Rapporto agroalimentare 2019: in Emilia Romagna bene export e occupazione

L'export dell'agroalimentare giunge a 6,8 miliardi di fatturato. Si riduce invece il valore della produzione, complice incertezze di mercati e problemi fitosanitari

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Vola l'export del comparto agroalimentare emiliano-romagnolo (Foto di archivio)
Fonte foto: © lily - Fotolia

Il rapporto 2019 sul sistema agroalimentare dell'Emilia Romagna, presentato lunedì 27 luglio, fotografa un buon stato di saluto del comparto, anche se con criticità di tipo climatico, fitosanitario ed economico.

Tra i punti di forza l'export al primo posto, con una crescita tendenziale fino a 6,8 miliardi di euro in valore (+4,7%), la qualità, e la buona tenuta occupazionale (+3%). Soffre invece, per i motivi già citati, la Plv agricola, che deve fare i conti con incertezze di mercato e difficoltà nella gestione delle variabili negative come gelo, siccità e soprattutto cimice asiatica.

Sorride la bilancia commerciale agroalimentare, che per la prima volta presenta un saldo positivo di oltre 200 milioni di euro. Il fatturato da estero, di circa 6,8 miliardi di euro, conferma il ruolo di traino dell'Emilia Romagna nel sistema paese, visto che il dato vale il 16% dell'intero export agroalimentare made in Italy. Il primo mercato di sbocco si conferma la Germania (17,37%), seguita da Francia (14,11%) e Stati Uniti (8,04%). Bene, come detto, l'incremento dell'occupazione, con 72mila nuovi occupati, e l'aumento in percentuale anche dell'occupazione femminile, ormai al 30% della forza lavoro.

Frena invece il valore della produzione agricola a quota 4,2 miliardi di euro. Fra le principali cause si denotano i cali di prezzo del latte, che ha così ridotto le quotazioni del Parmigiano Reggiano, la riduzione produttiva nell'ortofrutta, complice problematiche fitosanitarie legate alla cimice asiatica e alle condizioni climatiche anomale e avverso del periodo della tarda primavera.

Dal punto di vista dei finanziamenti messi in campo dalla Regione, il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 è giunto, alla fine del 2019, con risorse messe a bando per 1,12 miliardi di euro, pari al 93% delle risorse disponibili per l'intero Psr, articolato fra 417 bandi per 23mila beneficiari, con contributi concessi per oltre 1 miliardo di euro, di cui 420 per competitività aziendale, 474 per l'ambiente e 97 per lo sviluppo del territorio.

"Dopo l'emergenza Covid-19, inoltre – ha ricordato l'assessore Alessio Mammiabbiamo messo in campo misure relative agli interventi del governo, oltre a nuove procedure per la semplificazione, in modo da liberare nuove risorse ancora bloccate fra Psr e Ocm. Siamo intervenuti sulla riduzione dei tassi di interesse per i prestiti alle aziende agricole e con il nuovo assestamento di bilancio puntiamo a garantire aiuti al settore agrituristico, al settore delle barbabietole e alla filiera del latte".

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