Agnello di Sardegna Igp in cerca di nuovi sbocchi di mercato

E stringe alleanze con la Federalberghi regionale e il dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari per promuovere la carne e proporre nuovi tagli oltre la barriera della stagionalità

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Sullo sfondo il crollo della domanda di alimenti carnei degli ultimi anni
Fonte foto: © Joanna Tkaczuk - Fotolia

Il Consorzio dell'Agnello di Sardegna Igp si allea con il mondo accademico, del turismo e della cucina per pianificare progetti di ricerca e di diversificazione dell'offerta con l'obiettivo di contrastare il crollo dei consumi delle carni e una concorrenza più agguerrita, che stanno facendo crollare il prezzo dell'eccellenza sarda, rendendola antieconomica per il pastore. 

"I dati riportati dall'Osservatorio nazionale sui consumi delle carni, infatti, nel 2017 mostrano un forte calo per tutti i prodotti carnei - spiega il direttore del Contas Alessandro Mazzette"Il picco peggiore però lo registrano i consumi di carni rosse: -5.8%. Sedici milioni di italiani nel 2016 hanno ridotto i loro consumi di carne. In particolare, sono scesi i consumi di carni bovine (-5%) e ovine (-7.8%).
Complessivamente il consumo di carne quotidiano è calato, in media, di 85 grammi. Le carni ovine detengono il record negativo di consumo pro capite: è il più basso del vecchio continente con soli 2,5 grammi al giorno
".
 

Consumi stagionali

Il drastico calo dei consumi in Italia ha spinto gli operatori della Sardegna a ricercare nuovi sbocchi commerciali all'estero, individuando nella Spagna un mercato importante per lo smercio dei nostri agnelli.
Tuttavia, il mercato spagnolo ha una forte connotazione stagionale e come per l'Italia il consumo è per lo più concentrato in prossimità delle festività natalizie e pasquali.

Secondo il Contas, la stagionalità dei consumi porta ciclicamente un drastico calo del prezzo delle carni d'agnello (-50%) a dopo le feste natalizie, che si protrae per i mesi di gennaio e febbraio, condizionando la vendita di circa 200mila agnelli Igp, con una perdita netta per gli allevamenti di oltre 4 milioni di euro.
A questo si aggiunge un mercato europeo della carne d'agnello altamente competitivo, soprattutto per quanto riguarda i prodotti di alta qualità come l'agnello da latte, fortemente sovvenzionato dall'Unione europea a discapito delle nostre produzioni.
 

Nuovi tagli e nuove porzionature per aggredire i mercati

Inoltre, "a seguito di un'attenta analisi del sistema europeo svolta dal Consorzio di tutela dell'agnello Igp - dice ancora Alessandro Mazzette - è emerso che questo settore, contrariamente a quanto avvenuto in Sardegna, ha registrato in questi ultimi anni un radicale mutamento che ha riguardato soprattutto lo sviluppo di nuove tecnologie dei tagli e della conservazione che permettono di esportare carne ovina fresca e congelata, tagliata e disossata, e di dividere i vari tagli tra i diversi importatori.
In questo modo è possibile soddisfare in modo mirato e complementare la domanda da parte del mercato in funzione del tipo di carne consumata e del potere di acquisto dei consumatori"
.

Questa nuova offerta commerciale negli ultimi anni ha registrato un forte aumento delle carni ovine importate in Italia: "nel 2016 sono state acquistate dall'Inghilterra circa 5mila tonnellate di carne di agnellone" ha sottolineato Mazzette.

"Per far fronte a queste problematiche e per rispondere alla diversificazione della domanda e superare la stagionalità - sottolinea il presidente del Contas Battista Cualbu - il Consorzio di tutela dell'Agnello di Sardegna Igp ha intrapreso una serie di iniziative per valorizzare l'insieme della carcassa e ha inoltre ricercato nuovi sistemi di congelamento capaci di preservare la struttura della carne.
Lo scopo è quello di adeguarsi ai nuovi sistemi di vendita adottati dal settore internazionale e presentarsi al consumatore con un prodotto che possa rispondere alle varie esigenze"
.
 

Convenzione con il dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari

Il Consorzio di tutela considera indispensabile sviluppare un approccio sinergico di tutta la filiera al nuovo progetto, dall'allevatore sino al consumatore finale che dovrà essere informato su tutti gli aspetti della produzione.
Ed è proprio su questo ultimo aspetto che "la convenzione con l'Università di Sassari diventa indispensabile in quanto permetterà di valutare la qualità organolettica della carne di agnello, sia fresco che congelato, e di rendere queste informazioni disponibili al consumatore" dice Cualbu.
 

Protocollo d'intesa con Federalberghi Sardegna

Sull'aspetto della promozione delle carni d'agnello, risente notevole importanza il protocollo d'intesa con Federalberghi Sardegna, al fine della valorizzazione delle carni all'interno della ristorazione.

"Grazie a questa collaborazione - sottolineano presidente e direttore - saranno create una serie di iniziative promozionali che permetteranno di dare maggior visibilità alle carni d'agnello sfruttando soprattutto il periodo estivo in cui è massima la presenza dei turisti. Con l'obbiettivo di soddisfare le esigenze della ristorazione, il Consorzio si impegna a porre in essere tutte le attività volte alla diversificazione dei tagli e alla tipologia di prodotto: dal congelato al termizzato".

Inoltre, il nuovo piano di destagionalizzazione e porzionatura permetterà di presentare l'Agnello di Sardegna Igp alle più importanti fiere di settore nel panorama internazionale, aprendo nuove opportunità di mercato soprattutto fra i nuovi importatori presenti nei paesi arabi, sempre più interessati alle carni ovine di qualità.
 

Programma di promozione

Il Consorzio ha già stilato un programma biennale di promozione dell'Agnello.
Le prime tappe sono le fiere Alimentaria di Barcellona ad aprile, Cibus a Parma a maggio, Sial a Parigi ad ottobre e Tuttofood a Milano per maggio 2019.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Contas

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Tag: carne import/export prezzi ovini consumi cibo e alimentazione marchi di tutela

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