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Campania, i castagneti diventino frutteti senza pagare dazi

Lo ha proposto Coldiretti al tavolo di lavoro tenutosi in assessorato Agricoltura in vista della approvazione del nuovo regolamento sul "Castagneto in attualità di coltura"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Per aumentare la produzione di castagne Coldiretti propone di affidare i cedui ai giovani agricoltori
Fonte foto: © Regione Campania

Uscire dagli anni bui del cinipide del castagno per un rilancio definitivo della castanicoltura. Coldiretti Campania, in un tavolo di lavoro che si è tenuto nei giorni scorsi all’assessorato agricoltura della Regione Campania, ha lanciato le sue proposte per risollevare un comparto che ha sfiorato la scomparsa per l’effetto congiunto di cinipide e delle avverse condizioni climatiche.

Tra le proposte di Coldiretti c'è l'abolizione della compensazione ambientale sulle trasformazioni del bosco in coltura, che oggi, a vario titolo rischiano di bloccare l'esecutività della nuova legge regionale per il rilancio della castanicoltura in Campania: poiché rischia di imporre una tassa ambientale di 15mila euro ad ettaro a tutti coloro che hanno già un castagneto da frutto - ma classificato a bosco - e scoraggiare chi volesse acquisire un ceduo da trasformare in castagneto da frutto in attualità di coltura mediante innesto.

“Tra le proposte in particolare – ha evidenziato Roberto Mazzei, referente regionale di Coldiretti per la frutta in guscio – l'abolizione totale del pagamento di una compensazione  economica per la conversione dei boschi cedui in castagneto da frutto, prevista dall’articolo 155 del Regolamento n. 3 della Campania del 28 settembre 2017, contenente norme in materia forestale, pari a 15mila euro ad ettaro, e la messa a disposizione delle migliaia di ettari di boschi cedui demaniali a favore dei giovani agricoltori”.
 
Al tavolo operativo, presieduto dal direttore generale dell'assessorato agricoltura, Filippo Diasco e coordinato dalla dirigente Mariella Passari, è stato posto l'obiettivo di conciliare la funzione produttiva con la molteplicità dei servizi ecosistemici che la coltivazione del castagno  è in grado di assicurare  in merito all'imminente approvazione del "Regolamento per la gestione sostenibile dei castagneti da frutto in attualità di coltura", così come richiesto dalla Legge Regionale n° 10 del 31 marzo 2017.
 
Argomento principale del tavolo di lavoro è stato l'approvazione delle norme tecniche in materia di castanicoltura da frutto per la tutela e la gestione sostenibile dei castagneti da frutto in attualità di coltura. Un regolamento che rende esecutiva la legge che, dopo tante battaglie, rende il castagneto da frutto un frutteto e non più un bosco.
 

Abolire la compensazione sulle trasformazioni verso il frutteto

In merito all’abolizione totale della compensazione economica, Coldiretti Campania afferma: "Essendo il castagneto da frutto un patrimonio di biodiversità anche se ora definito frutteto, la semplice trasformazione della definizione non ne esaurisce la valenza ambientale. Inoltre, per la migliore tenuta dei versanti, per la flora e la fauna e per il rischio incendio, è sempre meglio un castagneto antropizzato che un bosco ceduo abbandonato”.
 

Castagneti da frutto esistenti: la trasformazione non sussiste

La ratio giuridica della prima parte di questa posizione è la seguente: la compensazione economica per la conversione di un bosco in coltura – attualmente in vigore – non deve insistere anche sui castagneti da frutto, che oggi sono classificati bosco, e che in virtù del redigendo regolamento della legge 10/2017 si ritroveranno a diventare castagneti da frutto in attualità di coltura.

Questo perché verrebbe meno il presupposto giuridico della nozione di trasformazione, che nell'articolo 142 del Regolamento forestale della Campania contempla l’eliminazione almeno di parte della vegetazione esistente: come nel caso della trasformazione da ceduo a castagneto da frutto mediante innesto.
 
La conversione del bosco di castagno in castagneto da frutto in attualità di coltura, è - in questo caso - solo formale e non riduce il numero delle piante ad ettaro. Sul piano ambientale, c'è in più la possibilità – per il produttore – di utilizzare principi attivi altrove già autorizzati in agricoltura biologica ed integrata e che la classificazione a bosco oggi impedisce.

Per ottenere l'obiettivo dell'inapplicabilità della compensazione ambientale  in questo caso, occorre almeno una norma interpretativa di quelle vigenti e riferita al castagno.
 

Castagneti cedui, abolire la compensazione per la trasformazione

Completamente diversa la base giuridica della seconda parte dell'affermazione di Coldiretti Campania. La proposta dell'organizzazione è quella di incentivare la coltivazione dei castagneti, affidando ai giovani agricoltori i cedui demaniali per una loro conversione in castagneti in attualità di coltura. E qui il regolamento vigente è chiaro, l'accorciamento del turno di taglio, finalizzato alla realizzazione del frutteto ed il conseguente diradamento del castagneto, integra sicuramente la nozione di trasformazione. Per questo motivo Coldiretti opta per una abolizione della compensazione ambientale delle trasformazioni, quando questa riguardi il ceduo da portare a frutteto.
 

Le altre proposte di Coldiretti

Inoltre Coldiretti Campania propone di garantire la possibilità ai castanicoltori di poter continuare ad attuare tecniche di innesto tradizionali con varietà autoctone, senza limitazioni in merito alla certificazione del materiale propagato, che se non derogato azzererebbe totalmente la tradizione campana.
 
Altra proposta: redigere un chiaro vademecum per gli operatori cercando di chiarire in modo inequivocabile quanto contenuto nel regolamento Forestale regionale n. 3 del 28 settembre 2017, in merito alla possibilità di poter realizzare senza nessuna autorizzazione modeste opere di sistemazione idraulico-forestale (graticciate, cordonate, fascinate, piccoli tratti di muro a secco di altezza inferiore ad un metro), per il trattenimento di scarpate, gradoni o terrazzamenti esistenti o di modesti scoscendimenti del terreno o la realizzazione di recinzioni in pali e rete, compresa l'installazione di cancelli e simili interventi minori.
 
Infine dalla riunione è emersa la necessità che questo regolamento garantisca la ricevibilità in coltura dell'evoluzione scientifica nel mondo della difesa fitosanitaria, sia per ciò che concerne l'agricoltura biologica che integrata.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: castanicoltura biologico giovani sostenibilità castagno

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