Marchio Deco per l'Annona di Reggio e l'Arancia di S. Giuseppe

Si arricchisce il paniere dei prodotti calabresi a Denominazione comunale di origine. Se ne parla al convegno sulle Deco reggine. Reggio Calabria, Municipio, venerdì 25 febbraio ore 11

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Annona di Reggio, Denominazione comunale di origine

Si arricchisce il paniere dei prodotti calabresi a Denominazione comunale di origine (Deco) da parte dei Comuni che intendono valorizzare le produzioni agricole, agroalimentari ed artigianali di nicchia connotati da un forte legame con il territorio e con la tradizione.

Dopo il successo delle tradizionali Prugne di Terranova (Rc) che sono riuscite a giungere fin sui mercati della Svezia e proprio in questi giorni in Australia, e dopo le recenti attestazioni da parte del Comune di Cortale (Cz) per i rinomati fagioli, per la prelibata 'graffiòla' e per la seta, adesso tocca al capoluogo di provincia ovvero alla Città dello Stretto.
La giunta comunale di Reggio Calabria ha infatti approvato i disciplinari ed i regolamenti Deco relativi a due produzioni agricole di eccellenza e di grande tradizione: l’Arancia di San Giuseppe e l’Annona di Reggio.
L’arancia Belladonna apirene o ovale di San Giuseppe, prende il nome dalla frazione di Villa San Giuseppe e viene coltivato soprattutto lungo le vallate delle fiumare Gallico e Catona; si raccoglie da maggio in poi ed è un agrume dolce, senza semi e molto apprezzato oltre a costituire un importante emblema di biodiversità in agricoltura.
L’Annona (Annona cherimola) viene coltivata da sempre in alcune aree rurali della città ed in aree vocate dello Ionio reggino sia con la varietà Fino de Jete sia nelle varietà locali ottenute da selezioni spontanee o effettuate dagli agricoltori nei decenni scorsi.
Raccolte da ottobre a dicembre le Annone (dette anche None) sono di grandissimo pregio organolettico e molto ricercate.

Grande soddisfazione per l’assessore alle Attività produttive di Reggio Calabria Paolo Anghelone promotore dell’iniziativa. “La valorizzazione di prodotti e territori vocati attraverso il marchio Deco - ha detto Anghelone -, per il quale si prevede un piano di marketing mirato, contribuirà a risollevare l’economia di alcuni territori rurali ed a valorizzare quelle produzioni legate fortemente alla storia agricola ed alla tradizione gastronomica reggina”.
Già si pensa infatti alla riscoperta e rilancio dei derivati come i gelati, i canditi, le confetture, i succhi, ottenuti dai prodotti Deco.

 

Di tutto ciò se ne parlerà venerdì 25 febbraio alle ore 11 nel Salone dei lampadari del municipio di Reggio Calabria durante il convegno: 'Le De.C.O. reggine: l’Arancia di San Giuseppe e l’Annona di Reggio' nel quale avverrà la presentazione del disciplinare di produzione, del disciplinare per l’utilizzo del marchio e dei regolamenti per l’istituzione delle due Denominazioni comunali di origine.
All’incontro parteciperanno il sindaco della città metropolitana Giuseppe Raffa, l’assessore al ramo Paolo Anghelone e l’esperto Deco, l’agronomo Rosario Previtera che approfondirà il tema 'Le Denominazioni comunali di origine per la città di Reggio Calabria'.
Secondo Previtera “si tratta di un momento importante per la valorizzazione di due prodotti caratteristici del territorio. L’istituzione della Deco per l’arancia ovale di San Giuseppe e per l’Annona reggina è un primo passo verso la razionalizzazione della filiera produttiva e verso una commercializzazione remunerativa che dovrà essere sostenuta da azioni di promozione specifiche e che vedranno protagonisti insieme gli agricoltori e l’amministrazione comunale tramite il Settore Sportello unico per le attività produttive".

La Deco non è un marchio di qualità né un marchio di tipicità ma un marchio collettivo e di riconoscimento rispetto all’origine comunale di un prodotto locale "che va sostenuto e valorizzato per evitarne l’estinzione o per salvaguardarne le caratteristiche e consentirne il rilancio socio-economico", ha sottolineato Previtera.
La Deco spesso è preludio ai veri marchi di tipicità come l’Igp (Indicazione geografica protetta). Nel caso dell’arancia si sta già lavorando in tal senso grazie a gruppi spontanei di produttori e trasformatori orientati a valorizzare la produzione agrumicola di un areale molto più vasto dove si coltiva l’arancio Belladonna di Reggio Calabria.
"Sarà un percorso molto più articolato e complesso - ha concluso l'esperto - ma che in un paio di anni potrà dare ottimi risultati”.

Al termine del convegno, seguirà il dibattito con gli agricoltori e le associazioni di categoria intervenute al fine di pianificare in maniera coordinata le azioni di promozione e valorizzazione necessarie per il rilancio di due prodotti agricoli storici e dei loro innovativi derivati.

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