Polo di Tebano, Terre Naldi prende in gestione la cantina

Dopo la rinuncia di Astra, subentra la società partecipata del Comune di Faenza. Possibili investimenti futuri in arrivo

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Il Polo di Tebano, in provincia di Ravenna

Terre Naldi, società a capitale interamente pubblico detenuta dal Comune di Faenza (Ra), da alcune settimane gestisce direttamente la cantina vinicola del Polo di Tebano. Una decisione seguita alla rinuncia di Astra, che ha gestito l’impianto fino allo scorso luglio.

Questa scelta va nella giusta direzione – sottolinea Gianni Carapia, amministratore delegato di Terre Naldi – così come quando il Comune si trovò a decidere se continuare a puntare sul Polo di Tebano oppure prendere decisioni diverse. Alla fine l’amministrazione comunale scelse la prima strada e ora giustamente ha mantenuto la propria linea”.

Il Polo di Tebano rappresenta un punto di riferimento per lo sviluppo dell’agricoltura, dalla ricerca alla produzione – continua Carapia – La presenza del corso di laurea in vitivinicoltura ed enologia dell’Università di Bologna è un elemento strategico e accresce tutto l’insieme di enti concentrati presso il Polo stesso. In tutto ciò l’attività della cantina è fondamentale. Ci saranno alcuni sacrifici in termini di investimenti economici e di impegno vero e proprio, ma ritengo che la scelta fatta sia comunque giusta, perché la cantina produttiva è indispensabile”.

La cantina all’interno del Polo di Tebano fornisce un servizio a circa una trentina di produttori vitivinicoli locali, che non hanno una propria cantina ma vogliono comunque vinificare, e in questa struttura possono farlo, con produzioni che vanno dai 20 ai 150 ettolitri di vino. Terre Naldi, con la presa in gestione diretta della cantina, ha rilevato il personale, quindi per i clienti non è cambiato nulla.

Nell’immediato stiamo cercando di apportare qualche piccolo investimento che possa sveltire e facilitare alcuni processi di lavorazione – conclude Carapia – Col tempo vedremo di mettere in atto una strategia di più lungo respiro. L’ipotesi di una cantina nuova non è assolutamente andata persa. E’ chiaro che bisogna capire quale tipo di intervento è possibile fare. Certamente, una ristrutturazione dell’esistente può essere più abbordabile. Vogliamo mantenere questo tipo di servizio, ma magari ampliare la platea dei clienti”.

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