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Grano duro, tutti i prezzi in picchiata

Foggia, il valore del prodotto nazionale scende sia all'ingrosso che all'origine: le quotazioni minime per il cereale pastificabile hanno toccato quota 200 euro al quintale, il prezzo medio perde 10 euro sull'11 aprile

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La mietitura 2017 continua a perdere valore al Sud
Fonte foto: © Bmti - Borsa merci telematica italiana

Il prezzo del grano duro fino sulla piazza di Foggia continua a calare, sia all’ingrosso che all’origine. Il cereale pastificabile tra fine marzo e la prima decade di maggio lascia sul terreno ben 7 euro alla tonnellata all’ingrosso, mentre tra la prima decade di aprile e i primi di maggio il calo è di 10 euro per il prezzo all’origine.  
 
L’ultimo atto ieri quando, secondo l’Osservatorio prezzi della Camera di commercio del capoluogo pugliese, i prezzi all’ingrosso alla Borsa merci, alle condizioni di “franco partenza luogo di stoccaggio” hanno perso ancora 2 euro rispetto alla settimana precedente, attestandosi a 207 euro la tonnellata sui valori minimi e 212 sui massimi.

Pochi giorni prima, il 2 maggio, data dell’ultima rilevazione Ismea per il grano duro fino all’origine – alle condizioni di “franco magazzino – partenza” – si segnalava un valore medio di euro 202,50 alla tonnellata e con un minimo che ha toccato i 200 euro, registrando così un ulteriore calo del 2,4% del prezzo pagato in campagna ai cerealicoltori per il grano duro pastificabile rispetto all’ultima rilevazione.
 

Il trend calante dei prezzi all'ingrosso

Ieri, 9 maggio 2018, dall'Osservatorio prezzi della Camera di commercio di Foggia arriva l'ulteriore conferma che la fase calante dei prezzi è ancora in corso: il cereale pastificabile - alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" - è passato di mano ad un prezzo minimo di 207,00 euro alla tonnellata (contro i 209,00 euro registrati il 2 maggio) ed a 212,00 euro di prezzo massimo (contro i 214 di una settimana fa).
 
Il che significa una perdita secca di 7 euro/tonnellata sui valori stabiliti il 28 marzo 2018 sulla stessa piazza, seduta che chiuse una fase di stabilità durata oltre un mese, con quotazioni sui valori minimi di 214,00 euro e di 219,00 sui massimi. Con i prezzi registrati ieri, la perdita di valore all'ingrosso sui 240 euro/tonnellata sui massimi - raggiunti lo scorso 30 agosto - raggiunge i 28 euro, pari al -11,7%.
 

Le perdite dei prezzi in campagna

Secondo Ismea il prezzo all'origine è di consistente calo nel mese di aprile (-4,47%), con un valore medio di 202,5 euro alla tonnellata, registrato il 2 maggio ed in discesa rispetto all'11 aprile, quando l'istituto rilevava un prezzo medio all'origine - alle condizioni di "franco magazzino - partenza" - di 212,50 euro alla tonnellata.
 
Stando alle rilevazioni Ismea del 2 maggio 2018, rispetto al 29 agosto 2017, quando il prezzo della nuova mietitura all'origine era di 232,5 euro alla tonnellata, si riscontra una perdita del 12,04%.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: cerealicoltura prezzi mercati grano

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