Alluvione devastante in Sardegna, è stato di calamità

Dichiarato dalla Giunta sabato scorso su proposta dell'assessora all'Agricoltura Daniela Murgia. I danni sul vastissimo territorio agricolo colpito sono al momento incalcolabili. Oggi vengono stanziati i primi fondi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Tengono le dighe: nonostante l'ondata di maltempo, è stato possibile procedere alla tracimazione controllata del bacino di Maccheronis (in foto)
Fonte foto: © Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale

A seguito degli eventi alluvionali che hanno colpito sabato scorso in particolar modo la provincia di Nuoro, il basso oristanese ed il Medio Campidano, si riunisce oggi a Cagliari la Giunta della Regione Sardegna, per deliberare - in sede di assestamento del bilancio - un emendamento per destinare i primi fondi a sostegno delle attività danneggiate, per le quali saranno avviati gli accertamenti. Già nella serata del 28 novembre, il presidente Christian Solinas ha convocato una riunione straordinaria della Giunta regionale per proclamare lo stato di calamità naturale. Su proposta dell'assessora all'Agricoltura, Gabriella Murgia, è stato anche dichiarato dalla Giunta lo stato di calamità per l'agricoltura sarda: toccherà ora ai comuni la validazione degli accertamenti di danno.

Secondo quanto emerso durante un vertice della Protezione civile sarda, tenutosi già sabato pomeriggio, si tratta di un evento catastrofico, il più grave degli ultimi decenni, di potenza tre volte superiore alla perturbazione che sette anni fa provocò sull'isola numerose vittime ed ingenti danni. Ieri sera al presidente Solinas è giunta la solidarietà ed il cordoglio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
 

Piogge torrenziali lungo la fascia orientale

La Sardegna è stata investita sin dalle prime ore del 28 novembre da intense piogge e temporali, accompagnati da forti venti, che hanno riguardato tutto il territorio regionale. Ma - lungo la fascia orientale dell'isola, e in special modo sull'altipiano di Bitti e nel nuorese - le precipitazioni hanno assunto il carattere di vere e proprie piogge torrenziali e su un territorio molto esteso, che hanno comportato tre vittime a Bitti, danni molto ingenti alle infrastrutture rurali - strade allagate e cancellate dalla furia dell'acqua, ponti crollati e condotte irrigue distrutte - e alle aziende agricole e zootecniche, molte delle quali rimaste per lunghe ore completamente isolate.
Piogge ancora più intense, ma in un'area molto più ristretta, sono cadute nel cagliaritano, sul bacino del Flumendosa, meno colpita dalle precipitazioni invece la fascia sud-occidentale lungo il sistema del Sulcis-Iglesiente.
 

Coldiretti Sardegna, danni enormi

Un primo e approssimativo per difetto quadro dei danni al suolo per l'agricoltura lo ha stilato Coldiretti. "Ancora una volta l'acqua ha inondato i campi dalla Baronia al basso oristanese, dal medio campidano all'Ogliastra e Sarrabus" specifica una nota di Coldiretti Sardegna diffusa nel pomeriggio di ieri. "La situazione più critica tra nuorese e Baronia - sottolinea ancora Coldiretti Sardegna - dove dal 28 mattina si vive in piena emergenza e si sta lavorando per mettere in sicurezza gli animali, in particolare le pecore che in questi giorni stanno figliando".
È lungo l'elenco delle città e dei centri rurali colpiti: Bitti, Lula, Dorgali, Oliena, Nuoro, la Valle del Cedrino (Galtelli, Irgoli, Onifai, Loculi, Orosei), oltre a Torpè, Siniscola e Posada sono solo i territori devastati dalle acque.

Dal monitoraggio effettuato da Coldiretti Nuoro Ogliastra "I danni sono davvero ingenti - spiega il presidente provinciale Leonardo Salis - ci sono tantissime strade rurali e ponti distrutti che hanno isolato gli ovili. Molte aziende sono rimaste senza corrente elettrica, non possono utilizzare le mungitrici e sono senza acqua non potendo utilizzare i pozzi. Ettari ed ettari di erbai dilavati. Scorte di foraggio e mangime bagnate, stalle allagate in alcune delle quali c'erano le pecore figliate. Così come sono state invase dall'acqua altre strutture e mezzi agricoli".

