Il pellet è il biocombustibile più utilizzato

In occasione di Peogetto Fuoco (Veronafiere, fino al 28 febbraio) Aiel tiene una lezione sui combustibili legnosi

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Il combustibile legnoso a più basso contenuto idrico (8% contro il 15% della legna da ardere e il 30% del cippato) è il pellet, la cui produzione italiana 2008 è stata di 800 mila tonnellate, a cui si aggiunge un import di 500 mila. La diffusione di stufe e caldaie a pellet (nel 2007 nel nostro Paese si contavano 750 mila apparecchi domestici così alimentati) fa del mercato italiano il numero uno in Europa.

In Veneto

Sono 341 mila le famiglie venete (il 17% del totale) che si riscaldano con la legna usando 570 mila tra stufe, caminetti, termocamini e caldaie, con un consumo medio annuo per abitante di 4,7 tonnellate, pari a complessivi 2 milioni di tonnellate di legno e 41 mila tonnellate di pellet.

Per bruciare tanta legna i veneti usano impianti che nel 90% dei casi sono tradizionali (nel 56% dei casi si tratta di stufe a legna) mentre le stufe tecnologicamente avanzate e quelle a pellet sono il 10%.

Al settimo Progetto Fuoco, mostra internazionale di impianti e attrezzature per produrre calore ed energia dalla combustione della legna, in Fiera a Verona fino a domenica con una grande affluenza di operatori professionali fin dal primo giorno, l’Aiel - Associazione italiana energie agroforestali ha presentato questi dati nel corso di una lezione sulle differenze tra i combustibili legnosi. Nell’incontro tenuto da Eliseo Antonini e Valter Francescato, è stato ricordato che nelle regioni in cui sono più impiegati questi combustibili, si usano soprattutto caldaie di piccola e media potenza (da 10 a 500 kW) e un cippato di elevata qualità.

La regina delle aree di diffusione di tali impianti è la provincia di Bolzano con 7 mila caldaie; seguono Veneto con 985, Piemonte con 347, Friuli Venezia Giulia con 191 e Toscana con 181. La sola provincia di Bolzano, tra impianti di teleriscaldamento e cogenerazione ne conta 57 contro i 18 impianti di cogenerazione presenti in tutta Italia, pari a una potenza elettrica installata di 13,5 megaWatt. Il 50% dei 2.750 gigaWatt elettrici prodotti nelle centrali elettriche italiane, è ottenuto bruciando cippato.

Aiel ha anche presentato due pubblicazioni: il manuale “Legna e cippato” edito da Progetto Fuoco, che analizza produzione, requisiti qualitativi e caratteristiche del mercato; e la guida agli operatori delle agrienergie. Quest’ultima elenca i produttori e distributori di legna, cippato e pellet in Veneto, Lombardia, Toscana, Friuli e Alto Adige.

Fonte: Progetto Fuoco

Tag: biomasse

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