Cambiamenti climatici, l'Italia è il paese più esposto del Mediterraneo

Per i Consorzi di bonifica il Green new deal è una grande opportunità

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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Massimo Gargano dell'Anbi: 'Il Green new deal è una grande occasione di crescita, in primis per le regioni meridionali, ma ci vogliono idee chiare su come e dove indirizzare le risorse'
Fonte foto: © hankimage9 - Adobe Stock

L'Italia è il paese più esposto ai cambiamenti climatici, tra quelli dell'area del Mediterraneo. Ed è per questo che il Green new deal rappresenta una grande opportunità anche se quello che è fondamentale sono le scelte relative al modello di sviluppo.
Questo in sostanza il pensiero che emerge dall'assemblea dello Snebi (Sindacato nazionale enti di bonifica ed irrigazione), il sindacato d'impresa dell'Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi).

"L'orizzonte della sostenibilità - dichiara Francesco Vincenzi, presidente dell'Anbi - è l'ineludibile sfida dei prossimi anni, in cui devono convivere obiettivi ambientali, sociali ed economici. La loro compatibilità fa parte della storia dei Consorzi di bonifica, rimasti l'unico ente sussidiario a servizio del territorio come testimonia il quasi miliardo di finanziamenti ottenuti a fronte di progetti definitivi ed esecutivi, che sono una straordinaria opportunità anche nel quadro del Green new deal". Ma avverte Vincenzi "la politica, però, deve fare le scelte necessarie per gestire la transizione della crisi climatica da problema ad opportunità".

Secondo il direttore generale dell'Anbi, Massimo Gargano, "il Green new deal è una grande occasione di crescita, in primis per le regioni meridionali, ma ci vogliono idee chiare su come e dove indirizzare le risorse". Inoltre, aggiunge Gargano, è "necessario investire nella sistemazione del territorio perché all'incremento degli eventi meteo estremi corrisponde una riduzione della produzione nei campi e dell'economia del paese; altrettanto bisogna fare nella gestione delle acque perché un ettaro agricolo irrigato produce 250 giornate lavorative, in asciutta sono solo quindici". Insomma "così come le nuove sfide della sostenibilità obbligano i cittadini a cambiare i paradigmi dei comportamenti, altrettanto le istituzioni devono cambiare atteggiamento verso i problemi del territorio ad iniziare dallo stop all'irrefrenabile consumo di suolo, creando le condizioni per arrestare il progressivo spopolamento delle aree interne del paese", causa di "dissesto idrogeologico".

"L'Italia - conclude Alessandro Folli, presidente del Snebi - è oggi il paese del Mediterraneo più esposto all'estremizzazione dei fenomeni atmosferici; per questo deve essere in prima linea, soprattutto in Europa, nella promozione di politiche per aumentare la resilienza delle comunità ai cambiamenti climatici. I lavoratori dei 148 Consorzi di bonifica sono uno straordinario giacimento di professionalità a servizio di un modello di sviluppo, che abbia al centro la valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: ambiente sostenibilità clima cambiamenti climatici

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