Una stagione invernale fino ad ora nel complesso anonima, con solo la prima parte di dicembre a carattere dinamico orientata su un trend freddo ed umido dai quadranti nord occidentali. Un rinforzo zonale ha invece contraddistinto gli ultimi 15 giorni del 2017 e quasi tutto il mese di gennaio. Le prime novità intraviste dalle simulazioni modellistiche si sono avverate solo in queste ultime settimane.
Un mutamento dell’assetto barico europeo previsto già nel precedente appuntamento della tendenza mensile, che ha finalmente aperto la porta a possibili fasi invernali con neve a quote basse.
L’andamento per il mese di marzo si confermerebbe molto instabile con possibili colate artiche che si alternerebbero a sbalzi termici e parentesi contraddistinte da una sostenuta ventilazione.
Le precipitazioni si orienteranno verso una sostanziale normalità o localmente oltre, con fenomeni a tratti nevosi sino a quote basse.
 

Cosa cambia rispetto alla precedente elaborazione?

Questa fase stagionale verrà denotata da un clima maggiormente dinamico, con fasi invernali anche alle basse latitudini, ma alternate alle prime elevazioni anticicloniche miti.
 

Focus Italia

Il mese di marzo verrà improntato su un clima variabile anche sulla nostra penisola, ove non mancheranno sbalzi termici degni di nota.
 
Italia settentrionale
La prime decade risulterà sensibilmente fredda, ma con il passare delle ore subentrerà un miglioramento dai quadranti occidentali, con residui fenomeni solo sulle orientali. Al giro di boa mensile una saccatura di matrice artica potrebbe far crollare i valori termici, ma verrà preceduta da venti meridionali con fenomeni veloci e localmente nevosi fino a quote basse.
L’ultima decade si mostrerà dapprima variabile con una progressione instabile di saccature scandinave. Un generale miglioramento chiuderà l’orizzonte previsionale.
Nel complesso marzo vedrà diverse parentesi fredde con una sostenuta ventilazione; precipitazioni generalmente entro la media con la neve che raggiungerà spesso il piano.
 
Italia centrale
Anche per le regioni centrali il clima della prima decade sarà freddo, ma migliorerà sensibilmente con il passare dei giorni; non è esclusa una possibile fase nevosa a quote basse sui settori appenninici.
Allo scoccare della quindicina una saccatura di matrice artica raggiungerà il Mediterraneo portando un crollo delle temperature; la depressione verrà preceduta da venti meridionali con fenomeni veloci e localmente nevosi fino a quote basse. 
L’ultima fase del mese potrebbe essere caratterizzata dapprima da clima instabile per infiltrazioni di aria artica e successivamente da un generale miglioramento.
Marzo potrebbe così risultare a tratti freddo e ventoso con precipitazioni in media. Non sono escluse nevicate sino a quote molto basse.
 
Italia meridionale
Una saccatura in transito porterà un po’ di freddo, con una possibile fase nevosa a quote basse sui settori appenninici; un rapido miglioramento interverrà anche al Sud già al termine della prima decade. 
Alcune incursioni di matrice artico-scandinava potrebbero far crollare in diversi momenti i valori termici; verranno però precedute da venti meridionali e da condizioni di maltempo diffuso. L’ultima parte del mese verrà caratterizzata inizialmente da clima variabile ed instabile per saccature scandinave, ma successivamente da una generale stabilizzazione atmosferica.
Le temperature si presenteranno sostanzialmente nella norma, ma con sbalzi termici repentini. Le precipitazioni risulteranno entro le medie con nevicate a quote basse non escluse.
 

Tendenza per i mesi successivi

Dalle ultime analisi confermiamo una primavera spesso dinamica con avvezioni fredde fuori stagione, questo perché il disfacimento del Vortice Polare (assolutamente in ritardo rispetto alle attese) darà con estrema probabilità un nuovo impulso circolatorio orientato al fresco/freddo su gran parte dell’Europa.

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