L'Italia è leader per la qualità produttiva della filiera agroalimentare, ma tutto parte dall'agricoltura che fornisce materie prime d'eccellenza per il settore.
E' stato questo il filo conduttore del convegno organizzato in collaborazione tra Banca Ifis impresa e la Fondazione Minoprio con il sostegno dell'Unione europea, del ministero dell'Istruzione, della Regione Lombardia e del FSE.

Con una produzione di 54,7 miliardi e un valore aggiunto di 31,5 miliardi, l'agricoltura è una delle punte di diamante del made in Italy. Nonostante il cibo e i marchi italiani siano tra i più ricercati, il Bel Paese si classifica solo quinto in Europa nella classifica delle esportazioni: 41 miliardi di export per 818 prodotti certificati, contro i 76 miliardi della Germania che vanta però 164 etichette e i 60,5 miliardi di vendite all'estero dei cugini francesi a quota 681 etichette.
 

Il convegno

Durante la mattinata dedicata agli studenti sono stati affrontati i temi della formazione e dell'innovazione nelle imprese con focus su tecnologie, droni e app.
Banca Ifis ha inoltre comunicato di aver messo a disposizione due borse di studio per un percorso estivo 4.0 all'interno del Digital summer camp residenziale presso H-Farm di Roncade (Tv).

"Con i percorsi formativi per futuri tecnici specializzati, definiti ITS - ha spiegato la responsabile alla formazione della Fondazione Minoprio Anna Zottola - la fondazione sta promuovendo un'offerta formativa innovativa conciliando le conoscenze agronomiche con le competenze di progettazione di nuovi processi di produzione e di sensori in agricoltura 4.0. Grazie al supporto di una rete di partner tecnici, si garantisce l'immediato inserimento occupazionale degli studenti in aziende in continuo rinnovamento".

Nel pomeriggio invece la discussione si è incentrata sulle nuove sfide di processo/prodotto e sulla sostenibilità economica delle imprese agricole: efficienza, reddittività e competitività negli scenari globali.

"Banca Ifis con i suoi prodotti a misura di PMI è al fianco delle imprese e delle filiere agricole del made in Italy per supportarne lo sviluppo dimensionale e internazionale - ha precisato il presidente responsabile del Credito agricolo di Banca Ifis Luca Bigatti - La frammentazione e la piccola dimensione delle nostre aziende portano a un autentico paradosso: siamo il paese europeo che, pur avendo più etichette di qualità, resta fanalino di coda per vendite all'estero e quote di mercato. Vogliamo aiutare le aziende in questo percorso di consapevolezza del ruolo globale che devono ricoprire. Per farlo, serve buona finanza ma anche un approccio imprenditoriale innovativo e strutturato".