Portogallo, i residui di potatura diventano biocarburante

Un progetto per utilizzare i residui di potatura di viti e alberi da frutto per produrre biocarburanti avanzati è in fase di sviluppo presso il Campus BLC3

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Il Campus tecnologico e dell'innovazione BLC3 è un'associazione senza scopo di lucro, fondata nel 2010
Fonte foto: © Kirisa99 - IStockPhoto

L'associazione BLC3 "sta sviluppando un progetto di economia circolare nel settore agricolo in cui mira a utilizzare gli scarti delle attività agricole, come i residui di potatura di olivi, viti e alberi da frutto, per produrre biocarburanti avanzati". Così il presidente del Campus tecnologico e dell'innovazione BLC3, João Nunes, ha raccontato all'agenzia di stampa Lusa.

Il progetto, "che potenzialmente può essere applicato anche al settore forestale", mira ad utilizzare i "rifiuti di origine agricola" nella produzione di biocarburanti. La produzione di energia avverrà "in modo efficiente e con livelli di emissione di carbonio molto più bassi rispetto a quelli generati dalle fonti fossili", ha sottolineato João Nunes.

Il biocarburante prodotto con questo metodo è "simile ed equivalente al gasolio agricolo", spiega il presidente. "Il settore primario è molto importante per l'economia nazionale e può crescere ancora in termini di competitività se saremo in grado di usare efficacemente le risorse che abbiamo a disposizione", ha continuato il presidente.

In Portogallo "abbiamo 3,6 milioni di ettari di territorio destinati all'agricoltura (il 39,5% della superficie totale), con oltre 360mila aziende agricole impiegate, pari ad una media di 10 ettari per azienda".

Con queste dimensioni il settore è naturalmente "poco competitivo in termini di economie di scala", e questo ha "un impatto negativo sull'uso delle risorse e delle emissioni di carbonio".

In Portogallo ci sono circa 360mila ettari dedicati all'olivicoltura, 178mila alla viticoltura e 45mila alla frutticoltura. Secondo João Nunes, questi settori generano "un'elevata quantità di biomassa, pari a circa un milione di tonnellate di rifiuti all'anno". Tuttavia, questa è "una cifra che è sempre difficile da quantificare perché dipende dalla produzione agricola stessa".

"Le aziende agricole che generano elevate quantità di biomassa hanno il potenziale e anche l'interesse per produrre il proprio combustibile" da utilizzare ad esempio per alimentare i trattori, ha concluso João Nunes.
 

Innovazione made in Portogallo

Il Campus tecnologico e dell'innovazione BLC3 è un'associazione senza scopo di lucro, fondata nel 2010. È un "nuovo modello di sviluppo di attività di ricerca e intensificazione tecnologica di eccellenza. Un luogo di incubazione di idee e di aziende, nonché di sostegno al tessuto economico nell'entroterra e nelle zone rurali".

Come riportato sul sito, BLC3 è l'unica organizzazione in Portogallo creata per lo sviluppo e l'industrializzazione delle bioraffinerie (di seconda e terza generazione), per la promozione della bioeconomia e delle 'smart regions', con particolare attenzione all'economia circolare.

Va notato che il Laboratorio collaborativo (CoLab) per l'economia circolare, che ha la sua sede presso il Campus, a Oliveira do Hospital, sviluppa attività su tre piattaforme tecnologiche. Queste includono biotecnologia industriale, processi di separazione sostenibili e chimica verde, nonché progettazione ecocompatibile.

CoLab sarà "una struttura di eccellenza in una regione interna. E avrà una capacità di leadership e di rappresentanza nell'economia circolare a livello internazionale".
 
João Ernesto Fonseca per Lusa.pt

Azione cofinanziata dall'Unione europea

Questo progetto è stato finanziato con il sostegno della Commissione europea. La presente pubblicazione [comunicazione] rispecchia unicamente le opinioni dell'autore. La Commissione non può essere ritenuta responsabile dell'uso che verrà fatto delle informazioni in essa contenute.
 
Questo articolo, tradotto in italiano, fa parte di un progetto cofinanziato dall'Unione europea con l'obiettivo di raccontare e far conoscere all'opinione pubblica le differenti agricolture all'interno dell'Ue. Il progetto coinvolge i media di settore di sette Stati differenti che hanno raccontato ognuno l'agricoltura del proprio paese. A coordinare il progetto è il network editoriale Euractiv.com. AgroNotizie è stata scelta in rappresentanza dell'Italia

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