Grano duro biologico, in Puglia deroga per le rotazioni colturali

Gli agricoltori potranno alternare la coltivazione del frumento duro con due colture diverse, almeno una delle quali leguminosa

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il Dm aveva limitato la possibilità di coltivare grano duro biologico solo dopo l'avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa
Fonte foto: © hachri - Fotolia

Anche la Regione Puglia, dopo Sicilia e Basilicata, ha ottenuto dal ministero alle Politiche agricole il parere favorevole ad una deroga per gli avvicendamenti colturali del grano duro in regime di agricoltura biologica ai sensi dell’articolo 2, comma 7 del decreto ministeriale n. 6793 del 18 luglio 2018 sulle produzioni biologiche, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 5 settembre 2018. Lo ha reso noto Regione Puglia con una nota ufficiale.
 

La norma e la deroga a Regione Puglia

Il comma 2 dell’articolo 2 del decreto in parola aveva riformulato in senso più restrittivo gli avvicendamenti del bio, e di fatto limita la possibilità di coltivare grano duro biologico solo dopo l'avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa. Il che avrebbe significato per gli agricoltori pugliesi dover produrre grano duro sullo stesso appezzamento solo una volta in un triennio, con un'indubbia penalizzazione economica.

E così l’amministrazione regionale della Puglia ha adottato una “Determinazione sulle rotazioni colturali che consente agli agricoltori pugliesi che coltivano in biologico di alternare la coltivazione del frumento duro con due colture diverse, almeno una delle quali sia leguminosa" si legge in una nota ufficiale del Dipartimento agricoltura di Regione Puglia.
“Il provvedimento – prosegue - va incontro alle legittime aspettative dei cerealicoltori in biologico della nostra regione che risultavano penalizzati dal precedente dispositivo normativo. Infatti, il modello colturale che vede la rotazione quadriennale in avvicendamento con le leguminose da granella o da sovescio rappresenta un consolidato modello di crescita del settore degli ultimi anni. La deroga, adottata in conseguenza di approvazione da parte del ministero, si è resa necessaria a causa delle specifiche condizioni pedoclimatiche che pongono limiti alle possibilità di coltivazione e alle scelte colturali”.
 

Il commento di Coldiretti

“Proficua la collaborazione con il dirigente dell’assessorato regionale all’Agricoltura Luigi Trotta che, su nostra sollecitazione sin da gennaio, ha messo nero su bianco la determina a beneficio delle rotazioni colturali da adottare nelle aziende biologiche" commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La richiesta di deroga si è resa necessaria, perché le principali aree cerealicole della Puglia – specifica Coldiretti Puglia - sono influenzate dal tipico clima mediterraneo e da una distribuzione delle piogge che si concentra prevalentemente nel periodo autunno-vernino e siccità primaverile-estiva, mentre i terreni, differenti tra quelli delle murge, “terre rosse” con presenza di argille e quelli più neutri del tavoliere, però spesso caratterizzati da crosta calcarea più o meno superficiale, risultano in genere poveri di sostanza organica.

Dunque tali condizioni pongono dei limiti alle possibilità di coltivazione e alle scelte colturali, che vengono ingigantiti dalla citata normativa e che vanno a penalizzare i cerealicoltori che operano in regime biologico in Puglia.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura biologico legumi rotazione colturale

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