Piemonte, non parte l'irrigazione in destra del fiume Sesia

L'affluente di sinistra del fiume Po è pari a circa 75 "moduli", una dotazione non sufficiente per far fronte all'irrigazione della sponda sinistra novarese e di quella destra vercellese

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Fiume Sesia in Piemonte
Fonte foto: © Pasquale D'Anna - Adobe Stock

E' critica la situazione in Piemonte, dove la portata del fiume Sesia, l'affluente di sinistra del fiume Po, è complessivamente pari a circa 75 "moduli" (1 modulo = 100 litri al secondo) e con tale dotazione si dovrebbe far fronte all'irrigazione tanto della sponda sinistra novarese quanto di quella destra vercellese.

Per capire la criticità basta un dato: per irrigare regolarmente il solo territorio vercellese, i canali dovrebbero avere una portata complessiva pari a 102 moduli di acqua.

"L'emergenza idrica, che sta interessando il Nord del Paese, ha impedito l'avvio dell'irrigazione, previsto oggi, in tutto il territorio in destra del fiume Sesia" dichiara il presidente del Consorzio di bonifica Baraggia, biellese e vercellese Dino Assietti.

Pur essendo ancora prematuro parlare di danni alle colture, due elementi paiono oltremodo preoccupanti: non si prevedono precipitazioni consistenti e l'innevamento è minimo, tale da far ritenere che l'usuale aumento delle portate fluviali, dovuto allo scioglimento delle nevi, potrebbe avere quest'anno una durata ed un'entità veramente modeste.

Le uniche aree irrigue del territorio dove, allo stato attuale, si può avviare il servizio irriguo, sono quelle idricamente dipendenti dagli invasi sui torrenti Ostola, Ravasanella e Ingagna (al 100% delle proprie capacità di accumulo, grazie alle piogge intense dei mesi di ottobre e novembre scorsi); tali dotazioni dovrebbero riuscire a garantire sia i consumi potabili che irrigui e il Deflusso minimo vitale.

"E' l'ennesima prova concreta dell'insostituibile funzione degli invasi nel contrasto alle conseguenze dei cambiamenti climatici" sottolinea il presidente dell'Anbi Francesco Vincenzi.

"E' necessario proseguire la programmazione degli interventi, avviata dal Piano nazionale invasi – conclude il direttore generale di Anbi Massimo Gargano - Al proposito, resta urgente la programmazione della fase realizzativa del nuovo bacino sul torrente Sessera, la cui progettazione esecutiva è prossima alla conclusione che servirà proprio a sopperire alle croniche carenze idriche del fiume Sesia".

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