Campania, export agroalimentare tra Brexit e sanzioni alla Russia

Coldiretti Campania preoccupata dall'uscita della Gran Bretagna dalla Ue e dalla proroga delle restrizioni alla Federazione russa

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Nel 2015 l'export campano di agroalimentare è cresciuto di più dell'8%, ma ha incontrato una battuta d'arresto con la chiusura delle frontiere russe
Fonte foto: © lily - Fotolia

Le prospettive per l’export agricolo della Campania sono condizionate dagli effetti insondabili della Brexit ed il prolungamento delle sanzioni alla Federazione Russa, che ha anche determinato l’adozione di contro sanzioni da parte del governo di Vladimir Putin.
E viva è la preoccupazione di Coldiretti Campania, espressa dal presidente Gennarino Masiello, perchè col tempo le mancate esportazioni campane potrebbero essere sostituite in Russia da prodotti contraffatti italian sounding.
 
Il 2015 era stato un anno promettente per l’agroalimentare della Campania, che aveva visto una crescita superiore all'8%, stando al Monitor sui distretti del Mezzogiorno di Intesa Sanpaolo.
 A trainare le vendite all’estero erano le ottime performance dei distretti delle conserve di pomodoro e pasta alimentare di Nocera-Gragnano (Salerno e Napoli) per 969 milioni di vendite all’estero, ma anche dell’alimentare napoletano (732,9 milioni), e della mozzarella di bufala (194,9 milioni), seguiti dall’alimentare di Avellino (158,8 milioni) e dall’agricoltura della Piana del Sele (177,8 milioni).
 
"Il prolungamento della chiusura delle frontiere russe ha fatto saltare sul nascere un nuovo e interessante mercato per i prodotti agroalimentari della Campania". E' l'amaro commento di Masiello, che è anche vicepresidente nazionale di Coldiretti.
Le misure frontaliere di Putin, infatti, hanno azzerato completamente le esportazioni dei prodotti agroalimentari più rappresentativi. 
 
"Le turbolenze europee dopo la Brexit - spiega Masiello - e la guerra commerciale con la Russia scaricano sui territori conseguenze pesanti in termini di prospettiva. Per la Campania in particolare si tratta di una mannaia che cade su un nuovo mercato pronto a partire. Le nostre aziende agricole avevano lavorato per costruire rapporti con buyer sul mercato russo, sfruttando anche le opportunità e gli investimenti delle istituzioni pubbliche”.
 
Masiello sottolinea: “Anche se la lista di contromisure della Russia riguarda l'ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne, salumi e pesce provenienti dai Paesi Ue, le conseguenze toccano tutti i prodotti. La ragione è legata ai canali commerciali che tendono a fare massa critica. In alcuni casi il taglio delle relazioni è stato radicale. Come per la mozzarella di bufala, che i russi hanno imparato ad apprezzare nei loro viaggi turistici nella nostra regione. Lo sbarco sul mercato era già in fase avanzata, ma le controsanzioni lo hanno stroncato di netto”.
 
I canali di vendita di altri prodotti chiave come vino e olio hanno subito la stessa sorte. E Coldiretti Campania auspica che le sanzioni vengano rimosse al più presto possibile.

Più tempo passa, più sarà complicato ricostruire relazioni e rapporti adesso interrotti – afferma Masiello, che spiega - La nostra preoccupazione è che l'indiscutibile appeal dei prodotti agroalimentari campani possa innescare pericolosi meccanismi speculativi, facendo arrivare sugli scaffali russi prodotti contraffatti".

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