Sardegna, in arrivo un milione per gli agriturismi in crisi

La prima tranche degli aiuti previsti per il Covid-19 sarà autorizzata da Agea in settimana. E Coldiretti Sardegna incalza il governo regionale, chiedendo lo sblocco dei pagamenti su tutte le misure della legge 22/2020

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Recentemente Argea ha messo in pagamento 5 milioni su varie misure del Psr, ma il grosso degli aiuti della legge 22 è ancora fermo (Foto di archivio)
Fonte foto: © Franz Pfluegl - Adobe Stock

In Sardegna suinicoltori, viticoltori, agriturismi e florovivaisti colpiti dalla crisi determinata dalle misure di contenimento dell'epidemia di Covid-19 attendono i ristori di Regione Sardegna, in una situazione che non accenna ancora migliorare sull'isola. Argea nella scorsa settimana ha autorizzato pagamenti su varie misure del Programma di sviluppo rurale per circa 5 milioni di euro e in questa settimana provvederà ad avviare le liquidazioni dei ristori per gli agriturismi per i danni da Covid-19 con la misura 21 del Psr: 216 domande per un totale di un milione di euro, una prima tranche. Ma permane una situazione di difficoltà delle aziende legata ai ritardi di altre categorie di ristori.
 

Coldiretti Sardegna, urge liquidità ora

Lo sottolinea in una nota Coldiretti Saredegna: "La Regione intervenga immediatamente e sblocchi i pagamenti - è l'appello del presidente dell'organizzazione regionale Battista Cualbu -. A un anno dall'esplosione della pandemia la situazione è davvero critica anche perché prima non si navigava nell'oro e anche con il Covid continuano a permanere i problemi di sempre: dalle distorsioni delle filiere che in alcuni casi si sono anche incancrenite, vista la maggior debolezza del settore primario, alle calamità naturali e non ultima la burocrazia che continua a dettare i tempi delle scelte politiche che viaggiano ad una velocità sempre più lenta rispetto a quella delle aziende".

"I pagamenti autorizzati la scorsa settimana da Argea non sono sufficienti se non seguiti a strettissimo giro dallo sblocco di tutte le misure - ribadisce Battista Cualbu -. I disagi del comparto sono altissimi, non possiamo continuare a procedere a piccolissimi passi, è urgente pagare subito tutti i settori colpiti dalla pandemia".

"Le aziende hanno bisogno di liquidità ora per essere sostenute nel traghettamento lungo questa lunga crisi
- afferma il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba -. Siamo riusciti a costruire a suo tempo un percorso di ristori che in qualche modo riusciva a lenire le perdite, ma questi lunghi ritardi rischiano di vanificare gli sforzi fatti, anche perché nel frattempo le perdite sono cresciute".
 

Gli interventi della Regione Sardegna

Gli interventi di sostegno anti Covid-19 erano stati programmati dalla Regione Sardegna all'interno della legge regionale numero 22, pubblicata il 23 luglio 2020. Gli agricoltori hanno successivamente anche presentato le domande, ma i pagamenti "si sono arenati" sostiene Coldiretti Sardegna.

I comparti agricoli più penalizzati sono quelli legati al canale Horeca che da oltre un anno sono più chiusi che aperti, al turismo e alle cerimonie. Tra questi gli oltre 14mila allevatori di suini, martoriati da oltre 40 anni di peste suina e da ormai dieci anni di embargo (non possono commercializzare le carni oltre i confini sardi) che hanno visto crollare verticalmente le vendite dei maialetti. Per loro sono stati stanziati 4 milioni di euro, ma l'erogazione è rimasta a secco.

Stesso discorso per le oltre 36mila aziende vitivinicole, per le quali sono stati stanziati 1 milione di euro, ma per ora alle perdite del Covid si sono sommate anche le gelate dell'8-9 aprile che hanno bruciato i germogli.

La musica non cambia per le 2.500 aziende florovivaistiche che contano 4mila occupati (settore che ha il più alto rapporto investimento occupato), travolte soprattutto dal primo lockdown della primavera scorsa e dall'azzeramento delle cerimonie da oltre un anno. Gli 800mila euro da distribuire in base alla riduzione del fatturato non sono ancora arrivati.

Gli oltre 900 agriturismi attendono i ristori promessi e per i quali già da otto mesi hanno presentato domanda. I 4 milioni da ricevere come una tantum da un minimo di 3mila euro ad un massimo di 7mila euro sono - al netto della prima tranche in arrivo da un milione - ancora fermi mentre le perdite crescono di giorno in giorno visto che i giorni di chiusura sopravanzano di gran lunga quelli di apertura.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: agroalimentare agriturismo fiori e ornamentali aiuti diretti vitivinicoltura aiuti di stato

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