Dopo aver parlato per un paio di settimane di carne sintetica (o come può piacere chiamarla) - che poi, lo sottolineo ancora, è e sarà sempre un prodotto industriale - da agricolo che sono fatemi finalmente parlare di un argomento agricolo: l'innovazione.

Innovazione intesa come uso di nuove tecnologie (dalla robotizzazione all'intelligenza artificiale) o come uso di piante cisgeniche o ancora di microrganismi per la rigenerazione dei suoli. Tutto questo è Agritech, tecnologia applicata alla produzione di cibo.

 

Prima di parlare di Agritech è però importante chiarire gli obiettivi, e non è un'operazione banale.

Il cibo deve essere abbondante, quindi disponibile a prezzi ragionevoli (per consumatori e produttori) e sano (salutare in termini di composizione e non inquinato da alcun genere di sostanza). Per la produzione di cibo si dovrà tener conto della rigenerazione dei suoli, del miglioramento e della salvaguardia della biodiversità e del paesaggio. Per produrre cibo in questa maniera bisognerà poi che i produttori agricoli siano tutelati nelle loro funzioni e quindi riescano a percepire un reddito soddisfacente.

Tutte queste cose sono ben contemplate nelle strategie dell'Unione Europea. L'incognita è però, come sempre, il mercato. La famosa e famigerata mano invisibile può scombinare o anche distruggere la più avveduta strategia. E allora bisogna capire l'evoluzione del mercato: in quali scenari ci muoveremo nei prossimi anni.

 

Non vogliamo parlare solo degli aspetti più propriamente economici ma anche di quelli sociali.

La proprietà fondiaria in Italia (ma anche in Europa) si sta evolvendo, come si sta fondamentalmente modificando anche il quadro degli impiegati in agricoltura, che sono pochi e devono gestire (anche per conto terzi) un patrimonio fondiario enormemente maggiore di un paio di decenni fa.

Per fare questo c'è assolutamente bisogno di tecnologia: Agritech.

 

Tutto questo pippone (spero non indigesto come un piatto di carne sintetica) per invitare gli interessati a un incontro promosso da Image Line® nell'ambito dell'importante manifestazione internazionale Bologna Tech Week. Ci saranno personaggi cospicui in termini di peso come il sottoscritto o, di conoscenza, come il mitico Cristiano Spadoni, Project Development leader di Image Line®.

Porteranno il loro contributo Francesca Valenti, professoressa associata del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari e Alessandra Ravaioli, presidente dell'ente di formazione Dinamica Scarl e ceo di RP Circuiti Multimedia.

 

Segnate in agenda il 7 dicembre dalle 12 alle 12,40 al Palacongressi di Bologna l'evento "Agritech e sostenibilità: visioni di un futuro rigenerativo".

 

Per informazioni ulteriori, visitate la pagina dedicata.

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