Tecnologia, reddito e occupazione, ecco il Recovery plan dell'agricoltura

Riunione della ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova con le regioni sul Piano nazionale per la ripresa e la resilienza

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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La strategia per il sistema agricolo nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza -Pnrr (Foto di archivio)
Fonte foto: © GianLuca - Fotolia

Progetti incentrati sullo sviluppo della tecnologia, garanzia del reddito e incremento dell'occupazione. Questi alcuni dei temi che la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha toccato per il capitolo 'agricoltura' del Recovery plan italiano, nel corso di una riunione con le regioni in cui si sono intrecciati anche i temi relativi allo stato dell'arte della nuova Pac e al settore dell'ortofrutta che a breve sarà al centro della convocazione di un tavolo nazionale.
 
In generale, ha spiegato Teresa Bellanova parlando del lavoro sulla strategia per il sistema agricolo nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), "l'occasione Recovery deve essere vinta, e possiamo farlo solo condividendo con chiarezza contenuti, modi e tempi del lavoro. Il che significa, per esempio, la necessità di essere molto precisi sui tempi di esecuzione. Nel Pnrr non potranno essere inserite proposte non ben definite o con livelli di progettazione non adeguati, ma solo proposte realizzabili in tempi certi".

Tra i criteri di scelta - ha proseguito la ministra - "ritengo strategico privilegiare progetti che utilizzeranno mezzi e tecnologie italiane, in grado cioè di incrementare il reddito e l'occupazione in modo duraturo, a vantaggio anche dei settori a monte e a valle di quello direttamente beneficiario dell'intervento. E' chiaro, si tratta di un criterio non facilmente spiegabile. Se scelgo però di investire nel settore della meccanizzazione in agricoltura o dell'ammodernamento dei frantoi oleari so già che almeno l'85% della spesa andrà a beneficio dell'industria meccanica italiana, per agevolare la transizione verde, sostenere l'agricoltura di precisione e migliorare la sostenibilità dei processi produttivi".

Inoltre, il maltempo di questi giorni dimostra "l'urgenza di intervenire sulle aree interne e sul rischio idrogeologico. Non possiamo continuare a lamentarci delle calamità naturali e dei conseguenti fenomeni di dissesto idrogeologico che regolarmente colpiscono vaste aree del nostro paese se, al momento di programmare investimenti strategici come quelli del Recovery, non facciamo altro che spingere i cittadini verso le aree più densamente popolate, perché quelle rurali non sono dotate dei più elementari servizi, come ospedali, strade, scuole e connettività all'altezza delle sfide del presente e future".
 
Tra gli obiettivi della strategia c'è il miglioramento della competitività del settore agroalimentare, il rafforzamento e il potenziamento dei contratti di filiera, la creazione e il rafforzamento delle infrastrutture logistiche per favorire lo sviluppo delle Piccole e medie imprese, la rigenerazione dei sistemi produttivi; e ancora puntare sull'agricoltura di qualità che significa anche posti di lavoro, tutela ambientale, innovazione, valorizzazione delle identità e delle tipicità, servizi di eccellenza.

"Su questo - è stata chiara Teresa Bellanova - è necessario intervenire in modo organico, e soprattutto assumere per intero la consapevolezza sul ruolo strategico che l'agricoltura può rivestire. L'occasione del Recovery non può essere sprecata. Quando si parla di sanità, educazione, trasporti, comunicazione e servizi, dobbiamo pensare che la parte del paese oggi più fragile può e deve offrire nuove possibilità di vita e di lavoro ai cittadini". Per questo - ha osservato - "il rinnovamento della Pubblica amministrazione in termini di personale, competenze, strutture, è un aspetto fondamentale e prioritario. Un aspetto determinante senza il quale non si può pensare di affrontare una programmazione di questa portata. Un problema di cui dobbiamo farci carico tutti, Stato e regioni".

In seguito, ha poi ribadito nel corso di una manifestazione, che "il Piano nazionale ripresa e resilienza dovrà avere un cuore agricolo. Non lo dico pensando solo ai prodotti della terra, ma all'intera filiera agricola, agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura, e alle sue straordinarie, molteplici ricadute. Importanti dovunque ma soprattutto nel Mezzogiorno, e in particolare per le piccole e piccolissime aziende che da questo possono ricavare nuovo slancio e crescita".
 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: lavoro agricolo reddito agricolo tecnologia

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