Covid-19 e Green Deal, agricoltori italiani leader della transizione

Solidarietà, sostenibilità e tecnologia sono le tre parole chiave per la Cia-Agricoltori Italiani che ha voluto riportare l'attenzione sulle grandi priorità del comparto agricolo e delle sue imprese

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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Per il presidente della Cia Dino Scanavino non è più 'la stagione delle attese ma quella dell'azione' (Foto di archivio)
Fonte foto: © Surasak - Adobe Stock

Un confronto sulle trasformazioni in atto e sulle sfide future, dal covid-19 al Green Deal ai cambiamenti climatici.

Questo l'obiettivo al centro dell'Assemblea Nazionale di Cia-Agricoltori Italiani che ha messo a fuoco anche una sezione dedicata "Ambiente, comunità, sviluppo" per riportare l'attenzione sulle grandi priorità del settore agricolo e delle sue imprese, "sempre più impegnate sul fronte ambientale, ma anche per le aree interne e per lo sviluppo tecnologico".

 

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Un tema che risuona nelle parole del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli: "L'agricoltura ha un ruolo fondamentale in questa fase di transizione. Una transizione non può prescindere dal fatto che l'agricoltore è il primo custode del nostro territorio. Affinché possa rimanere così, è però necessario che sia garantito il suo reddito. Dobbiamo garantire agli agricoltori di fare il proprio lavoro eccellente, oltre a rendergli il portafoglio un po' più pieno".
Secondo Patuanelli la sfida è "portare l'agricoltura in una dimensione di tutela del paesaggio, dell'ambiente e della biodiversità, mantenendo la capacità che questo Paese ha di produrre cibo di grande qualità, sostenendo il reddito agricolo".

 

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E solidarietà, sostenibilità e tecnologia sono i tre punti chiave del presidente della Cia Dino Scanavino che mette in evidenza come non sia più "la stagione delle attese ma quella dell'azione". Il presidente della Cia parla di "risorse nazionali ed europee da spendere al meglio, di prevedere aiuti per un settore agricolo italiano più equo, green e digitale. Bisogna utilizzare bene i 6,8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) destinati all'agricoltura, approvare una Legge di Bilancio più coraggiosa rispetto alle urgenze del comparto, e costruire un Piano Strategico Nazionale della nuova Pac con aiuti e agevolazioni concrete agli imprenditori impegnati nell'obiettivo di un sistema produttivo più sano, equo, green e digitale".
Anche per Scanavino "l'obiettivo è salvaguardare la competitività e la redditività del settore ma anche fare in modo che gli investimenti vadano a segno, senza ostacoli burocratici, con progetti mirati. Insomma risultati tangibili sul campo e in grado di fare scuola".

E un aiuto in più potrebbe arrivare dalla Manovra. "Siamo molto soddisfatti delle risorse stanziate con la Legge di Bilancio, ma in sede di conversione cercheremo di incrementarle: l'obiettivo è quello di stare vicini a chi si occupa di agricoltura". In particolare è stato ricordato il Fondo di Mutualizzazione per la Gestione del Rischio perché "le conseguenze sui campi dei cambiamenti climatici non rendono più sufficienti le assicurazioni del Secondo Pilastro. Il fondo avrà in dotazione 380 milioni l'anno, che copriranno fino al 45% del danno. Queste risorse saranno integrate con i fondi assicurativi".


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Fonte: Agronotizie

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