Terremoto, prime stime dei danni nelle Marche

L'assessore all'Agricoltura Anna Casini: "Tutto sarà ripristinato e l’entroterra non verrà abbandonato"

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Un fabbricato gravemente danneggiato nelle Marche
Fonte foto: © Buffy1982 - Fotolia

Dal 3 novembre scorso sono iniziate e continuano le verifiche alle strutture agricole e zootecniche danneggiate dal sisma del 30 ottobre, nelle Marche.

Si tratta di nuovi sopralluoghi per le segnalazioni giunte negli ultimi giorni, rispetto ai controlli conclusi dopo il sisma del 24 agosto scorso. Le lesioni segnalate riguardano, soprattutto, allevamenti e abitazioni agricole.

Le squadre di tecnici al lavoro per la valutazione dei danni sono 10. Alle quattro squadre operative nella provincia di Macerata, sono infatti state aggiunte tre squadre provenienti da Ancona e altre tre da Pesaro e Urbino.
L’area interessata dal nuovo sisma ha una vocazione produttiva zootecnica molto significativa, con una popolazione animale, da reddito, composta da circa 12.000 bovini, 35.000 ovini, 17.000 suini e 1 milione di capi avicoli. E questi allevamenti, nonostante i danni che il sisma ha arrecato, continuano a produrre.

Dalle stime fin ora effettuate oltre l’80 per cento delle strutture agricole e zootecniche delle zone terremotate marchigiane, presenta danni apparenti, che andranno certificati poi con verifiche più approfondite.

Ad oggi sono state già effettuate 200 verifiche sulla base delle 240 indicazioni pervenute dal territorio, ma le richieste di accertamenti stanno aumentando in continuazione.

I tecnici regionali hanno finora riscontrato danni significativi a 87 abitazioni agricole, a 116 stalle (11 con bovini dal latte, 75 con bovini da carne, 24 con ovini, 6 con suini), a 45 fienili, a 7 guardianie (strutture d’appoggio degli allevatori che hanno le stalle lontano dalle abitazioni), a 2 opifici (un caseificio e un’azienda per la produzione di marmellate).

I dati sono stati riferiti dall'assessore all’Agricoltura Anna Casini che ha riunito i componenti del tavolo politico strategico del settore agricolo. Una riunione operativa per gestire le criticità a seguito del terremoto e per programmare il futuro.

Alla riunione erano presenti i rappresentanti di Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Agci Marche, Legacoop Marche, Unici Marche, Confcooperative e Uecoop.

Stiamo concentrando lo sforzo nelle aree a maggiore criticità, convogliando squadre di tecnici nel Maceratese – afferma l'assessore Casini, garantendo che nessuno verrà lasciato solo - Le istituzioni sono e saranno vicine agli agricoltori e agli allevatori danneggiati dal sisma, perché l’obiettivo primario è garantire la continuità economica e produttiva del settore agricolo, presidio insostituibile dell’entroterra appenninico marchigiano”.

La priorità segnalata, condivisa da tutte le associazioni, è quella di provvedere, nel minor tempo possibile, a installare stalle provvisorie e abitazioni per gli allevatori: “Il territorio non va abbandonato, perché senza una ripresa economica delle attività tradizionali dell’entroterra, le aree montane non potranno ripartire e perderanno la propria identità” ha ribadito Casini.

L’assessore ha anche invitato le associazioni a produrre proposte per costruire la strategia delle aree interne che, ha affermato, “attueremo con i circa quarantacinque milioni di euro che la Regione ha a disposizione, grazie al fondo di rotazione con il quale il Governo finanzierà il 17 per cento di cofinanziamento del Psr. Abbiamo le risorse per ripartire, non svendiamo il bestiame a chi non si fa scrupoli di lucrare su un’emergenza. Tutto sarà ripristinato e l’entroterra non verrà abbandonato”.

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