Sostenibilità, ambiente e paesaggio, verso un distretto dell'innovazione

Intervista a Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm. Hackathon dedicati a vino e cibo, tecnologia al servizio di chi coltiva, nuovi paradigmi dell'alimentazione

Cristiano Spadoni di Cristiano Spadoni

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

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Nel Gennaio 2005 Donadon fonda H-FARM, collocandola di proposito in alcuni casali nella campagna di Ca' Tron di fronte alla laguna di Venezia
Fonte foto: H-Farm

Domenica pomeriggio. Sono trascorse 24 ore dall'arrivo di 300 ragazzi nella campagna trevigiana. In borsa, computer portatili e smartphone; in testa, idee da condividere per creare nuove strategie digitali per l'agroalimentare. Hanno lavorato giorno e notte per trovare soluzioni ai brief proposti dalle aziende partecipanti (Danone/Vitasnella, Kenwood, Nescafé e Rigoni di Asiago), supportati dai mentor di H-Farm - venture incubator che investe in piccole imprese innovative in grado di supportare la trasformazione delle aziende italiane in un'ottica digitale -, che si sono resi disponibili anche di notte per indirizzarli e consigliarli. All'indomani di H-ack Food abbiamo intervistato Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm.

AgroNotizie: "C'è l'agricoltura nel nome di H-Farm! Quali sono le radici del tuo progetto?"
Riccardo Donadon: "Le radici di H-FARM affondano nel territorio. Non a caso abbiamo scelto di collocare la sede nella campagna trevigiana in una grande tenuta agricola di fronte alla laguna di Venezia, a Ca' Tron. Il mio sogno era quello di dare nuova vita alle tenute agricole già protagoniste del passato sviluppo economico rurale e che oggi possono tornare a vivere grazie all'economia digitale. Il legame col territorio, il contatto con la natura, gli spazi aperti, ritengo siano tutti aspetti fondamentali per stimolare i ragazzi nella creatività e nella capacità di essere quanto più innovativi".

L'agroalimentare ha bisogno di innovazione: per produrre, distribuire, comunicare meglio. Nel tuo percorso hai conosciuto persone e storie di successo che possano offrire spunti di riflessione agli operatori del settore?
Sono d'accordo, nel settore food così come in tanti altri c'è un forte bisogno di innovare e ci sono grandi potenzialità. Il food infatti è tra i nostri focus di investimento. Sono convinto che la tecnologia rappresenti uno strumento indispensabile anche per chi coltiva la terra. Oggi come non mai servono «nuovi paradigmi», un nuovo approccio culturale all'alimentazione.
Per darti qualche dato ad esempio: l'Online Grocery/Ingredients Delivery è la prima area di investimento in ambito Food-Tech negli USA mentre il settore Restaurant/Meal Delivery è al secondo posto. Ho avuto la fortuna di conoscere ed avere qui ospite Carlin Petrini, persona fantastica che con Slow Food ha saputo ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi.
Ci sono anche realtà d'eccellenza che stanno portando innovazione dal basso e si rivolgono a tutti i consumatori e appassionati. Parlo per esempio di vizidigola.com, una startup boutique in cui da poco abbiamo investito acquisendone il 5%, che grazie al suo fornitissimo e curato e-commerce di gourmerie annovera un assortimento di primo livello di formaggi, salumi e altri prodotti con diversi presidi Slow Food e processi selettivi del prodotto che danno molta importanza alla salute e alla sostenibilità ambientale.

Dal campo alla tavola: di tecnologie e idee al servizio di agricoltori e aziende alimentari ne abbiamo intraviste molte durante gli Hackathon organizzati in H-Farm. Da H-ack Wine, in collaborazione con Vinitaly, al recente H-ack Food: cosa possono insegnare queste esperienze?
Gli H-ACK sono un format di evento innovativo. Ritengo siano il canale ideale per avvicinare i giovani talenti alle aziende e permettere a quest'ultime di trovare nuove idee e nuovi approcci di mercato attraverso strumenti digitali. Dalle esperienze di H-ACK WINE e H-ACK FOOD è emerso quanto fondamentale stia diventando, anche per il settore agro-alimentare, evolversi senza farsi sopraffare dalla rivoluzione digitale che è in atto.
Tutti i settori ormai sono tenuti ad abbracciare nuovi modelli di business che si basino sull'utilizzo di piattaforme digitali. Le aziende non possono più rimandare, il loro sguardo dev'essere attento al futuro e all'innovazione. E i ragazzi in questo di certo possono aiutarle.

L'articolo continua sotto l'immagine:
un momento dell'hackathon H-ack Food
Un momento di H-ack Food


Per concludere, un pensiero da condividere con la community di AgroNotizie, "L'Agricoltura per Me" (#AgriPerMe): una visione, un'idea, un invito...
Cresciamo in un posto dove terra e acqua si incontrano e si fondono, dove l'orizzonte si perde a vista d'occhio. Sotto questo enorme cielo è iniziato il nostro sogno, qui viviamo e assistiamo a tanti cambiamenti di cui i protagonisti indiscussi sono i giovani. Loro sono il futuro, la nuova generazione di imprenditori che porterà nuovo valore alle imprese del nostro Paese. In questi immensi spazi, nel cuore di questo territorio alle porte di Venezia ci impegneremo a dar vita al nostro progetto più ambizioso: creare un distretto dell'innovazione applicata all'impresa. Vogliamo dare nuova vita alle strutture esistenti, ponendo attenzione alla sostenibilità e alle componenti ambientali e del paesaggio rurale.
 

I vincitori di H-ACK FOOD (via Instagram.com/hfarm)
I vincitori di H-ack Food

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Tag: agroalimentare innovazione interviste tecnologia startup

Rubrica: Internet, Comunicazione, Agricoltura

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