Psr Toscana, il bando per il miglioramento dei prati pascoli

A disposizione 130 euro/ettaro per superfici di almeno 2 ettari collegate all'attività zootecnica. Scadenza il 15 giugno 2020. All'interno il link al bando

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Pascoli, in Toscana aperto il bando per il loro miglioramento
Fonte foto: Matteo Giusti - Agronotizie

E' aperto in Toscana il bando per il miglioramento dei prati pascoli attivato sull'operazione 10.1.3 del Psr con una disponibilità totale di 860mila euro per i primi tre anni, mentre per gli ultimi due anni la disponibilità totale sarà stabilita in base al nuovo Psr.

L'obiettivo è quello di favorire la qualità ecologica dei parti e dei pascoli e di contenere l'espansione dei boschi.

Possono partecipare al bando come beneficiari tutti gli agricoltori (ai sensi dell'art. 2135 del Codice civile) che abbiano delle superfici a pascolo o a prato di almeno 2 ettari collegati all'attività zootecnica.

La domanda di aiuto deve riguardare almeno il 40% degli appezzamenti a prato o a pascolo dell'azienda (raggiungendo sempre almeno i 2 ettari) calcolato come: prati pascoli su cui si richiede il contributo / (prati pascoli pascolati + i prati non pascolati).

Inoltre deve essere presente una attività zootecnica di almeno 5 Uba (Unità bestiame adulto) formati da ovini, caprini, bovini e anche suini e equini, ma in questi due ultimi casi solo con animali di razze autoctone.

Il bando prevede infatti contributi annuali a superficie per cinque anni di 130 euro/ettaro.

In questi cinque anni i beneficiari si devono impegnare a escludere le superfici coperte da contributo dall'avvicendamento colturale dell'azienda.

Inoltre sono previsti:
  • divieto di diserbo chimico
  • divieto di utilizzo di fitofarmaci per la difesa
  • divieto di fertilizzazione chimica
  • divieto di trasemina
  • l'obbligo di eliminazione delle piante arbustive infestanti a partire dal primo anno di impegno, con asportazione di tutto il materiale di risulta (al di fuori del periodo riproduttivo dell'avifauna: marzo-settembre)
  • esclusione dal pascolo suini e ungulati selvatici allevati
  • carico massimo di bestiame pari a 1,5 Uba per ettaro di Sau dell'Ute oggetto di impegno
  • carico annuale bestiame compreso tra 0,2 e 0,8 Uba/ettaro di pascolo in siti Natura 2000 e tra 0,2 e 1,0 Uba/ettaro nelle altre zone (per i bovini, in caso di pascolo stagionale il carico è parametrato di conseguenza)
  • obbligo, nel caso in cui il carico di bestiame sia compreso tra 0,2 e 0,4, di almeno uno sfalcio annuo
  • obbligo di utilizzo di macchine munite di barre di involo per l'effettuazione degli sfalci
  • allestimento di punti di abbeveraggio al pascolo in ragione di un rapporto di almeno 1 ogni 8 Uba
  • divieto di accumulo di letame nelle zone di maggiore sosta del bestiame
  • apporto massimo di letame fino ad un massimo di 68 chilogrammi/ettaro/anno di N organico nei siti Natura 2000 e 85 chilogrammi/ettaro nelle altre zone
  • obbligo di registrazione delle operazioni colturali
  • obbligo di registrazione dei periodi di inizio e fine pascolamento (solo per i bovini in caso di pascolo stagionale)
  • infine dal 15 maggio 2021 è vietato l'utilizzo di glifosate nell'Ute oggetto di impegno.

Le domande, assieme al piano di coltivazione dell'azienda, devono essere inviate su Areta entro il 15 giugno 2020.
Per maggiori informazioni e dettagli si rimanda alla pagina ufficiale e al testo completo del bando.

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