Xylella, l'infezione va verso Nord

La Regione Puglia adegua la delimitazione dell'area infetta alla Decisione di esecuzione della Commissione Ue 764/2016. Confagricoltura Taranto esprime preoccupazione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Oliveto, la nuova perimetrazione dell'infezione abolisce la zona di sorveglianza e il fronte dell'infezione avanza di 10 km fuori dalla provincia di Lecce
Fonte foto: © Enrico Rovelli - Fotolia

La  Xylella fastidiosa, in preoccupante solitudine, continua ad avanzare.
La nuova delimitazione, varata pochi giorni fa dal Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e ambientale della Regione Puglia, arriva ad appena un mese dalla pubblicazione delle Linee Guida per combattere il batterio. La nuova perimetrazione adegua l’impianto normativo regionale alla Decisione di esecuzione 764 del 12 maggio 2016 della Commissione europea, che in un primo momento, da notizie filtrate da Bruxelles lo scorso aprile, sembrava invece ricalcare in maniera non significativamente diversa quella precedente.

Invece, con la nuova perimetrazione, la zona infetta comprende l'intera provincia di Lecce e parte delle province di Brindisi e Taranto. La zona cuscinetto, posizionata a nord della zona infetta, si estende dal mar Jonio al mar Adriatico, con una larghezza non inferiore ai 10 km. Inoltre, all'interno della zona infetta è ricompresa la zona di contenimento, che si estende su un'area adiacente al limite sud della zona cuscinetto, per una larghezza di 20 km e con la conseguente eliminazione della zona di sorveglianza.

Per Carmine Palma, direttore di Confagricoltura Taranto, la modifica delle aree delimitate interessate dalla Xylella “suona come un sinistro allarme.
”Il batterio – spiega - sta avanzando pericolosamente verso nord e ha ormai coperto molti chilometri all’esterno della provincia di Lecce. Il fronte della Xylella, rispetto alla precedente perimetrazione, è stato spostato dieci chilometri più avanti e, di fatto, investe quasi tutta la provincia di Brindisi e metà provincia di Taranto. E’ una pessima notizia per chi lavora nel settore olivicolo, non solo per i danni che ne conseguono, diretti o indiretti, ma soprattutto perché è il segnale della gravità della situazione e del fatto che esiste un pericoloso scostamento tra ciò che descrivono le carte e ciò che avviene sul campo”.

“Il nuovo quadro appena delineato – continua Palma – materializza i nostri peggiori timori. Siamo seriamente preoccupati perché non si riesce ad arginare il batterio-killer e, ciò che è peggio, gli agricoltori si sentono sempre più soli nel contrastare il contagio. Letteralmente presi in mezzo, tra ritardi burocratici, studi scientifici con tempi lunghi, soluzioni la cui efficacia va testata e responsabilità che fanno la navetta tra Bruxelles e la Puglia. L’unica certezza, al momento, sono le pesanti multe per gli agricoltori inadempienti e l’avanzata inesorabile della Xylella. Gli agricoltori sono in guerra – conclude Palma - ma la sensazione che avvertono alle loro spalle è di uno scoraggiante vuoto. Un vuoto che, tuttavia, si spera venga colmato al più presto”.

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