Alce Nero, un 2015 da incorniciare

Continua a crescere il gruppo bolognese dell'agricoltura biologica: giro d'affari in crescita in Italia e all'estero, aumento degli ettari coltivati, e all'orizzonte i progetti della nuova sede di S. Lazzaro (Bo) e dell'azionariato popolare

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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A sinistra l'amministratore delegato di Alce Nero Massimo Monti e a destra il presidente Lucio Cavazzoni
Fonte foto: © Lorenzo Pelliconi - AgroNotizie

65 milioni di euro di fatturato, +41,4% rispetto al 2014, 7000 ettari coltivati a biologico solo in Italia e tanti progetti di sviluppo in cantiere, in Italia e all’estero. Questi i numeri più che positivi del gruppo Alce Nero, che chiude il 2015 in forte crescita, con performance positive su tutti i canali distributivi, confermando così il trend di crescita sostenuta da oltre 10 anni.

Per noi è stato il miglior anno in assoluto – ha spiegato in conferenza stampa Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero – Siamo soddisfatti di superare i 7mila ettari coltivati a biologico in Italia, di cui mille solo in Romagna di pomodori. Puntiamo a raggiungere e superare i 10mila ettari totali a biologico entro il prossimo anno, vogliamo contribuire alla crescita dell’agricoltura biologica e alla sostenibilità ambientale nel nostro Paese”.

Cresciamo in un contesto molto positivo per l’agricoltura biologica in Italia – ha sottolineato Massimo Monti, amministratore delegato del Gruppo Alce Nero – Le vendite del biologico in Italia aumentano progressivamente del 91%, così l’export e il giro d’affari totale, ovvero 2,3 miliardi di euro, il valore delle vendite di prodotti biologici in Italia nel 2015. Il settore inoltre ha margini di crescita e potenzialità ancora tutte da cogliere, questo ci rende fiduciosi per il futuro e ci permette di fare progetti di medio-lungo termine per crescere ancora nei prossimi anni”.

Come gruppo tocchiamo i 65 milioni di euro nel 2015, raggiungendo così una crescita del 500% negli ultimi 15 anni - ha commentato poi Monti snocciolando tutti i principali dati del bilancio – Abbiamo registrato un +38% del fatturato da export nel 2015 sul 2014, con una quota sul fatturato totale un po’ calata, conseguenza del fatto che siamo cresciuti di più sul mercato italiano”.

A livello di canali distributivi si registrano le performance particolarmente positive nel canale della Grande Distribuzione, dove Alce Nero si conferma marchio leader in molte delle categorie biologiche commercializzate. Incremento di fatturato anche per i canali del dettaglio specializzato, in crescita del 24,5%. Buono poi il risultato del Baby food, ovvero i prodotti destinati all’alimentazione per la prima infanzia, che hanno raggiunto 1 milione di euro di fatturato. Le prospettive per il 2016 sono nel complesso di un’ulteriore crescita.

L’obiettivo è portare il fatturato a 78 milioni di euro, con un aumento del 20% rispetto al 2015 – ha lanciato l’ad Monti – Abbiamo tanti progetti in cantiere a livello commerciale, a partire dai prodotti freschi, per poi passare a una nuova linea di pasta senza glutine, molto richiesta dal mercato. Inoltre nel corso del 2016 e anche nel prossimo anno cambieremo gradualmente l’immagine dei nostri prodotti, con un design del marchio rinnovato. Il nuovo packaging metterà più in evidenza il marchio Alce Nero”.

Il presidente Lucio Cavazzoni si è poi soffermato sul progetto della nuova sede del gruppo a S. Lazzaro, in provincia di Bologna. “Siamo in una fase di cambiamenti di destinazione d’uso, intendiamo recuperare un’area destinata all’edificabile, riqualificarla e riportarla alla terra. Quattro ettari di terra coltivata a biologico, e poi la nostra sede, con tutti gli uffici e alcuni laboratori per fare ricerca e innovazione. I cantieri partiranno fra la fine del 2016 e l’inizio del 2017”.

Si sta definendo un altro progetto, questo più sotto il profilo societario, che sarà lanciato in futuro, sul quale però Cavazzoni non si vuole sbilanciare. “Non si tratta di una quotazione in borsa, ma di un azionariato popolare, con la destinazione di tante piccole quote del capitale societario. Detto questo, usciremo pubblicamente più avanti su questo fronte, probabilmente nel 2017, in quanto sono da definire ancora alcuni dettagli”.

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