
Milano 05-10-2021 501,00 +1,6% F.co magazzino arrivo
Napoli 05-10-2021 522,50 +3,5% F.co magazzino arrivo
Bari 04-10-2021 522,50 +4,0% Franco azienda
Ferrara 04-10-2021 501,50 +3,1%
Franco azienda
Grano duro fino, prezzi medi all'origine per piazza monitorati il 13 ottobre 2021 da AgroNotizie su dati rilevati da Ismea

Rispetto a questo quadro si palesano alcune tendenze molto chiare, eccole. Intanto sulle principali piazze di campagna del Mezzogiorno continentale, c'è un prezzo medio comune - di euro 522,50 - agganciato quasi simultaneamente dalle piazze di Foggia (6 ottobre), Napoli (5 ottobre) e Bari (4 ottobre), mentre anche Matera (11 ottobre) cresce portandosi a 510 euro alla tonnellata con uno scatto di ben 20 euro sulla settimana precedente.

Per quanto riguarda le piazze siciliane, Catania e Palermo sono interessate dai guadagni più elevati in termini percentuali (+5,1%) e il 7 ottobre si portano entrambe a 512,50 euro alla tonnellata, superando insieme il prezzo di Matera e vincoli di insularità del passato.

I prezzi del Centro Italia presentano il perdurare della spaccatura tra le quotazioni della Toscana - attestate saldamente sopra la soglia dei 400 euro alla tonnellata - e della dorsale umbro marchigiana, quest'ultima attestata su valori più bassi, ben sotto i 400 euro. I prezzi del Nord Italia vedono Milano e Ferrara superare i 500 euro alla tonnellata quasi appaiate sullo stesso valore.

A margine delle quotazioni Ismea, come valori significativi per le Marche, si riportano i prezzi del gruppo di lavoro Ager presso la Borsa Merci di Bologna per il mercato marchigiano, che il 13 ottobre dà come prezzi indicativi per il grano duro fino al 13% di proteine - alle condizioni di franco camion partenza magazzino venditore - 488 euro sui minimi e 492 euro sui massimi, in crescita di 12 euro sul 6 ottobre e di 22 euro sul 29 settembre scorso.

Per ogni altro raffronto sui prezzi è possibile consultare l'articolo di AgroNotizie del 7 ottobre scorso.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

Autore:

Tag: cerealicoltura import/export prezzi mercati

Temi caldi: Il grano dà i numeri

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 268.618 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner