Psr Campania, in arrivo 35 milioni per la trasformazione dei raccolti

L'assessorato regionale all'Agricoltura fa sapere che solo microimprese e Pmi beneficeranno dell'aiuto al 50% della spesa ammessa, mentre le date di inizio e fine invio delle domande di aiuto saranno fissate con un atto successivo

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

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Con l'azione 4.2.1 sarà possibile chiedere anche un aiuto per l'acquisto dell'immobile dove trasformare le materie prime, ma il valore finanziabile non deve superare il 50% della spesa ammessa
Fonte foto: © nikitos77 - Fotolia

L'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania comunica che con Decreto dirigenziale n. 20 del 20 gennaio 2017 è stato approvato il bando di attuazione della tipologia d'intervento 4.2.1 "Trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli nelle aziende agroindustriali" del Programma di sviluppo rurale della Campania 2014-2020, con una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro.
Ma solo con un atto successivo saranno aperti i termini per la raccolta delle domande di sostegno.

I beneficiari delle agevolazioni previste dalla tipologia d'intervento 4.2.1 saranno le imprese agro-industriali ovvero le imprese che operano nel settore della lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli per perseguire obiettivi di integrazione con il settore agricolo e nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale.

Le filiere produttive campane interessate sono: ortofrutticola, florovivaistica, vitivinicola, olivicolo olearia, cerealicola, carne, lattiero casearia, piante medicinali e officinali.

Sono ammissibili a finanziamento, fino ad un investimento massimo ammissibile di 4 milioni di euro, diverse voci di spesa. Si va dall'acquisto o la costruzione di nuovi stabilimenti nel tetto massimo di 2 milioni, al miglioramento o l'ampliamento di edifici esistenti nel limite massimo di un milione di euro.
Ulteriore vincolo: in ogni caso, il contributo per l'acquisto dell'immobile, deve corrispondere al massimo al 50% del contributo pubblico ammesso a finanziamento.
Finanziabili anche gli investimenti per l'acquisto di macchine, impianti e attrezzature non oltre i 2 milioni e l'acquisto di beni immateriali e spese generali nel tetto massimo di 400mila euro.

Per tali spese ammissibili il contributo varia a seconda della dimensione aziendale. Alle microimprese e alle Pmi, come descritte dalla Raccomandazione 2003/361/CE, è finanziato il 50% dell'investimento.

Alle imprese che non sono classificabili come micro, piccole o medie imprese ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE,  ma che occupano meno di 750 addetti o il cui fatturato annuo non supera i 200 milioni di euro, il contributo scende al 25% della spesa ammessa, ovvero imprese intermedie ai sensi degli Orientamenti comunitari 2006/C 319/01.
Le grandi imprese così classificate dalla Raccomandazione 2003/361/CE invece possono avere un aiuto nel limite del 10% della spesa ammessa.

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