Pecorino romano Dop, la solidarietà made in Sardegna

Presentato l'accordo tra la Coldiretti regionale e l'azienda Biraghi per far fronte alla crisi della pastorizia dell'isola. Programmata per oggi, 23 giugno 2017, anche una manifestazione ad Abbasanta (Or)

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La confezione di Biraghi grattugiato - 30% pecorino sardo - frutto dell'accordo di solidarietà tra l'azienda piemontese e l'organizzazione agricola
Fonte foto: © Coldiretti Sardegna

Un patto di filiera storico tra pastori sardi e industria casearia in una delle peggiori annate per il comparto ovino dell'isola. E' quello siglato tra Coldiretti Sardegna e Biraghi, la più importante azienda di trasformazione casearia del Piemonte leader in Italia nella produzione e commercializzazione di formaggi e prodotti caseari 100% latte italiano, che garantisce una equa remunerazione a tutti gli attori della filiera.

L'accordo è stato presentato ieri, 22 giugno 2017, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Cagliari nella sede della Coldiretti regionale. Durante l'incontro coi giornalisti, l'organizzazione agricola ha annunciato per oggi anche la nuova manifestazione del mondo agricolo sardo contro la crisi della pastorizia e dell'agricoltura dell'isola. Il blitz viene condotto in queste ore nel Centro Sardegna, ad Abbasanta, da oltre 1500 agricoltori e allevatori con i trattori per denunciare la situazione drammatica che sta vivendo il mondo agricolo regionale.
 

Il nuovo prodotto Biraghi

E' già presente in oltre mille punti vendita in tutta Italia, 170 in Sardegna, il Pecorino solidale che paga un giusto prezzo ai pastori. E' il nuovo prodotto presente da pochi mesi sul mercato, frutto dello storico accordo di filiera tra i produttori di latte e l'industria, grazie alla Coldiretti Sardegna, Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani, il marchio promosso dalla Coldiretti nell'ambito del progetto Filiera agricola italiana) e la Biraghi di Cavallermaggiore (Cuneo).
 

I termini dell'accordo

Biraghi si è impegnata ad acquistare il Pecorino romano Dop ad un prezzo superiore a quello oggi praticato sul mercato che, date le condizioni, riesca a garantire una equa remunerazione anche al pastore, l'unico che sta pagando a caro prezzo il costo della crisi: il latte gli viene pagato a 50 centesimi al litro, meno della metà rispetto a due anni fa, non sufficienti a coprire i costi di produzione.
Il prodotto ottenuto è un formaggio già grattugiato misto: pecorino al 30% a marchio Biraghi. Un accordo che da solo non ha la pretesa di risollevare le sorti del comparto, ma ha un valore più etico e simbolico che economico.

La prima partita di Pecorino romano è già stata acquistata, lavorata e distribuita: si tratta di un quantitativo rilevante di Pecorino romano per un valore di 150mila euro che la Biraghi ha acquistato dalla Cooperativa allevatori Sulcitani di Carbonia. La prossima settimana sarà effettuato un nuovo ordine della stessa entità (ulteriori 150mila euro).

Nell'ottica di offrire ai consumatori uno strumento di scelta consapevole, Biraghi ha realizzato in accordo con la Coldiretti Sardegna una speciale etichetta che è apposta su tutte le confezioni di Pecorino grattugiato italiano a marchio Biraghi ("Ricetta tipica al Pecorino - 100% latte italiano") in vendita presso la Grande distribuzione su scala nazionale. Le nuove confezioni sono in vendita in diverse tipologie: superette, supermercati e ipermercati.
 

Le dichiarazioni

"La Biraghi utilizza da sempre latte italiano nella convinzione del valore e della qualità dei prodotti italiani e condivide le ragioni economiche sottostanti alla tracciabilità dell'origine della materia prima" ha sostenuto il presidente Bruno Biraghi.

"In quest'ultimo anno, caratterizzato da una pesante crisi della filiera di produzione lattiero-casearia italiana, la nostra azienda si è impegnata in un dialogo costante con le istituzioni, le associazioni di categoria e i media per portare all'attenzione dell'opinione pubblica proposte potenzialmente risolutive della drammatica situazione vissuta da un comparto così importante per tutta l'agricoltura italiana" ha aggiunto Biraghi.
"Siamo convinti che questo accordo possa diventare un modello per forme innovative e proficue di collaborazione tra i diversi attori della filiera".
 
"Si tratta di un accordo storico, una speranza per i pastori sardi che stanno vivendo una delle peggiori annate degli ultimi 35 anni - ha evidenziato il presidente della Coldiretti Sardegna Battista Cualbu - con il latte pagato a 50 centesimi, sotto i costi di produzione, meno della metà rispetto a due anni fa. Questa è la dimostrazione di quanto andiamo sempre sostenendo: l'importanza degli accordi di filiera che garantiscano da una parte un prezzo equo ai produttori e dall'altra un prodotto genuino e tracciato ai consumatori".
 
"Questo è solo un primo passo di una collaborazione con una azienda seria che crede fortemente nel made in Italy e che sicuramente porterà grandi risultati a tutto il comparto" è invece il commento del direttore della Coldiretti regionale Luca Saba. "Questo accordo testimonia che un accordo tra le parti non solo è possibile ma è anche reale e conveniente per tutti, anche nei momenti di maggiore difficoltà economica come quella di quest'anno".
 

La manifestazione di oggi, 23 giugno 2017

Sin dalle prime ore del mattino di oggi molti trattori si sono messi in marcia per andare a concentrarsi ad Abbasanta nel Centro Sardegna, precisamente alla stazione di servizio che si trova all'altezza del 120° chilometro della Strada statale n° 131 Carlo Felice dove, al termine del concentramento, si riuniranno in assemblea per discutere della grave crisi che sta attanagliando il comparto.

A determinare la manifestazione, l'assoluta mancanza di risposte alla richiesta della Coldiretti di veicolare un aiuto diretto al reddito con il criterio del de minimis di 12 milioni di euro agli agricoltori e ai pastori sardi colpiti dalla crisi del settore e dalla siccità.

"Ci scusiamo con i sardi per i disagi che stiamo causando - afferma Battista Cualbu a nome dei soci - ma questa è l'unica strada per riuscire ad avere risposte al grido di dolore di un comparto al collasso".

"Quella di domani - annunciava la Coldiretti Sardegna in una nota pervenuta nella tarda serata di ieri - in assenza di risposte davvero concrete sarà solo la prima di una lunga serie di manifestazioni". 

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