Terremoto, l'Umbria decide come usare le risorse aggiuntive

Illustrata la riprogrammazione del Psr per utilizzare i 52 milioni arrivati dalle altre regioni. Il 61% per investimenti delle imprese e il 39% ad aspetti ambientali. Prevista una misura per la promozione del territorio regionale

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Terremoto in Umbria, le mura di Norcia danneggiate dal sisma
Fonte foto: © Buffy1982 - Fotolia

L'assessore regionale all'Agricoltura, Fernanda Cecchini, ha riunito nei giorni scorsi il tavolo verde, illustrando ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e agli altri componenti del tavolo gli interventi previsti e le finalità da raggiungere con i 52 milioni stanziati dai programmi di sviluppo delle altre regioni per l'emergenza del terremoto.

Una riunione a cui hanno partecipato anche il direttore regionale all'Agricoltura e autorità di gestione del Psr Ciro Becchetti e al dirigente del servizio Sviluppo rurale Franco Garofalo.

"Vogliamo mettere a frutto queste ulteriori risorse – ha spiegato l'assessore Cecchini – per incidere fortemente sulla ripresa economica facendo leva sui suoi fattori più rilevanti quali le produzioni di qualità e la zootecnia, la salvaguardia di un territorio dalla forte valenza ambientale, il miglioramento dei servizi alle imprese e alla popolazione nelle aree colpite dal terremoto”.

Per questo gli uffici della regione hanno fatto un'analisi delle aree e dei settori che richiedono maggiore sostegno.

E se le misure individuate agiranno nei territori colpiti dal sisma, al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina è stata presentata anche l'esigenza di interventi che tengano conto delle ricadute negative del terremoto anche sul resto di tutto il territorio regionale, in Umbria più che altrove, in particolare per quanto riguarda i flussi turistici.

Infatti, tra le azioni previste nella proposta, rientra anche la misura 16.4 del Psr, per il sostegno alle attività promozionali, rivolta a tutto il territorio regionale proprio perché l'effetto del terremoto ha messo in crisi l'apparato produttivo di tutta la regione.

Nella proposta della Regione, gli interventi più significativi riguardano il sostegno agli investimenti delle aziende agricole e agli investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, gli aiuti all'avviamento di giovani agricoltori, il miglioramento delle infrastrutture viarie, i pagamenti agroclimaticoambientali, l'agricoltura biologica, le indennità compensative per le zone montane, il benessere animale, il sostegno alle attività promozionali.

La ripartizione dei 52 milioni aggiuntivi prevede così che 31,5 milioni di euro, il 61% del totale, siano destinati agli investimenti per le imprese ed i territori e i 20,3 milioni, il 39% siano riservati alla sostenibilità e salvaguardia ambientale.

Una ripartizione che tiene anche conto del rispetto del 5% delle risorse da destinare alle strategie di sviluppo locale tramite i Gal.

Un insieme di interventi mirati allo sviluppo rurale che per Cecchini sono fondamentali anche per impedire lo spopolamento o peggio l'abbandono di queste aree.

Importante per la regione è accelerare l'approvazione da parte della Commissione europea di questa riprogrammazione del Psr e per questo la proposta di modifica sarà inoltrata al Comitato di sorveglianza entro oggi, 15 settembre, attendendo la risposta nel giro di un mese.

Al termine dell'incontro l'assessore Cecchini ha affrontato anche la questione dei ritardi nei pagamenti relativi all'annualità 2015 da parte dell'organismo pagatore Agea e delle procedure per le annualità successive.

Un problema presentato anche al ministro Martina ed è previsto un incontro con i vertici Agea, insieme a una delegazione delle organizzazioni agricole umbre, per chiedere di mettere in atto tutte quelle azioni che consentano di dare una risposta positiva alle imprese.

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