Psr 2014-2020, si spende di più per ambiente e biologico

Nel report di Rete rurale nazionale sulla qualità della spesa dei piani di sviluppo rurale, al Centro-Nord si conferma la tendenza a investire sempre di più in sostenibilità, agricoltura bio e competitività aziendale

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Le risorse finanziarie vengono impegnate per ambiente, agricoltura biologica e competitività aziendale
Fonte foto: © Lukas Gojda - Fotolia

Rete Rurale Nazionale ha pubblicato il report sul quarto trimestre relativo all'avanzamento della spesa pubblica dei Piani di sviluppo rurale 2014-2020, che illustra la programmazione e lo stato di esecuzione del bilancio comunitario a valere sui programmi regionali di sviluppo e su quello nazionale.

AgroNotizie ha voluto focalizzare l'attenzione sulle percentuali di avanzamento per misure e priorità, andando quindi ad analizzare la qualità della spesa effettivamente sostenuta. In questo articolo sono spiegate le situazioni delle regioni del Centro-Nord Italia.


Abruzzo

La regione Abruzzo ha raggiunto al 31 dicembre una percentuale di attuazione del 21,49%, con 49,4 milioni di euro già erogati, e ancora 166,8 milioni da poter spendere fino al 2020.

Fra le priorità principali ci sono il potenziamento della competitività (29,25%) e la preservazione dell'ambiente (29,10%), seguito dalla promozione delle filiere (19,51%). I principali avanzamenti di spesa riguardano invece i prepensionamenti (62,85%), l'agricoltura biologica (48,89%) e le indennità con zone soggette a vincoli (48,86%).


Bolzano

L'efficienza qui è di casa, dal momento che la percentuale di attuazione al 31 dicembre ha raggiunto il 55,79%, con 87 milioni già pagati alle aziende agricole locali, ma con ancora 59,5 milioni di euro erogabili.

Una gran fetta del Psr provinciale pubblico va alla priorità 4, quella di preservazione e valorizzazione degli ecosistemi. Sull'avanzamento di spesa, agricoltura biologica e pagamenti agroclimatici hanno fatto la parte del leone, rispettivamente con il 94,41% e il 74,95%.
Seguono le indennità per le zone soggette a vincoli naturali o specifici.


Emilia Romagna

I pagamenti complessivi in Emilia Romagna hanno toccato quota quasi 170 milioni di euro, con 306 milioni ancora da liquidare, pari al 33,49% di attuazione sul programma.
Anche qui l'ambiente riveste un ruolo importante, con il 38,27% dell'impegno finanziario.

L'avanzamento di spesa maggiormente rilevante riguarda il benessere animale, con l'89,71%, mentre le indennità soggette a vincoli hanno già raggiunto il 61,9% della propria capacità di spesa.


Friuli Venezia Giulia

Grazie a un rush di spesa negli ultimi mesi del 2018, il Friuli ha raggiunto una quota di progressione della spesa al 31,12%, pari a oltre 39 milioni di euro, con ancora quasi 80 milioni da bilancio comunitario da poter utilizzare.

Focus sulla priorità 2, ovvero il potenziamento di competitività e redditività delle aziende agricole.
Anche qui il biologico ha fatto per il momento la parte del leone, con oltre l'83% di avanzamento di spesa; risultano di rilievo anche gli importi per investimenti in immobilizzazioni materiali e conservazione dell'ambiente.


Lazio

Un bel recupero, quello del Lazio, nella seconda metà del 2018, ma questo non basta per proiettarla fra le prime della classe.
La Regione ha al momento erogato risorse per circa 98 milioni di euro, con 235,3 milioni ancora da utilizzare da qui al 2020, pari a una percentuale di attuazione del 27,60%.
Competitività, filiera e ambiente sono i capisaldi dell'azione regionale.


Liguria

Fra i fanalini di coda del Centro Nord, in termini di spesa erogata finora, la Liguria ha liquidato il 23,37% della propria programmazione messa a disposizione del bilancio comunitario, pari a 31 milioni di euro, in particolare erogati per investimenti infrastrutturali (40%) e conservazione dell'ambiente.

I 94 milioni di euro rimanenti, sommati ai cofinanziamenti statali e regionali, interesseranno però non solo l'ambiente, ma anche la crescita della redditività aziendale.


