Cimice asiatica: il vademecum della Fondazione Edmund Mach

Buone pratiche agronomiche come una corretta gestione del verde e della chioma, ma anche attività di monitoraggio ed utilizzo di reti antigrandine e antinsetto

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Il documento del Centro trasferimento tecnologico è stato diffuso nei giorni scorsi agli agricoltori

Mentre nei laboratori della Fondazione Edmund Mach prosegue l'allevamento della vespa samurai con l'obiettivo di lanciarla a partire da metà giugno in una quarantina di siti della provincia di Trento, il Centro trasferimento tecnologico ricorda al mondo agricolo - con uno specifico bollettino tecnico - le buone pratiche agronomiche per contrastare la popolazione di cimice asiatica: dalle operazioni di sfalcio alla gestione della chioma fino al corretto uso delle reti anti-insetto e alle segnalazioni raccomandate attraverso la app Bugmap.


Corretta gestione del verde

In questi giorni è in corso lo sfalcio dell'erba lungo strade e autostrade della provincia e la Fem è in stretto raccordo con il Servizio strade della Provincia autonoma di Trento e l'A22 per la gestione lungo queste arterie stradali, assieme ai quali sono stati concordati i periodi più indicati per l'esecuzione delle operazioni di taglio dell'erba.

Si rivela importante, infatti, che per tutta la stagione (maggio-settembre) la gestione del cotico erboso dei frutteti e dei bordi (canali di scolo, fosse, ripe, rampe, ecc.) sia eseguita correttamente, sfalciando periodicamente l'erba per tenere contenuto il suo sviluppo per ridurre gli spostamenti della cimice verso i frutteti.


Gestione della chioma

La cimice predilige piante espanse in cui è facile ripararsi e nascondersi. Le operazioni a verde sulla chioma, con eliminazione di succhioni e affastellamenti della vegetazione e diradamento dei frutti disposti a "grappolo", rendono più difficile l'insediamento dell'insetto.


Reti antigrandine e antinsetto

Le reti antigrandine e antinsetto ostacolano l'entrata, in particolare degli adulti, all'interno del frutteto. Le reti antigrandine con maglia di 4x7 millimetri sono efficaci nei confronti degli adulti alati. Per evitare invece che le forme giovanili (attere) possano raggiungere il frutteto è fondamentale avere una chiusura totale dell'impianto o della fila con reti a maglia più fitta, pari o inferiori a 2,6x4 millimetri.

La chiusura della rete deve essere effettuata per tempo, anticipando la migrazione nel frutteto dell'insetto, verificando che le cimici non siano già presenti (controllare possibili ricoveri come ad es. i "cappucci copripalo").


Attività di monitoraggio

Le attività di monitoraggio sono indispensabili per attuare una corretta difesa. Per prima cosa va verificata la via preferenziale di "entrata" delle cimici, quali siepi, bosco, piante, giardini o parchi pubblici.

I controlli devono essere fatti nella zona di entrata e sono riconducibili a due operazioni principali: frappage (scuotere cinquanta branchette con un bastone e raccogliere gli insetti che cadono su un telo o in un ombrello capovolto) e controlli visuali che vanno eseguiti nelle prime ore del mattino quando gli insetti si posizionano in posti assolati e sono meno mobili.

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