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"No alla proroga del contingente d'olio tunisino a dazio zero"

E' la risposta del ministro alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, alla richiesta del governo di Tunisi presentata alla Commissione Ue. Secondo indiscrezioni circolate in queste ore, Bruxelles sarebbe orientata verso il no

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il ministro Centinaio nei prossimi giorni ordinerà un'intensificazione dei controlli alle frontiere sull'olio di oliva proveniente dall'estero

E' arrivato ieri sera, da Roma, il no ufficiale a Bruxelles del ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio sulla richiesta inoltrata dal governo della Tunisia di richiedere una proroga del Regolamento di esecuzione (Ue) 2016/605 della Commissione Ue adottato il 19 aprile 2016.
Con il regolamento si erano concesse, per il 2016 ed il 2017, l'apertura e la gestione di un contingente tariffario temporaneo di olio d'oliva originario del paese magrebino da 35mila tonnellate anno.

Dalle parole del ministro Centinaio sembra di capire che la Commissione Ue stia valutando proprio un diniego al governo di Tunisi sulla richiesta di proroga. Questo è quanto riportato da un'indiscrezione circolata nelle scorse ore tra Bruxelles e Roma e che, ove trovasse ulteriore conferma, smentirebbe l'ipotesi di un favore della Commissione Ue verso tale richiesta circolata invece nelle scorse settimane.

"Abbiamo già ribadito a Bruxelles il nostro no all'estensione delle importazioni a dazio zero di olio dalla Tunisia. Se la Commissione sta decidendo in questo senso per noi è un fatto positivo" ha detto Centinaio affidando la sua dichiarazione ad un comunicato ufficiale del Mipaaf.

"L'Italia vuole tutelare la qualità del suo prodotto, tracciato e sicuro - continua il ministro - Già nei prossimi giorni mi attiverò con i nostri organi di controllo per intensificare le ispezioni sull'olio in arrivo dall'estero, perché anche da qui passa la difesa del vero made in Italy. Ai consumatori dico scegliete sempre l'olio che in etichetta riporta l'indicazione 100% italiano".

"L'indiscrezione esclude l'ipotesi, circolata nelle scorse settimane, secondo cui l'Ue sarebbe stata pronta a rinnovare nel 2018 le concessioni straordinarie fatte a Tunisi con l'apertura di una quota supplementare per l'import a dazio zero dell'olio" è scritto in calce alla nota.

Della richiesta di proroga del governo di Tunisi, avevano parlato il 4 giugno 2018 gli europarlamentari Paolo De Castro ed Elena Gentile (PD), i quali avevano espresso la loro preoccupazione per la richiesta, che giunge in una fase di drastica riduzione delle rese degli olivicoltori italiani, specie quelli pugliesi alle prese con gli effetti della Xyella fastidiosa.
Mentre il Capo delegazione Patrizia Toia, a nome dell'intero gruppo parlamentare PD, aveva scritto in questo senso all'Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.

Non solo: qualche giorno prima il tema era stato sollevato dall'europarlamentare Angelo Ciocca (Lega Nord), il quale aveva sottolineato come "La proroga del provvedimento non sarebbe tecnicamente attuabile perché andrebbe in contrasto proprio con l'eccezionalità del contingente temporaneo a dazio zero ed inoltre non sono stati riscontrati vantaggi al mercato ed all'economia tunisina nei due anni nei quali il provvedimento è stato attivo".

"Un eventuale rinnovo – aveva concluso Ciocca - potrebbe solo causare gravi danni al comparto produttivo dell'Europa mediterranea a causa del forte aumento delle esportazioni di olio proveniente dalla Tunisia".

Leggi di più sul contenuto e la storia del Regolamento di esecuzione (Ue) 2016/605.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: import/export olio unione europea olivicoltura made in italy

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