Campania, piccole aziende agricole: in arrivo norme semplificate

Riguarderanno la lavorazione, trasformazione e confezionamento di prodotti aziendali destinati alla vendita diretta e alla degustazione in azienda. Approvata in Commissione agricoltura del Consiglio regionale, la proposta di legge presto sarà al vaglio dell'aula

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Prodotti per la vendita diretta e la degustazione in azienda avranno un regime particolare per l'autocontrollo e i requisiti dei locali di trasformazioe
Fonte foto: © Exclusive-Design - Fotolia

E' stata approvata nella commissione Agricoltura del Consiglio regionale per la Campania la proposta di legge "Disposizioni per la lavorazione, la trasformazione e il confezionamento dei prodotti agricoli di esclusiva provenienza aziendale e per il sostegno e la promozione dell'agricoltura contadina", avanzata dal vicepresidente della Commissione Erasmo Mortaruolo e dalla consigliera Maria Ricchiuti. Ora il testo di semplificazione delle norme sanitarie per i locali di trasformazione dei prodotti aziendali passa all'esame dell'Aula del Consiglio regionale per la Campania, dove è atteso a celere approvazione.
 

La proposta di legge Mortaruolo-Ricchiuti

In dieci articoli la proposta di legge si propone di sostenere le piccole produzioni agricole in ambito locale, fissando requisiti e procedure semplificate, coerenti con gli obiettivi di flessibilità dei Regolamenti comunitari vincolanti per gli Stati nazionali (Reg. Ce 852/2004 e 853/2004) e definisce un regime di autorizzazioni specifico per le piccole aziende contadine.

I destinatari - secondo l'articolo 2 - sono le aziende agricole, gli agricoltori singoli e le loro famiglie, le cooperative sostenute prevalentemente dal lavoro dei propri soci lavoratori che trasformano i loro prodotti per la vendita diretta e la degustazione in azienda, come quella che avviene in agriturismo. Per effettuare piccole trasformazioni di prodotti agricoli si potranno usare "i locali della propria azienda o abitazione" come previsto dall'articolo 5. Ma a patto che le materie prime agricole trasformate siano coltivate o allevate all'interno dell'azienda agricola (articolo 4), eccezion fatta per gli ingredienti usualmente utilizzati per la conservazione: sale, zucchero, olio, aceto e simili, che potranno essere di provenienza extra-aziendale.

L'azienda sanitaria locale territorialmente competente esercita attività di vigilanza e di controllo. I soggetti che svolgono le attività di trasformazione e confezionamento secondo le nuove norme sono tenuti all'autocontrollo secondo le modalità previste dai Regolamenti (Ce) 852/2004 e (Ce) 853/2004 e sono sottoposti a sanzione nei casi in cui non si effettui la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) all'autorità competente e non si rispettino i requisiti strutturali e igienici dei locali e i limiti quantitativi individuati. La ratio di fondo della proposta di legge che si rivolge alla piccola agricoltura contadina è quella di andare incontro alle esigenze di questo settore e di agevolarlo.

Per lo svolgimento delle diverse fasi di lavorazione dei prodotti è consentito utilizzare uno stesso locale, (locale polifunzionale) subordinatamente alla sussistenza delle seguenti condizioni:

a) le attività sono effettuate in tempi diversi ed intervallate da operazioni di pulizia e disinfezione, in modo da evitare pericoli per gli alimenti, con particolare riferimento alle contaminazioni crociate tra alimenti con diverso profilo microbiologico;
b) le tempistiche e le modalità di separazione sono accuratamente descritte nel piano di autocontrollo. Le lavorazioni possono anche interessare prodotti agricoli diversi tra di loro; in tal caso esse sono effettuate in momenti distinti, attuando, tra una lavorazione e la successiva, adeguate operazioni di pulizia e disinfezione, atte ad eliminare ogni possibile pericolo di contaminazione.

Infine, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, la giunta regionale emana le linee guida relative alle procedure di autocontrollo specifiche per le piccole aziende agricole contadine. Mentre entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge è emanato il regolamento di attuazione con il quale saranno definiti i requisiti strutturali ed igienico-sanitari relativi alla lavorazione, trasformazione e confezionamento, nel rispetto di quanto previsto dai Regolamenti (Ce) 178/2002, 852/2004 e 853/2004.
 

Cia Campania sostiene la proposta Mortaruolo-Ricchiuti

"È semplicemente assurdo che per poter vendere al dettaglio delle confetture o dei salumi prodotti a livello artigianale occorrano le stesse autorizzazioni di chi lo fa a livello industriale. Lo dicevamo in occasione della nostra assemblea regionale lo scorso febbraio e lo ribadiamo oggi all'indomani della proposta di legge regionale che, finalmente promette di farci pare un passo in avanti nella giusta direzione". Così Alessandro Mastrocinque, presidente Cia Campania, commenta la proposta di legge avanzata dal consigliere regionale e vicepresidente della Commissione agricoltura, Mortaruolo e della consigliera regionale, Maria Ricchiuti.

"Diamo la nostra massima disponibilità – continua Mastrocinque – a sostenere una proposta di legge che intende fare sintesi tra le esigenze di tutela dei consumatori e dei piccoli produttori nell'ambito di un più generale sostegno della filiera corta".

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: agroalimentare prodotti tipici leggi e decreti agriturismo

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