Puglia, di Gioia lascia l'agricoltura, Emiliano al lavoro

Ieri a Bari faccia a faccia tra i due per concordare i prossimi passi della politica agricola regionale. Il presidente della regione auspica un ritorno in giunta dell'assessore dimissionario

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Ieri a Lecce, da sinistra: Minervino, presidente della provincia, Primicerio, presidente Comitato olivicoltori, il presidente Emiliano e il direttore generale Nardone
Fonte foto: © Regione Puglia

Ieri giornata politica intensa per l’agricoltura pugliese. In mattinata, prima del Consiglio regionale, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed il consigliere regionale Leonardo di Gioia si sono incontrati al fine di formulare una valutazione sulle questioni aperte relative alle tante vertenze del mondo agricolo regionale.

Fino a sabato scorso di Gioia aveva ricoperto la carica di assessore alle Risorse agroalimentari, dalla quale si era poi dimesso in polemica proprio con il presidente Emiliano, che si era reso protagonista della trattativa in solitaria con i Gilet arancioni. Di Gioia, sentendosi scavalcato, aveva rassegnato le dimissioni. Il presidente Emiliano, che ha già invitato di Gioia ad un ripensamento, ora si sta occupando direttamente del settore primario regionale.
Non a caso il presidente Emiliano oggi partecipa alla riunione della commissione Politiche agricole della Conferenza delle regioni e delle province autonome, convocata alle ore 13.00 presso l'ufficio di Roma della Regione Puglia. Nel pomeriggio di ieri Emiliano ha incontrato a Lecce il Comitato olivicoltori salentini, presieduto da Mimino Primiceri, e qui è stato affrontato il tema dell’impiego delle risorse disponibili per il rilancio produttivo della zona infetta da Xylella fastidiosa.

30 milioni di euro già appostati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica sul Fondo sviluppo e coesione, più altri 7 milioni di risorse residue sul Programma di sviluppo rurale.
 

L’incontro Emiliano-di Gioia

Ieri mattina a Bari il presidente Emiliano ha concordato con di Gioia i prossimi passi necessari nella politica agricola regionale. “In tal senso il presidente assumerà una specifica iniziativa politica consistente nella indizione di una serie di incontri anche tecnici per poter valutare la risolvibilità dei temi oggetto di analisi, alla luce delle risorse anche finanziarie disponibili" recita una nota della presidenza regionale pugliese.

In particolare nella giornata di lunedì 21 gennaio si terrà una conferenza tecnica con direttori e dirigenti per fare una ricognizione sul personale, sulle risorse che potrebbero essere destinate all'assessorato alla Agricoltura e sulle procedure. “Nei due giorni seguenti saranno convocati una riunione di Giunta monotematica sull’agricoltura, un vertice di maggioranza ed il Partenariato economico e sociale" è scritto ancora nel comunicato.

Su Arif e Consorzi di bonifica commissariati si procederà a tenere uno specifico approfondimento. "A tutti gli incontri parteciperà su richiesta del presidente il consigliere di Gioia. L'obiettivo è quello di scrivere una strategia di rilancio che possa mettere al centro delle politiche regionali l'Agricoltura" precisa il comunicato stampa.
 

L’incontro con gli olivicoltori a Lecce

Nel pomeriggio di ieri a Lecce nella sede della Regione Puglia, il presidente Emiliano ha incontrato una delegazione del Comitato olivicoltori salentini insieme al presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, e al delegato dell'Anci e sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati. Obiettivo: discutere le misure che la Regione Puglia può attuare in tempi brevi per dare un segnale di ripartenza al settore olivicolo salentino.

Mimino Primiceri, imprenditore agricolo e presidente del Comitato olivicoltori salentini, rivolto al presidente Emiliano ha tra l’altro affermato: ”Abbiamo iniziato la nostra battaglia due anni fa, ormai la gente nel basso Salento lo sa, gli olivi sono tutti distrutti. Abbiamo perso un fatturato di circa 300 milioni solo nel 2019. Abbiamo già perso migliaia di posti di lavoro. Mancheranno nei prossimi anni non meno di 5000 posti di lavoro. Abbiamo avuto la fortuna di avere disponibili le due varietà resistenti di olivo, Leccino e Favolosa: a questo punto serve un aiuto, non abbiamo chiesto la luna. Il problema oggi è il tempo, oggi non ne abbiamo più, altri 60 giorni e perderemo un’altra annata agraria”.

Emiliano nel rispondere al presidente del Comitato ha tra l’altro detto: “Grazie al rispetto assoluto delle direttive europee, il nostro sistema di monitoraggio è il più grande d’Europa, abbiamo trenta milioni dal Fondo Sviluppo e coesione, più 7 milioni sulle misure del Programma di sviluppo rurale, queste le risorse subito disponibili" ha spiegato Emiliano, che ha aggiunto: “Con questo denaro possiamo gestire il diritto di reimpianto degli olivi,  ottenuto dopo una lotta furibonda con l’Unione europea.”

Per le attività di reimpianto in zona infetta e per la misure di accompagnamento vi sono anche altri 70 milioni che aggiungeranno a valere sulla programmazione del Fondo sviluppo e coesione, visto che è stato disposto il rifinanziamento con la legge di bilancio. Ma per attivare queste risorse è necessario ancora attendere una delibera del Cipe.
Ma i veri freni per la ricostruzione dell’olivicoltura in Salento sarebbero altrove. Secondo il presidente Emiliano “E’ indubbio che uno degli ostacoli è certamente la iperburocrazia, ma molta burocrazia non è di livello regionale. Noi ci auguriamo, con gli incontri che stiamo avendo col ministro, di ottenere un giusto equilibrio normativo, giacché, ad esempio, c’è un problema anche legato alle autorizzazioni all’espianto da parte delle sopraintendenze.
La regione ha già quasi demolito tutti i vincoli che riguardano il livello regionale e ci auguriamo che anche il governo nazionale faccia la stessa cosa”.


E’ intervenuto sulla tempistica degli interventi il direttore generale dell’assessorato Gianluca Nardone, che ha spiegato come non fosse possibile utilizzare in maniera sistematica il silenzio assenso e ha comunque garantito la ripartenza dei bandi Psr nel giro di poche settimane, in modo da venire incontro alle esigenze di ripresa delle attività negli oliveti della zona infetta.

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