Parte dal campo, il rilancio dell'olio made in Italy

Secondo Unaprol, approccio di filiera e propensione ad investire guideranno lo sviluppo della competitività del comparto olivicolo italiano

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Non sono solo le rosee stime di produzione a far ben sperare il comparto olivicolo nazionale. Le imprese si dimostrano sempre più proattive. Il contributo dei produttori sarà fondamentale allo sviluppo della competitività. Secondo Massimo Gargano, presidente di Unaprol, Consorzio olivicolo italiano, 'cresce in Italia voglia di investire e produrre'.

Un forte sostegno arriverà da contratti di filiera, Piani regionali di sviluppo (Psr), bandi della promozione nei paesi terzi e nei territori comunitari, fondi per la ricerca e il nuovo ciclo triennale dei programmi degli operatori del Reg. (CE) 2080/05. Un ventaglio di opportunità che dopo l'estate consentirà alle imprese socie di Unaprol di spostare sempre più verso l'alta qualità la competizione virtuosa il cui vantaggio competitivo sarà rappresentato dall'origine obbligatoria in etichetta. 'Tra le imprese olivicole del nostro Paese c'è voglia di crescere, di produrre e di tornare a investire'. Afferma Massimo Gargano presidente di Unaprol, Consorzio Olivicolo Italiano. E questa è la reazione positiva di un sistema produttivo che crede nel valore aggiunto che il legame tra l'olio extra vergine di oliva e il carattere distintivo del territorio può conferire al prodotto di qualità. L'immagine che emerge dall'ultimo rapporto Unaprol è quella di un settore in continua espansione, che scommette sul valore competitivo del territorio e del rapporto con i consumatori e che rilancia gli investimenti a tutto campo.

Dall'indagine risulta che:Olive - Puglia - Foto Unaprol

  • il 38% delle aziende olivicole italiane intende effettuare nuovi investimenti;
  • il 14% prevede di realizzare attività nel campo della qualità e tracciabilità degli oli extra vergini di oliva; il 33% nel miglioramento delle tecniche colturali; il 18% nel marketing, il 5% nutre interesse per l'innovazione varietale, mentre il 26% delle imprese si dichiara disponibile a cofinanziare progetti di informazione e promozione del prodotto;
  • il 34% delle imprese dichiara altresì di voler acquistare nuovi serbatoi per lo stoccaggio dell'olio di oliva; il 17% ha intenzione di acquistare impianti di confezionamento; il 16% effettuerà invece interventi strutturali sui fabbricati e il 13% del campione intervistato intende realizzare il proprio punto vendita e anche un sito internet aziendale.

L'indagine condotta dall'Unaprol permette di cogliere alcuni elementi della multifunzionalità. Le attività più ricorrenti sono

  • la prevenzione incendi (16%),
  • seguita dalla manutenzione del verde e delle strade interpoderali (11%),
  • la protezione delle cultivar autoctone (7,5%).

'Abbattere i costi per rendere più competitive le nostre imprese - aggiunge Ranieri Filo della Torre, direttore di Unaprol - è diventato l'imperativo per essere vincenti nel mercato globale. Le opportunità - ha affermato - ci sono tutte e sono già contenute nella nuova Pac. Con i suoi strumenti si possono realizzare nuovi oliveti o razionalizzare quelli esistenti, ammodernare l'intero sistema della trasformazione nazionale grazie anche al trasferimento di nuove tecnologie'.

Una sfida che vede Unaprol, Consorzio Olivicolo Italiano, già impegnato in diversi progetti comunitari e nazionali nel ruolo di interlocutore delle istituzioni e di partner affidabile nell'accompagnare la crescita del sistema delle aziende olivicole italiane che puntano a rafforzare e consolidare l'immagine dell'olio extra vergine di oliva di qualità certificato made in Italy in tutto il mondo.

Oliveto - Catanzaro. Foto UnaprolLe prospettive per la campagna 2008 supportano questo impegno. L'osservatorio economico di Unaprol, nel mese di agosto, ha stimato l'incremento di produzione intorno al 15% rispetto alle 500mila tonnellate della scorsa campagna.

Quella del 2008/09 sarà un'annata a cinque stelle soprattutto per la qualità del prodotto, che al momento non è interessato da attacchi di parassiti e si presenta in ottime condizioni. Unaprol raccomanda, in ogni caso, molta cautela perché' si tratta di previsioni fatte a due mesi dall'inizio della raccolta e tutto potrebbe essere messo in discussione anche a causa di eventi climatici avversi.

'L'Italia - afferma Massimo Gargano - si conferma come il Paese dei mille colori e dei mille sapori dell'olio extra vergine di oliva che non teme confronti sul piano della qualità'.

E L'Unaprol lancerà in autunno un grande progetto di filiera. 'Servirà a dare valore al vero valore dell'origine certa. Ieri - ha aggiunto Gargano - tutto questo non era possibile perché mancava una norma che rendesse obbligatoria l'indicazione dell'origine in etichetta. Oggi invece questa normativa esiste, è in vigore e anche l'Europa sta cambiando orientamento proprio sulla spinta della legislazione italiana'.

Il progetto di filiera consentirà anche alle istituzioni l'opportunità di promuovere il concetto dell'origine del vero prodotto made in Italy che trae la sua caratterizzazione dal forte legame con il territorio e dalla diversità di una offerta di sapori che può contare su 350 varietà di olive diverse. L'indagine effettuata da Unaprol attraverso la sua rete di monitoraggio, che conta oltre 6000 aziende in tutta Italia, evidenzia un primo quadro di previsione per quanto riguarda le produzioni nelle varie regioni olivicole. Ecco l'offerta del vero made in Italy.

 

Produzione di olio di pressione (tonn.)

 

 

2007*

Var % '08-09/07-08

2008-2009**

Quota campagna 2008/09 sul totale (%)

Lombardia, Trentino

1.096

-10%

986

0,2

Veneto, Friuli

2.099

15%

2.414

0,4

Liguria

2.938

35%

3.966

0,7

Emilia-Romagna

574

30%

747

0,1

Toscana

10.381

50%

15.571

2,7

Umbria

8.464

30%

11.003

1,9

Marche

2.210

40%

3.093

0,5

Lazio

15.950

20%

19.140

3,3

Abruzzo

13.516

30%

17.571

3,1

Molise

4.523

30%

5.880

1,0

Campania

34.321

10%

37.753

6,6

Foggia, Bari

120.330

10%

132.363

23,0

Taranto, Brindisi, Lecce

88.992

25%

111.240

19,3

Basilicata

5.044

3%

5.196

0,9

Calabria

146.790

10%

161.469

28,1

Sicilia

36.625

10%

40.288

7,0

Sardegna

6.208

3%

6.395

1,1

TOTALE ITALIA

500.061

15%

575.074

100


 

 

 

* Fonte: elaborazioni Unaprol.
** Previsioni riferite ai primi di agosto del 2008

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