Feasr-Psr, Patuanelli conferma la compensazione da 92 milioni

Ieri alla Camera il ministro ha annunciato che il provvedimento sarà portato in Consiglio dei ministri. Sottolineata la necessità di non togliere risorse alle regioni penalizzate dai nuovi criteri di riparto del Feasr e di avviare il superamento di quelli storici

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il Fondo specifico sarà costituito presso il Mipaaf, ma non è ancora stata rivelata la provenienza della provvista finanziaria
Fonte foto: Mipaaf

Il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, ieri pomeriggio - parlando alla Camera dei deputaticonferma la soluzione trovata per il riparto del Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale tra i Programmi di sviluppo rurale delle regioni italiane, così come anticipata dall'assessore all'Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo. Sarà realmente costituito un "fondo specifico" da 92 milioni di euro per compensare integralmente le regioni che accuseranno perdite di cofinanziamento in quota Feasr per l'applicazione del criterio di riparto misto. Il ministro replica così all'interrogazione a risposta immediata del deputato Dedalo Pignatone ed altri durante il question time alla Camera tenutosi ieri.

Patuanelli, nel ricostruire quanto avvenuto durante la trattativa tra le regioni in Conferenza Stato-Regioni ricorda che pur con la mediazione del Mipaaf "L'accordo non c'è stato". Subito dopo afferma: "La programmazione del 2021 è però già iniziata e le regioni devono poter fare e proporre i loro piani di sviluppo rurale, i Psr. C'è l'esigenza di trovare, quindi, una quadra in Consiglio dei ministri. La soluzione che proporremo nel Consiglio dei ministri di questa o al massimo della prossima settimana verte su due elementi che procedono in modo parallelo". Con tanto il ministro sottolinea la necessità di trovare il necessario consenso politico in Consiglio dei ministri rispetto alla proposta di riparto.

Nel merito del criterio di riparto - il primo elemento - Patuanelli riferisce ieri a Montecitorio che c'è "la conferma della proposta di riparto che avevamo fatto ad aprile che prevede, nel primo anno, il 2021, il 90% dei criteri storici e il 10% dei criteri oggettivi. Il secondo anno, invece, il 70% di criteri storici e il 30% di criteri oggettivi per il riparto. Questo nuovo criterio di riparto ovviamente incide su cinque regioni, non per le cifre astronomiche che abbiamo sentito in qualche conferenza stampa, ma per complessivi 92 milioni di euro circa nel biennio".

Un vulnus comunque per le regioni del Sud, rispetto al quale il ministro - che perviene al secondo elemento del suo ragionamento - subito dopo afferma: "Ritenendo quindi che in questo momento nessuna regione debba avere risorse in meno, anche per affrontare il tema post pandemia del settore agricolo, abbiamo deciso di creare un fondo specifico, inserendo quelle risorse, esattamente lo stesso numero di risorse, circa 92 milioni di euro, a tutela di quelle regioni che con il nuovo criterio di riparto hanno meno fondi".

In questa affermazione sembra di capire che il "fondo specifico" sarà costituito dal Mipaaf, e quindi esulerebbe dal Fondo di rotazione ordinario - previsto dalla legge n 183/1987 - con la quale lo Stato cofinanzia i Psr delle regioni e lo stesso Psrn. Sull'origine della provvista finanziaria il ministro non si esprime e si è pertanto ancora nel campo delle ipotesi. Da qui la delicatezza del passaggio della delibera in Consiglio dei ministri.

"In questo modo - continua il ministro Patuanelli - non ci sarà una regione che avrà un euro in meno di quanto avrebbe avuto con il riparto secondo i criteri storici. Garantiamo quindi la applicazione piena dei piani di sviluppo rurale e inseriamo più risorse complessive nel Feasr".
Si tratta del momento più forte dell'intervento del ministro: sembra quasi che il fondo di compensazione diventi parte integrante del Feasr all'atto dell'erogazione.

"Credo che questa sia la soluzione migliore perché tiene dentro l'esigenza di superare i criteri storici, come richiesto dalla maggior parte delle regioni, e di garantire le stesse risorse di prima anche alle regioni del Centro-Sud" afferma ancora Patunelli. E' la spiegazione del compromesso politico che serve poi per agganciare le conclusioni: "Ho già manifestato la disponibilità a tutti gli assessori a lavorare fin da subito per individuare nuovi criteri dal 2023 che tengono dentro le esigenze di tutti - dichiara il ministro, che però avverte: "Si dovrà considerare anche ciò che accadrà alla Pac post-2020, dopo che l'accordo verrà chiuso a livello europeo, spero nel prossimo Consiglio, e quindi lavorare sia sul primo che sul secondo pilastro per trovare le soluzioni migliori per i nostri produttori".
 

Coldiretti, bene Patuanelli su Feasr

"Il fondo da 92 milioni di euro annunciato dal ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, è importante per sbloccare la ripartizione dei finanziamenti dello Sviluppo rurale alle regioni che valgono complessivamente 4 miliardi di euro". E' quanto afferma la Coldiretti ieri dopo l'annuncio del titolare del Mipaaf al question time della Camera. Proprio la Coldiretti aveva lanciato l'allarme sul rischio che l'impasse in sede di Conferenza tra Stato-Regioni potesse di fatto paralizzare l'arrivo di risorse preziose per gli investimenti da parte delle imprese agricole, anche in considerazione della crisi causata dalla pandemia.

Insomma, salvo sorprese in Consiglio dei ministri, sulla soluzione esposta può dirsi chiusa la partita sul biennio di transizione ed iniziata la trattativa "al buio" sul periodo di programmazione 2023-2027, sul quale mancano ancora le basi giuridiche targate Ue.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: pac psr mipaaf ministro sviluppo rurale politica agricola investimenti

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