'Contoterzisti, poca voglia di investire e tanta incertezza'

AgriCrisi - Parla Massimo Alberghini Maltoni, vice presidente di Unima. 'Il vero pericolo? L'abbandono delle colture'

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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Massimo Alberghini Maltoni, vice presidente di Unima

"Immobili nelle sabbie mobili". Massimo Alberghini Maltoni, vice presidente di Unima, l'Unione nazionale delle imprese di meccanicazzione agricola, fotografa così la situazione del contoterzismo in Italia. 

"La crisi c'è - sottolinea Alberghini -. Forse a qualcuno può sembrare che si avverta meno, rispetto ad altri settori, perché le lavorazioni continuano. Ma non è così. La crisi si è fatta sentire pesantemente in termini di remuneratività, fattore legato a doppio filo al costo dei prodotti cerealicoli, dunque mais, grano, sorgo e soia, a prezzi di gran lunga inferiori rispetto alla copertura dei costi".

A preoccupare Alberghini non sono solo i numeri e i volumi delle commesse, quanto la progressiva disincentivazione dell'agricoltore a seminare. In particolare, di quegli agricoltori che non svolgono l'attività in modo prevalente.

"E' questo il vero pericolo per il futuro: l'abbandono delle colture - continua il vice presidente di Unima -. Una prospettiva reale che avrebbe, e che ha già, conseguenze molto negative per il territorio".

"Gli esempi sono sotto gli occhi tutti - prosegue -. Mi spiego: abbiamo avuto un inverno piovoso e i fondi abbandonati, soprattutto quelli di collina e di montagna, hanno cominciato a franare. Il che dimostra chiaramente - prosegue - che i rischi legati alll'abbandono delle colture provocano danni non solo all'economia, ma anche all'ambiente.
Da anni Unima chiede alle  pubbliche amministrazioni di intervenire per il mantenimento del sistema idro-geologico, soprattutto in quelle zone il cui il contadino è sparito. Legare il presidio del territorio solo a questioni speculative e di remuneratività è un grande errore".

Tra le problematiche che riguardano la categoria, c'è poi la scarsa propensione della categoria agli investimenti. "I nostri contoterzisti - spiega - guardano con preoccupazione all'andamento del mercato, sia sotto un punto di vista monetario, vedi la paura di non incassare, sia per l'incertezza della programmazione".

Eppure, è di pochi giorni fa il decreto attuativo sugli incentivi firmato dal ministro Scajola che stanzia 20 milioni di euro per le macchine agricole. "Si fa un gran parlare di questo provvedimento - dice Aberghini - ma nessuno ha ancora visto i numeri. Certo, sono misure encomiabili, ma non è di questo che abbiamo bisogno".

L'Unione chiede certezze politiche, strategie programmatiche e interventi di sostanza "che vadano nella direzione di una moralizzazione del settore".
"Prendiamo i cereali - dice Alberghini -: è ridicolo, anzi, è dannoso che in Italia dobbiamo produrre con regolamenti e restrizioni, e dunque costi, come in nessun'altra parte d'Europa, penso ai Paesi dell'Est, quando poi vediamo in Italia arrivano prodotti di cui non conosciamo la provenienza e che falsano i mercati. Le regole, se sono tali, devono valere per tutti".

Di qui la proposta di una certificazione della filiera e delle lavorazioni, che garantisca produttori e consumatori.

"In sede europea - chiosa Alberghini - stiamo avanzando la richiesta di una regolarizzazione del mercato: chi lavora in questo settore deve saperlo fare. Può sembrare una banalità, ma non lo è: una certificazione di filiera ci permetterebbe di ottenere un prodotto garantito, più remunerativo per l'agricoltore e più sicuro per tutta la filiera. Consumatore compreso".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Paola Francia

Tag: agroalimentare cerealicoltura finanziamenti prezzi interviste macchine agricole contoterzismo politica agricola

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