L'onda d'urto dell'acqua non ha risparmiato neppure le campagne dell'Ogliastra e del basso oristanese "in particolare il terralbese - dice il presidente di Coldiretti Oristano, Giovanni Murru - dove ci sono diversi campi allagati: i terreni non sono riusciti ad assorbire l'ingente quantità di acqua caduta in un arco temporale ristretto".

Anche nel triangolo tra Villacidro, San Gavino, Guspini e Gonnosfanadiga "ci hanno segnalato campi dilavati ed allagamento di capannoni e fienili per via dello straripamento dei fiumi - racconta il presidente provinciale di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas -. Mentre Castiadas è stata colpita da una grandinata le cui conseguenze si potranno conoscere nei prossimi giorni". Meno colpito il Nord Sardegna dove qualche perdita c'è stata nel Goceano, in Gallura e nella Valle del Coghinas con allagamento di qualche campo di carciofi.

"Il primissimo e approssimativo bilancio è già molto pesante - commenta il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu -. Quella più grave ed incommensurabile è la perdita delle vite umane. I primi rilevamenti avuti dal nostro monitoraggio ci dicono che ancora una volta la campagna paga uno dei tributi più pesanti. Bilancio di danni che sappiamo essere destinato a salire. In questo momento allevatori e agricoltori sono concentrati a limitare i danni e mettere in sicurezza le aziende".
 

Consorzio di bonifica Sardegna centrale, dighe sotto controllo

"È al massimo della sua capienza l'invaso di Maccheronis, e da qualche ora ha iniziato a tracimare così come Pedra Othoni e l'invaso Minghetti in territorio di Lula. Ma è tutto sotto controllo". È la prima comunicazione giunta con una nota del pomeriggio di ieri dal Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, che da quattro giorni presidia gli impianti, insieme al personale e alle strutture dell'Ente autonomo per le acque della Sardegna, e così su tutta la rete di canali che portano l'acqua nei campi per verificarne lo stato.

Come da prassi, i comuni a valle hanno provveduto a evacuare le abitazioni rurali che possono correre il pericolo di allagamenti. A dire del Consorzio di bonifica in questo caso il bacino di Maccheronis si è riempito in circa 16 ore, arrivando al massimo della sua capienza (24 milioni di metri cubi d'acqua), cosa che ha dato la possibilità di procedere con ordine alle operazioni di parziale svaso e tracimazione controllata, contrariamente a quanto avvenne nel novembre 2013, quando l'onda di piena improvvisa del bacino provocò ingenti danni a valle e alle arginature.

Dal Consorzio di bonifica della Sardegna centrale si segnala da ieri la presenza di "rotture nella condotta di Sologo in un punto purtroppo per ora non raggiungibile: la rottura si è verificata in mezzo al fiume, per cui finché non torna a livelli ordinari è impossibile intervenire". Inoltre "si è verificata una rottura di una condotta in agro di Galtellì. Anche qua è previsto l'intervento non appena finisce l'allerta meteo".
 

Bellanova, ripristinare Italia sicura

Il 28 novembre, con le precipitazioni ancora in atto, e sull'onda dell'emozione per le vittime di Bitti, è giunto il messaggio di cordoglio della ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che ha affermato: "Non possiamo più permettere che vi siano vittime e la terribile devastazione dei territori. Come Mipaaf abbiamo messo in campo misure importanti per la salvaguardia delle aree a rischio idrogeologico, e continuiamo a lavorare per impedire abbandono e spopolamento dei territori. Ma non basta". La ministra ha infatti aggiunto: "Va ripristinata subito Italia sicura, la struttura di missione per la lotta al dissesto. Agiamo subito per mettere in sicurezza i territori, e tutelare i cittadini".
 

Confagricoltura, Recovery fund per sicurezza territori

"Oggi l'agenda politica non può più rimandare la necessità di agire con un piano di messa in sicurezza e di prevenzione". È quanto si legge in una nota di commento di Confagricoltura giunta ieri sera. Secondo l'organizzazione agricola "Il Recovery fund e le risorse messe a disposizione per rilanciare le economie dei paesi dopo la crisi causata dal coronavirus devono essere sfruttate al meglio in questa direzione". Le imprese agricole, inoltre, "Svolgono un'azione di primaria importanza, non sempre riconosciuta, a tutela del suolo e dell'ambiente. Il settore primario, più di altri - conclude Confagricoltura -, è condizionato dai fattori climatici, pertanto può contribuire in prima linea a dare risposte efficaci, ancora troppo spesso frenate da una burocrazia opprimente e dalla mancanza di una visione globale a tutela e salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti".

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