Migliora il clima di fiducia, ma non i consumi alimentari

Secondo la Cia, il maggiore ottimismo dei consumatori non incide sul carrello della spesa. Il budget per cibo e bevande perde un altro 2% da inizio anno

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I consumi alimentari restano al palo nonostante il miglioramento nel clima di fiducia a maggio
Fonte foto: © 06photo - Fotolia

Il miglioramento della fiducia dei consumatori a maggio non incide sui consumi alimentari, che restano al palo anche nella prima parte dell’anno. Lo afferma la Cia - Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.

Il maggiore ottimismo su componente economica, giudizi e attese sulla situazione del Paese, ai massimi da marzo 2007, è un bel segnale di ripartenza, dopo anni di crisi nera - osserva la Cia - ma non coinvolge il carrello della spesa. Un italiano su due continua a comprare solo l’essenziale, anche per la tavola, con il risultato che da inizio anno la spesa per il cibo è calata del 2 per cento, registrando un crollo drammatico per prodotti come pasta (-4,7 per cento), pesce (-5 per cento), latte (-3,2 per cento) e frutta e verdura (-3 per cento).

"E’ chiaro che la risalita del clima di fiducia ora deve essere accompagnata e consolidata dai fatti - sottolinea la Cia - L’esecutivo, quindi, acceleri sulle misure strutturali di sostegno al reddito delle famiglie, così da permettere una ripresa della domanda interna, con effetti benefici sulle imprese e l’economia intera".

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