"La riforma dei consorzi di bonifica è una ferita aperta che da venti anni a questa parte ci porta come organizzazione a scrivere proposte, mettere insieme idee, tutelare le aziende associate, provare a dare una visione nuova e sostenibile a degli enti che dovrebbero e potrebbero essere al servizio del mondo agricolo, e non solo". Ha toni fermi ma propositivi la lettera che il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro ha inviato all'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia e nella quale vengono evidenziate le emergenze che caratterizzano il rapporto tra gli enti consortili e il territorio ancora oggi, a quasi cinque anni dall'approvazione e dalla pubblicazione della Legge Regionale 1/2017 "Norme straordinarie in materia di Consorzi di bonifica commissariati".

Confagricoltura Puglia chiede un condono per le utenze agricole, al fine di chiudere il contenzioso, un nuovo piano di classifica con dentro anche i territori urbanizzati, oggi esentati, e la sospensione dei tributi consortili fino a quando gli enti non saranno in grado di garantire i servizi per i quali sono nati.

Dopo anni di incertezze - che avevano ibernato i consorzi di bonifica pugliesi commissariati, enti oramai afflitti da posizioni debitorie importanti senza che nel tempo sviluppassero piani industriali e di bonifica adeguati e privati del diritto di esigere i tributi - le nuove norme erano apparse come la speranza di una svolta: la restituzione della dignità agli enti, con il ripristino dei tributi, ma anche la razionalizzazione degli enti, con i comprensori di bonifica ricadenti nei perimetri dei Consorzi di bonifica commissariati Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara e Terre d'Apulia, destinati a formare un unico Consorzio di bonifica del Centro Sud Puglia.

Ma dopo cinque anni da allora, secondo Confagricoltura Puglia, nulla ancora è stato risolto. "I consorzi - sottolinea Lazzàro - non sono in grado di svolgere la manutenzione ordinaria del territorio, ma al contempo pretendono dai consorziati un esoso contributo. Difatti, le dichiarazioni inerenti una presunta manutenzione del territorio non hanno riscontro effettivo. È ingiusto e incostituzionale, pertanto, che agli agricoltori venga chiesto di pagare un tributo senza ricevere nulla in cambio. Come è profondamente ingiusto che i contribuenti debbano farsi carico di ricorrere in tribunale, sopportando spese, quando sarebbe compito della politica risolvere al monte il problema".

"Il punto di snodo - si legge nel documento inviato all'assessore Pentassuglia - che deve essere sciolto per poter seriamente affrontare un loro rilancio non può che riguardare la debitoria pregressa. Il vulnus, secondo noi è tutto lì e bisogna che la politica, le organizzazioni, ma l'intera Regione nel senso amministrativo del termine ne prendano atto".

I ruoli dei consorzi, come noto, sono sostanzialmente due: la manutenzione del territorio e la gestione della risorsa acqua, fondamentale per il comparto agricolo. Mentre per la seconda è ovvio che gli interessi del mondo agricolo sono tangibili e diretti, la manutenzione del territorio che diventa sempre più fragile e soggetto ai diversi cambiamenti climatici, secondo Confagricoltura Puglia, deve avere una valenza di carattere generale poiché la pulizia dei canali, degli argini e quant'altro, servono a tutta la popolazione pugliese. I disastri ambientali non riguardano esclusivamente i terreni ed i loro proprietari, ma riguardano le comunità, le città, tutte le attività economiche e, di conseguenza, hanno una valenza omnicomprensiva. 
L'ente consortile dunque è lo strumento per mettere in sicurezza il territorio nel senso generale e non limitato al comparto agricolo. 

"Riteniamo - si legge nel documento inviato all'assessore all'Agricoltura - che tutti i territori, compresi i centri abitati che in qualche maniera beneficiano direttamente o indirettamente della manutenzione del territorio, devono contribuire affinché i consorzi continuino e incentivino i lavori ordinari e straordinari che saranno chiamati a svolgere. Di conseguenza, il Piano di Contribuenza deve essere ampiamente rivisto, sulla base della logica del pagare tutti e pagare meno, nell'ottica della salvaguardia del bene comune".

Secondo Confagricoltura Puglia, poi, "Sono troppi gli enti che si occupano della risorsa irrigua, questa sì, limitata alle attività agricole. È fondamentale accentrarne la gestione in unico ente, che dovrebbe essere il consorzio di bonifica, che possa finalmente attuare una politica di serio rilancio del servizio irriguo che vada da un ammodernamento della rete al potenziamento della stessa, in maniera da attuare una politica del costo dell'acqua unica e sostenibile su tutto il territorio".

Capitolo importante è quello della contribuzione pregressa che da decenni pesa su gran parte degli agricoltori pugliesi: "Sono ormai venti anni che con la scusa della Corte dei Conti si va avanti a ricorsi di primo grado, secondo grado e Cassazione. La situazione è quanto mai insostenibile e continua a generare da parte del mondo agricolo una disaffezione nei confronti dell'ente che viene visto, oggi, esclusivamente come un percettore di tributi senza apportare nessun beneficio. La proposta di Confagricoltura Puglia è che, così come fatto nel ripianamento dei debiti che i quattro consorzi commissariati hanno accumulato nei confronti dei propri creditori con la proposta di accordi di saldo e stralcio, eguale misura potrebbe essere attuata per i presunti crediti vantati dai quattro consorzi nei confronti degli attuali contribuenti".

Da qui la proposta di attivare un saldo e stralcio"Il vantaggio di una tale proposta - evidenzia il presidente di Confagricoltura - sarebbe quello di azzerare il contenzioso che oggi è in atto e porre le basi di una revisione completa dei futuri piani di contribuenza. Infine, dal momento della rottamazione e fino all'approvazione di una nuova pianificazione, a nostro parere occorre prevedere un periodo transitorio durante il quale i tributi vengano abbattuti, considerato la mancanza di un'adeguata pianificazione strategica dei consorzi".