Agricrisi - Macchine, avanti pari

Nel mare dei numeri galleggia un mercato sostanzialmente in pareggio, ma la verità non si conta mai col semplice pallottoliere

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

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Meccanizzazione, questione di numeri

Per quanto ben fatta e sviluppata, una fotografia resta pur sempre una fotografia, con tutti i suoi pregi e limiti.
Guardare i numeri del 2009 è, appunto, come sfogliare un album fotografico di famiglia: i più sorridono, qualcuno magari un po’ tirato. Altri si nascondono in seconda o terza fila, ma sembrano comunque a proprio agio.
Altri ancora guardano invece in basso, quasi infastiditi dal flash.

Se però grattiamo sulla superficie della fotografia, scopriamo che sotto c’è una verità un po’ diversa: i numeri han retto, è vero, ma solo perché il dieci per cento del volume è rappresentato da vendite dei vecchi Stage 2. Vendite che quindi hanno un vago sapore di saldi di fine stagione. Senza i saldi di fine giugno, infatti, il mercato sarebbe stato ancora una volta sotto. Magari non del dieci per cento, perché qualcuno avrebbe in ogni caso comprato qualche Stage 3, ma il bilancio di fine anno sarebbe stato comunque tendente al rosso.

Meccanizzazione tra i marosi?

Ce lo dimostra il primo mese dell'anno, dove il contatore si ferma a un secco -19%. Gli aiuti chiesti al Governo hanno ricavato solo venti, non del tutto miseri, milioni di Euro. Un po' come aprire la finestra della camera dove giace un malato: più che di una boccata d'aria fresca non si può parlare. Appaiono quindi sopra le righe le manifestazioni di entusiasmo registrate all'arrivo del recente "decreto rottamazione": bruciato il refolo d'ossigeno governativo, i conti torneranno quindi a virare in basso se non subentreranno nel frattempo dei cambi strutturali i quali, senza usare sterili giri di parole, restituiscano reddito agli agricoltori.

I mesi a disposizione per virare sono solo diciotto, tanti quanti ci separano dall'avvento dello Stage 3B, che prevede oneri d'omologazione molto più gravosi per i costruttori, con un prevedibile rialzo anche dei prezzi alla vendita. Prezzi che incentiveranno ancor di più gli agricoltori a tirare all'inveromile il collo ai loro vecchi trattori, piuttosto di sostituirli con altri più moderni ma cari.
Tanto cari da richiedere un credito sempre più sostanzioso in fase di acquisto, ovviamente rateale e finanziato. Le banche, però, non sembrano nel frattempo aver cambiato faccia, selezionando ogni giorno più ferocemente il numero dei fortunati a cui dire il fatidico sì.
Sempre che accollarsi un debito pluriennale possa definirsi una fortuna.

Ma è proprio necessario aver fretta sullo Stage 3B? A giudicare dalla percentuale di abbattimento degli inquinanti ottenuta passando dallo Stage Zero allo Stage 3, che è pari all'ottanta per cento, sembrerebbe di no.

Pensando alla cappa di smog che dal satellite si osserva su buona parte della Cina, appare quindi grottesca l'inflessibilità da farmacista con cui in Europa si cerca di limare qualche milligrammo in più di emissioni, illudendosi in tal modo di salvarsi dallo tsunami che preme da Oriente sgottando l'acqua dalla barca con una tazzina da caffè.

 


 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: macchine agricole

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