Frutta e verdura: raccontare la qualità

Saper descrivere i prodotti ortofrutticoli può fare la differenza: il cibo è un lusso accessibile per i consumatori che cercano gratificazione e healthy food. Se n'è discusso all'evento tenutosi lo scorso 30 novembre a Milano

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Un momento dell'evento Speciale Frutta & Verdura 2017 che si è svolto al Teatro Manzoni di Milano lo scorso 30 novembre

Distintività, esperienza, racconto: queste le parole chiave per dare un tocco glamour ai prodotti ortofrutticoli e farli vedere sotto una luce diversa, esaltando forma e contenuto, in modo da elevare l’ortofrutta da “dovere” a "piacere" e garantire maggiore valore aggiunto a prodotti che possono rientrare nella sfera del lusso accessibile, gratificante, esclusivo, di alta qualità e raffinato.

Per arrivare a ciò serve un cambio di passo: di questo, e di come compiere il salto di qualità, si è parlato lo scorso 30 novembre, in occasione dell’evento di lancio dello Speciale Frutta & Verdura 2017 che si è svolto al Teatro Manzoni di Milano alla presenza di 650 operatori di settore, tra cui un’ottantina di rappresentanti della Gdo.
 

Gli ospiti

Dopo gli interventi introduttivi di Cristina Lazzati, direttrice di Mark UpChiara Daltri, marketing manager di Agroter, i lavori sono entrati nel vivo. Stimolati dalle domande di Roberto Della Casa, managing director di Agroter e Italiafruit News che ha curato lo Speciale con Raffaella Quadretti di Agroter, gli ospiti d’onore (Oscar Farinetti di Eataly, Mattia Vezzola di Cantine Bellavista-Franciacorta, Mario Gasbarrino di Unes-U2, Elena Dogliotti di Fondazione Umberto Veronesi, Ellen Hidding) hanno fornito preziosi contributi per dare nuovo slancio ai consumi, ma anche al marketing, dell’ortofrutta.

Sull’importanza della narrazione si è soffermato in apertura Oscar Farinetti, che con il suo Fico racconta il cibo dall’inizio alla fine e che ha sottolineato l’importanza di far diventare il food un desiderio e non un mero bisogno. Altro tema chiave, per Farinetti è quello della “biovalorizzazione”, nell'ottica di rendere “profittevoli” i comportamenti virtuosi.

Mattia Vezzola ha raccontato come l’exploit del vino Franciacorta sia figlio di un’intuizione ben gestita, difesa, sviluppata. E di una competizione interna al rialzo tra chi è più bravo a produrlo meglio. Serve qualitàcoerenza nel tempo per creare un solido rapporto con il consumatore, ha aggiunto Vezzola, secondo cui il marketing va indirizzato a educare e far scegliere il meglio in funzione dell’economia delle proprie tasche.
E mentre Ellen Hidding ha portato la testimonianza di chi è convinto che uno stile di vita in armonia con la natura sia glamour, Elena Dogliotti ha suggellato il suo intervento sul ruolo della Fondazione Umberto Veronesi affermando che quello a una corretta alimentazione è un diritto-lusso che tutti debbono pretendere.

A conclusione dei lavori, inframmezzati dalla proiezione di videointerviste dedicate al tema della ricerca e dall’esibizione di Paolo Cevoli (il comico romagnolo ha un passato da albergatore e ristoratore alle spalle) è salito sul palco Mario Gasbarrino che con il suo “il Viaggiator Goloso” vuole rendere il desiderio accessibile e realizzabile, puntando sullo storytelling e sullo storydoing, nell’ottica di soddisfare un consumatore che vuole essere gratificato e sentirsi appagato. I supermercati sono uguali da 50 anni e devono cambiare, ecommerce e Aldi sono le nuove minacce, ha concluso Gasbarrino spronando la Gdo a inventarsi un nuovo modo di fare e di proporsi.

L’evento di Milano è stato impreziosito anche dal tributo di Massimo Bottura, di cui sono state presentate un poker di ricette stellate che hanno come protagonisti gli ortaggi. A rendere possibile la kermesse quattro main partner (Bestack, DimmidiSì, Unitec e Nutritevi dei colori della vita, campagna di promozione Unaproa), altrettanti technical partner (Cefla, Electrolux Professional, Infia e Polymer Logistics) e le 100 aziende inserzioniste dello Speciale.

Il prossimo appuntamento è ora con Think Fresh: si svolgerà a Rimini l’8 maggio 2018, alla vigilia di Macfrut.

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Sfizi a tavola e lusso accessibile

Concedersi una gratificazione per gli italiani non è assolutamente un peccato: da un weekend da sogno a uno sfizio a tavola, tutto ciò che si può annoverare nel cosiddetto lusso accessibile è visto positivamente. La pensa così il 63% dei consumatori, che lega questo concetto a un qualche cosa di gratificante, esclusivo, di alta qualità e raffinato. E' quanto emerge dall'indagine di Agroter, la società di ricerca fondata da Roberto Della Casa, presentata all'evento milanese. 
 
E' interessante analizzare l'approccio al lusso per le diverse fasce d'età la considerazione di Della Casa – se i consumatori tra i 18 e i 34 anni vedono il lusso come costoso e pertanto desiderabile ma irraggiungibile, nella fascia d'età tra i 35 e i 54 anni il lusso è invece percepito come gratificante ed esclusivo: questa indicazione ci suggerisce l'importanza di questo segmento per i protagonisti del mercato luxury. Infine, per gli over 55 il lusso è qualche cosa di eccessivo, superfluo e si perde il godimento del bene acquistato. Più in generale, una visione del lusso positiva cresce man mano che aumenta il reddito disponibile”.
 
Per quanto riguarda il lusso accessibile a tavola, vi è un confronto tra i prodotti di origine animale e di origine vegetale. La ricerca di Agroter ha puntato a capire come, con dieci euro a disposizione, i nostri connazionali concedono una gratificazione al proprio palato. A inizio ottobre il più gettonato è stato il fungo porcino, votato dal 17% del campione, in cima alle preferenze sia degli uomini che delle donne, un prodotto che vince anche su eccellenze come il filetto bovino di razza pregiata, il culatello di Zibello, l'ostrica o l'acciuga del Cantabrico. Anche in ortofrutta ci sono prodotti percepiti dai consumatori nella sfera della gratificazione, prodotti che possono essere di grande traino per tutto il comparto e che seguono i trend di consumo attuali, vocati all'healthy food. Nella  ricerca si distinguono anche i frutti di bosco e la frutta esotica, con percentuali di gradimento importanti rispetto a must della cultura gastronomica come i salumi.

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Finger food esclusivo

Per descrivere il finger food l'aggettivo più indicato, da quanto emerso nell'appuntamento milanese, è probabilmente "esclusivo". In un'area espositiva raccolta, di pregio e, appunto, esclusiva, posizionata proprio all'ingresso del Teatro Manzoni, 14 sponsor e quattro main partner dell'evento hanno offerto la degustazione di prodotti ortofrutticoli gourmet e presentato le loro ultime novità.

Quella del finger food è una vetrina interessante per le aziende espositrici, non solo per testare la bontà del proprio operato, ma anche per creare e rafforzare le relazioni tra operatori della filiera, discutendo sul presente e sul futuro del settore ortofrutticolo e della distribuzione al dettaglio, sulla base degli spunti lanciati da Roberto Della Casa e dai relatori durante la sessione convegnistica.

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