Slow Food Italia: contro ogni sfruttamento

Eletti i componenti del comitato esecutivo al congresso di Montecaatini Terme. Una nuova era per l'associazione della chiocciola all'insegna dell'impegno nel combattere lo sfuttamento ambientale, umano e sociale

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Il nuovo comitato esecutivo, da sinistra: Bernacchini, Canali, Cherchi, Salvatori, Sottile, De Paulis e Orefice

Le migrazioni, la giustizia del cibo che consumiamo, il sostegno della rete dei giovani, l’agricoltura sociale, la riqualificazione ambientale, la mobilità sostenibile e la lotta a ogni tipo di sfruttamento ambientale, umano e sociale nel sistema produttivo agricolo dei territori. Ecco i temi su cui si concentrerà Slow food Italia nel prossimo futuro. Se n'è parlato a Montecatini Terme, dove si è svolto il 9° Congresso nazionale che ha visto la presenza di seicentocinquanta delegati.

Questi i punti cardine del percorso di rinnovamento che sarà guidato da Massimo BernacchiniGiorgia CanaliAntonio Cherchi, Silvia De PaulisGiuseppe OreficeGaia SalvatoriFrancesco Sottile i nuovi membri del comitato esecutivo.

La biodiversità sarà al centro delle attività della Chiocciola come il progetto dei presìdi, lo sviluppo dei mercati della terra, il consolidamento della rete dell’alleanza dei ristoratori. i nuovi compnenti del comito hanno sottolineato inoltre il "rafforzamento delle reti territoriali" e l'impegno "ancora più forte nell’ambito delle campagne internazionali che ci hanno già visto impegnati negli anni scorsi, come quella sugli orti in Africa, o quella sul cambiamento climatico".

Gli stessi principi sono stati al centro dell'evento internazionale organizzato a Chengdu, in Cina, nell'ottobre scorso e sono stati ripresi da Gaetano Pascale, presidente uscente di Slow Food Italia, che ha aperto i lavori del congresso ribadendo le parole chiave del nuovo corso: internazionalità, globalità, dialogo e apertura. "La lotta per un cibo buono, pulito, giusto e sano sarà vinta se lasciamo aperta la nostra porta e abbiamo la capacità di entrare in rapporto con altre realtà. L'apertura fa la differenza, la capacità di essere inclusivi".

"Affermare il diritto al cibo per tutti significa anche diritto alla pace - ha chiosato Pascale -. Non c'è accesso al cibo quando si è falcidiati dalla guerra. Dobbiamo provare a ridare a questa società la capacità di sognare. Slow Food è un motore fondamentale per generare sogni. Su questa caratteristica dobbiamo costruire insieme un futuro migliore".

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