Le elezioni regionali del 20 e 21 settembre 2020 portano in dote i due nuovi assessori all'Agricoltura alle regioni meridionali dove si è votato. A reggere i destini del settore primario in Campania sarà, per la prima volta dopo cinque anni, un assessore titolare senza altre deleghe: Nicola Caputo (Italia Viva) ex eurodeputato in quota Pd, già consigliere del presidente Vincenzo De Luca dallo scorso mese di luglio. In Puglia il presidente rieletto, Michele Emiliano, ha invece indicato il rieletto consigliere regionale Donato Pentassuglia (Partito democratico), che nell'ultima consigliatura si è assiduamente occupato di agricoltura, al punto da essere indicato quale successore del dimissionario Leonardo di Gioia.

Li attendono importanti e talvolta comuni sfide, che per altro AgroNotizie non ha mancato di proporre, tra queste la gestione delle risorse idriche ad uso irriguo, che hanno sovente fonti comuni, e che stanno diventando sempre più scarse. Ecco chi sono e da dove vengono i due neoassessori di Campania e Puglia.
 

Campania, la lunga marcia di Caputo

Il presidente della Regione Campania, De Luca - il 28 settembre scorso - ha designato gli assessori della nuova giunta regionale e la delega all'Agricoltura è andata a Nicola Caputo, un'evoluzione quasi naturale di un percorso politico, visti i più recenti trascorsi. Ma è da notare il dato politico essenziale: era dai tempi della giunta guidata da Stefano Caldoro che in Campania non veniva designato un assessore all'Agricoltura: la delega negli ultimi cinque anni era sempre rimasta in capo a De Luca.
Il neoassessore Caputo è originario di Teverola (Caserta), proviene da una famiglia di noti imprenditori vinicoli, ed inizia l'apprendistato da amministratore come consigliere comunale nella sua città d'origine, per poi essere eletto nel consiglio regionale per due legislature. Dopo le dimissioni da consigliere regionale, nel 2014 è eletto deputato europeo con il Partito democratico. A Strasburgo si occupa di agricoltura, ricoprendo il ruolo di coordinatore del gruppo S&D in Comagri. Nel 2016 convoca gli Stati generali dell'Agricoltura delle regioni del Sud alla Reggia di Caserta, presieduti da Phil Hogan, all'epoca commissario europeo.

Nel maggio 2019 manca la rielezione all'Europarlamento e nel luglio è nominato consigliere all'Agricoltura del presidente della Regione Campania. Nell'ottobre 2019 ha lasciato il Partito democratico e ha aderito ad Italia Viva. Con la delega di consigliere, lavora allo sblocco delle graduatorie del Psr e poi ai provvedimenti per l'emergenza Covid-19 in favore delle imprese agricole.
 

Puglia, Pentassuglia dalla Commissione sviluppo all'assessorato

Donato Pentassuglia (Partito democratico), classe 1967, è residente a Martina Franca (Taranto) ed è al suo quarto mandato come consigliere regionale in Puglia ed è stato indicato quale assessore all'Agricoltura dal riconfermato presidente Emiliano.

Pentassuglia, già segretario di categoria Cisl e ufficio zonale è direttore in aspettativa del Patronato Inas di Taranto. Matura la scelta di fare politica proprio negli anni dell'impegno sindacale in Valle d'Itria, l'area dove attualmente si fa più pericoloso l'attacco della Xylella fastidiosa. Nell'ultima consigliatura è presidente della Commissione consiliare IV "Sviluppo economico" e firma come presentatore numerosi progetti di legge regionale, poi approvati. Tra questi figura quello sul "Recupero e riutilizzo di eccedenze alimentari" e la legge di modifica alle norme urbanistiche regionali, che contribuisce a semplificare il regime delle concessioni edilizie, soprattutto in ambito rurale.

Contribuisce al testo di legge regionale sul contenimento del cinghiale ed è tra i firmatari del progetto poi approvato sul "Trasferimento tecnologico, ricerca, formazione e qualificazione professionale per la promozione dell'agricoltura di precisione".Ultima legge fatta approvare, in occasione della crisi da Covid-19 è quella contenente le "Misure straordinarie di sostegno al settore lattiero-caseario".

Ai primi di luglio del 2019 si dimette l'assessore all'Agricoltura Leonardo di Gioia, in polemica con Emiliano, per una gestione a suo dire troppo verticistica della crisi Xylella, del Psr e dei rapporti con Roma, in vista delle provvidenze della legge 44/2019. Ed Emiliano chiama proprio Pentassuglia per ricoprire la delega abbandonata da di Gioia, ma rifiuta di fare il tappabuchi. Lo stesso incarico gli viene affidato in questi giorni, sempre dal presidente Emiliano.