L'Italia si appresta ad attraversare una fase meteorologica fuori dai ranghi stagionali, con temperature che continueranno a mantenersi ben oltre le medie del periodo. Dopo qualche pioggia che caratterizzerà il quadro di questa seconda parte della settimana soprattutto al Nord, tra sabato 22 e domenica 23 avremo a che fare con una nuova parentesi anticiclonica che porterà caldo quasi estivo con temperature che sfioreranno i 30 gradi specie in Sardegna; caldo anche se più contenuto sulle restanti aree italiane, con punte di 25-26 gradi in pianura e lungo le vallate.

 

Analisi e previsione

Una bolla d'aria molto calda in quota intensificherà la propria presenza sulla Penisola, con effetti più sensibili soprattutto in montagna, ove lo zero termico sfiorerà i 4mila metri specie sulle Alpi, quote comunque eccezionali anche per il mese di luglio. Proprio quando dovrebbe iniziare a far freddo avremo invece valori termici assolutamente anomali, tali da portare allo stremo i nostri ghiacciai alpini già messi a dura prova nel corso della stagione estiva.

Il caldo anomalo verrà garantito dalla scomoda presenza dell'anticiclone africano, il quale si consoliderà ulteriormente su tutta l'Italia dopo il transito della blanda perturbazione destinata ad interessare solo parte del territorio, sostanzialmente le regioni settentrionali, rilasciando al più qualche debole precipitazione tutt'altro che autunnale.

Le temperature perderanno qualche grado al Nord, ma solo temporaneamente e solo sui valori massimi, mentre al Centro Sud proseguirà l'anomala fase estiva. Anche le regioni settentrionali si uniranno alle sorti "bollenti" del resto d'Italia nel corso del fine settimana, quando i flussi subtropicali prenderanno il sopravvento su gran parte del Mediterraneo.

 

Weekend estivo

Sabato 22 ottobre avremo ancora dei residui disturbi sulle regioni settentrionali, specie nella prima parte del giorno, lasciati in eredità dal blando peggioramento previsto nella giornata di venerdì. Si tratterà di fenomeni deboli e localizzati che si assorbiranno velocemente entro il pomeriggio; ampi spazi sereni caratterizzeranno invece il quadro meteorologico del Centro Sud e delle due Isole Maggiori, in un contesto climatico tipicamente estivo.

Anche la seconda parte del weekend non proporrà novità, regalando una domenica pienamente soleggiata e con valori termici elevati per la stagione; la variabilità che avrà interessato precedentemente il Nord sarà ormai quasi totalmente riassorbita, con al più qualche locale banco di nebbia o nube bassa specie durante le ore più fredde, ma che lasceranno spazio rapidamente al sole.

Tutto il territorio nazionale verrà contraddistinto da anomalie termiche positive davvero eccezionali per il periodo.

 

Fine ottobre estremamente mite

Tornerà l'estate, gli ultimi aggiornamenti dai modelli previsionali confermano questa tendenza in vista della prossima settimana. Difatti da lunedì 24 fino al termine del mese di ottobre il quadro meteorologico continuerà ad essere caratterizzato dall'anticiclone africano, non proponendo variazioni di nessun genere.

L'elemento più importante sarà senz'altro rappresentato dall'invadente anomalia barica sul Mediterraneo, strutturata in modo tale da sospingere dal cuore del Sahara correnti subtropicali africane verso l'Europa centrale, inglobando anche l'Italia. Si tratta di masse d'aria molto calde per la stagione che andranno a garantire un'estrema stabilità atmosferica, con tanto sole, ma anche un incremento sensibile delle temperature.

I valori termici più elevati si registreranno in particolare al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori, ove i termometri si spingeranno oltre i 25°C durante le ore centrali della giornata. In città come Firenze Roma non sarà difficile registrare punte anche superiori ai 26-27°C.

 

Quando è previsto un primo cambiamento? Come accennato chiuderemo il mese in tale contesto meteo, avendo infatti di fronte un vero e proprio blocco atmosferico. L'anticiclone è previsto stazionare in un'ampia zona per molto tempo, mantenendo alla larga qualsiasi disturbo che potrebbe scaturire dal vicino Atlantico, ma anche dalle discese fredde provenienti dai quadranti nordoccidentali.

Ancora porte chiuse a freddo e piogge: l'unico colpo di scena potrebbe essere rappresentato dal ritorno delle nebbie sulle pianure del Nord, con il conseguente accumulo degli inquinanti nei bassi strati.