Consorzio agrario di Ravenna, 120 anni di storia e tanta fiducia nel futuro

Il presidente del Consorzio Raimondo Ricci Bitti lancia la sfida: "C'è bisogno di razionalizzazione e unificazione nell'ambito dei servizi alle imprese agricole"

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La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova alla festa dei 120 anni del Consorzio agrario di Ravenna
Fonte foto: © Lorenzo Pelliconi - AgroNotizie

Di fronte a una platea di mille persone fra soci, clienti, fornitori e rappresentanti delle istituzioni e del mondo cooperativo, il Consorzio agrario di Ravenna ha festeggiato la ricorrenza dei 120 anni dalla propria fondazione presso il Villaggio delle Cicogne del ristorante La Campaza di Ravenna.

Fondato il 24 giugno 1899, il Consorzio Agrario è oggi una realtà da oltre 600 soci, 10mila clienti e oltre un centinaio di dipendenti, con 111 milioni di euro di fatturato nel 2018, con una crescita di 9 milioni in più rispetto al 2017 e con quote di mercato sempre più crescenti per le vendite dei mezzi tecnici come agrofarmaci, fertilizzanti, sementi, carburanti oltre a impiantistica e macchine agricole. Oltre 20 i punti vendita impegnati su tutta la provincia e una rete di 14 impianti per lo stoccaggio dei cereali. Nell’ambito dell’evento è stato organizzato il convegno “I servizi al centro: il Consorzio agrario per un’agricoltura che cambia”, alla presenza della ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

Lancia un monito su razionalizzazione dei servizi e unificazione il presidente del Consorzio agrario di Ravenna, Raimondo Ricci Bitti. “Nel mondo agricolo c’è sempre più bisogno di razionalizzazione – ha sottolineato – non ha più senso avere sul territorio ravennate aziende che offrono gli stessi servizi agli agricoltori e credo che ciò valga per ogni provincia. La presenza di tanti attori che forniscono servizi spesso sovrapponibili è inutile e dannosa. E’ necessario un processo di coordinamento delle strutture controllando così la crescita dei costi”.

Gli fa eco il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. “Tutti gli imprenditori sono oggi chiamati ad affrontare gli stessi problemi – ha ricordato – abbiamo davanti sfide importanti, come il commercio internazionale, sotto pressione con la questione Brexit e i dazi americani. Tali questioni impongono un cambiamento nel modello produttivo; occorre che le organizzazioni sentano la responsabilità di lavorare insieme per sostenere il comparto e rafforzarne la competitività”.

“Attraverso i vostri servizi siete cambiati insieme alle aziende agricole e il vostro ruolo resta strategico per innovare nella tradizione – ha rimarcato invece la ministra Teresa Bellanova – Dobbiamo continuare a puntare su tecnologia ed ecologia, sostenendo la ricerca pubblica e privata. In tema di semplificazione chiedo a voi di segnalare tutti gli adempimenti burocratici che rendono più complicata l’attività di impresa agricola. Abbiamo tante sfide davanti, ma non partiamo da zero, i 120 anni del Consorzio agrario sono qui a ricordarcelo”.

Antonio Patuelli, presidente di Abi e Cassa di Risparmio di Ravenna, ha ricordato nel suo intervento “il grande contributo dato dal Consorzio alla crescita dell’agricoltura in Romagna, grazie all’introduzione all’inizio del ‘900 dei primi fertilizzanti e con la rivoluzione meccanica nel Dopoguerra”,  rimarcando inoltre “lo stretto rapporto fra Cassa di Risparmio di Ravenna e Consorzio, in quanto proprio fra i fondatori della società cooperativa c’erano alcuni soci e consiglieri della banca ravennate”.

Infine, Denis Pantini, responsabile area agroalimentare di Nomisma, ha evidenziato “l’importanza dei servizi del Consorzio agrario a supporto della crescita delle imprese agricole”.
Le nuove sfide a cui è chiamata l’agricoltura italiana ha cambiato le esigenze delle imprese – ha infine spiegato Pantini – per questo i servizi offerti dal Consorzio agrario possono trovare nuovi ambiti di applicazione, in termini anche consulenziali, che diventeranno sempre più importanti rispetto alla semplice commercializzazione dei prodotti”.

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