La Campania a testa alta sul fronte della tracciabilità marca una presenza internazionale di livello, lanciando un modello Campania che possa essere una best pratice in Europa e nel mondo.
E' quanto emerge dal confronto della delegazione della Regione Campania con quelle degli altri Paesi che hanno preso parte ieri, 31 maggio 2016, presso la sede Unesco di Parigi, alla “Giornata internazionale della dieta mediterranea e dei beni campani patrimonio Unesco”, voluta dall'Assemblea generale degli Stati aderenti alla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

La Regione Campania era rappresentata da: Antonio Limone, commissario dell'Istituto zooprofiliattico sperimentale per il Mezzogiorno, Amedeo Lepore, assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Caruso, consigliere del presidente Vincenzo De Luca per le attività internazionali e i beni Unesco, Franco Alfieri, consigliere del presidente De Luca per l’agricoltura, Pasquale Giuditta,  responsabile dell'Unesco per il ministero delle Politiche agricole e Marino Niola, antropologo culturale.
 
A margine dell'incontro, e a confronto in corso con i partner degli altri Paesi intervenuti, Limone ha affermato: “Siamo a Parigi, nella sede dell’Unesco a parlare di dieta mediterranea e di prodotti di eccellenza. L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno ha messo a punto, grazie al sostegno della Regione Campania, un sistema di tracciabilità come strumento per salvaguardare le nostre produzioni di eccellenza ed offrire ai consumatori maggiore fiducia e trasparenza sui prodotti alimentari prodotti in Campania, restituendo alla aziende credibilità sui mercati nazionali ed internazionali”.
 
“La Campania ha i prodotti più controllati del mondo e oggi, con immenso orgoglio, possiamo partecipare a testa alta a questo importante momento di confronto sulla dieta mediterranea”, ha aggiunto il commissario dell’Izsm di Portici.
 
“I nostri prodotti sono salubri e ipercontrollati e, grazie al piano Campania trasparente voluto dalla Regione Campania, al Qr Code e a tutti gli esami che quotidianamente effettuiamo sulle nostre produzioni, posso affermare senza alcun dubbio che il sistema messo a punto in Campania può e deve rientrare tra le best practice da esportare in Europa e nel mondo”, ha infine concluso Limone.