Agroalimentare, nel 2014 aperte oltre 140 procedure di infrazione

In tutta Europa e sul web, non si ferma la lotta dell'Ispettorato repressione frodi del Mipaaf contro il falso made in Italy

Questo articolo è stato pubblicato oltre 6 anni fa

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Vino e formaggi sono tra i prodotti del made in Italy più contraffatti
Fonte foto: © Alessio Orrù - Fotolia

Non si ferma la lotta contro l'uso illecito delle denominazioni e al falso made in Italy: sono 142 le procedure di infrazione aperte nei primi 11 mesi di quest’anno dall’Ispettorato repressione frodi (Icqrf) in tutta Europa e sul web, grazie anche alla normativa Ue in materia e a un costante lavoro sulle legislazioni degli Stati membri. 

Le frodi riguardano alcuni tra i prodotti più rappresentativi del nostro patrimonio agroalimentare e sono stati rilevati casi eclatanti come, per esempio, la vendita di finto olio toscano Igp in Gran Bretagna, di Aceto balsamico di Modena non certificato in Francia e in Belgio, di ‘Parmesan’ in polvere in Danimarca e di formaggi prodotti in Lettonia denominati ‘La Grana’ e ‘Asiago’.

Abbiamo incrementato fortemente il contrasto alle frodi sul web e siamo il Paese che più di tutti in Europa utilizza le norme a tutela dei prodotti a denominazione" ha commentato il ministro Maurizio Martina, ricordando come le operazioni dell’Icqrf rappresentino un risultato importante nella lotta al falso made in Italy, con numeri che segnano un record rispetto al passato.
"In particolare - ha ricordato Martina - va sottolineata l’attività di contrasto alle usurpazioni di denominazioni sul web, che sta vivendo una fase nuova grazie soprattutto al Protocollo di intesa che abbiamo sottoscritto lo scorso maggio con eBay. Quasi 90 delle procedure di infrazione sono relative infatti a illeciti online. Sono state rimosse moltissime inserzioni e bloccate le vendite di prodotti Italian sounding, come il famigerato ‘Parmesan’, ma anche dei cosiddetti cheese kit e wine kit made in Usa”.

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