Lombardia

Ci sono ancora oltre 322 milioni di euro dal bilancio comunitario per il settore agricolo e agroalimentare lombardo. I 141 milioni liquidati finora sono infatti solo il 28,60% della programmazione regionale proveniente dall'Ue.

Ambiente (59,87%), biologico (58,67%) e pagamenti ambientali (42,82%) hanno già raggiunto percentuali di avanzamento ragguardevoli, senza dimenticare le misure per lo sviluppo forestale e quello delle aziende agricole.


Marche

La regione ha registrato una brusca frenata nel corso del 2018 dopo un primo periodo di tranche di Psr finanziate. Rimangono infatti ancora oltre 220 milioni di euro da poter erogare, a fronte dei "soli" 59,7 spesi finora.

Anche qui ambiente e biologico sono le misure dove al momento sono stati attuati i maggiori investimenti, pari al 37,09% e al 45,37%. E' plausibile che i prossimi bandi possano riguardare in particolare lo sviluppo della competitività aziendale, che assorbe circa il 30% sul totale della partecipazione pubblica.


Piemonte

Importante avanzamento di spesa per i servizi agroforestali (98,30%), le indennità per le zone soggette a vincoli (76,16%), i prepensionamenti (64,55%) i pagamenti agro-climatico-ambientali (50,99%) e l'agricoltura biologica (46,87%).

Con questa accelerata il Piemonte ha toccato il 34,22% di risorse comunitarie già erogate, e 277,9 milioni finanziabili da destinare in particolare alla valorizzazione degli ecosistemi (priorità 4, 34,80%) e redditività aziendale (priorità 2, 24,37%).


Toscana

In Toscana sono già stati erogati 124,6 milioni di euro, pari al 30,46% del bilancio comunitario a disposizione della regione. Ambiente e biologico sono gli avanzamenti più importanti, senza trascurare percentuali importanti per il benessere degli animali (44%), sviluppo delle imprese (28,16%) e investimenti forestali (25,46%).

Si attende una crescita dei finanziamenti per le misure a sostegno di competitività e redditività aziendale, che assorbono un quarto del bilancio, potenziale ancora inespresse al momento.


Trento

Sfiora il 40% la progressione della spesa, che premia fino al 31 dicembre la provincia trentina come uno fra gli enti più efficienti d'Italia. Sono già infatti stati erogati oltre 50 milioni di euro, a fronte di altri 70 ancora utilizzabili da qui al 2020.
Al momento le risorse maggiori in termini percentuali sono state assorbite da agricoltura biologica, conservazione ambientale e dai pagamenti agro-climatici.


Umbria

Dopo ambiente, benessere animali e biologico, tre capisaldi con avanzamenti importanti, spicca un'altra quota di rilievo, ovvero il 37% di avanzamento per i finanziamenti ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.

Sono questi i principali assi portanti del finanziamento comunitario tramite Psr dell'Umbria. E' stata erogata fino al 31 dicembre una quota del 33,03%, pari a 132,2 milioni di euro. Ancora da liquidare 244 milioni di euro, che andranno in particolare ad ambiente, inclusione sociale, redditività e competitività.


Valle d'Aosta

Dopo una partenza a rilento, la Valle d'Aosta ha premuto l'acceleratore, portando il proprio avanzamento di spesa al 32,60%, pari a 19,2 milioni erogati di origine comunitari, e altri 36 rimanenti.

La progressione maggiore l'hanno avuta le misura per il benessere animale (60,85%), le indennità per le zone soggette a vincolo (47,96%) e i prepensionamenti (68,48%). I prossimi bandi avranno come focus certo l'ambiente e la valorizzazione degli ecosistemi, dal momento che la priorità 4 assorbe il 56,14% delle risorse comunitarie a disposizione della Valle d'Aosta.


Veneto

Secondo solo alla provincia di Bolzano in termini di efficienza di spesa c'è solamente il Veneto, che ha raggiunto una capacità di spesa del 46,48%, pari a oltre 234 milioni di euro, il secondo valore assoluto più alto d'Italia successivo solo alla Sicilia. Come risorse comunitarie, sono ancora da liquidare 239 milioni di euro.

Le priorità principali riguarda la competitività aziendale e l'ambiente, ma gli avanzamenti maggiori, per il momento, riguardano le misure sul benessere animale e sui servizi silvoambientali.

Leggi anche: "Mezzogiorno e Psr, qualità della spesa a macchia di leopardo"

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