Veneto, piano da 165,5 milioni per far ripartire l'agricoltura

Contributi a fondo perduto, fondi di rotazione e garanzie: i tre pilastri della misura per superare l'emergenza Covid-19, a sostegno delle aziende della zona rossa e delle filiere più colpite

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Veneto, agricoltura: 165 milioni di euro per superare l'emergenza Covid-19, il 79% delle risorse a fondo perduto
Fonte foto: Cristiano Spadoni - AgroNotizie

Ammontano a 165,5 milioni di euro le risorse del piano regionale di sostegno al settore primario del Veneto, messe in campo per fronteggiare gli effetti della crisi creata dall'epidemia Covid-19. Il 79 per cento di queste saranno erogate a fondo perduto. "Per valutare la consistenza della manovra veneta - ha evidenziato l'assessore all'Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan - ricordo che il sostegno offerto del governo ammonta a 450 milioni di euro, per tutte le filiere e a livello nazionale. Un intervento del tutto inadeguato rispetto alle perdite subite: solo in Veneto i tre mesi di lockdown hanno causato perdite al settore primario per un miliardo e mezzo di euro". Contributi a fondo perduto, fondi di rotazione e garanzie - ha spiegato Pan - sono i tre pilastri della manovra anticrisi a sostegno delle filiere più colpite.

I contributi per garantire liquidità alle imprese del primario ammontano a 131 milioni di euro: 8,5 milioni sono destinati alle 3.500 imprese della pesca e dell'acquacoltura (fondi Feamp), 24 milioni sono erogazioni anticipate del Psr (il Programma di sviluppo rurale) per giovani agricoltori e imprese agroalimentari e agrituristiche, 23 milioni sono rimodulazioni fondi Psr a favore delle filiere più colpite della crisi, come florovivaisti, agriturismi fattorie didattiche e sociali (alle imprese della ‘zona rossa' di Vo' sono assicurati contributi fino a 7mila euro) e, infine, 75,5 milioni sono misure per i giovani agricoltori, gli agricoltori di montagna e gli agricoltori destinatari di specifici bandi del Psr.

Ulteriore liquidità viene garantita attivando i fondi di rotazione presso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo (26 milioni per le imprese agricole per finanziamenti a medio termine a tasso agevolato) e rafforzando il fondo di rotazione nazionale per la pesca con un altro milione e mezzo di euro di risorse regionali, per un totale di 3 milioni di euro di finanziamenti a medio termine.

Infine, il capitolo garanzie: tra Veneto Sviluppo e la piattaforma Agriplatform Italy Fei-Psr la Regione Veneto ha aperto un 'ombrello' da 20 milioni di euro, che - grazie all'effetto 'leva' del meccanismo della garanzia e della riassicurazione del credito - consentirà di attivare finanziamenti per un importo complessivo di 143 milioni, a beneficio delle imprese agricole e agroalimentari che hanno bisogno di liquidità a breve e medio termine o necessitano di ristrutturare il debito.

"Complessivamente - afferma Pan - saranno almeno 15mila le imprese agricole che potranno beneficiare dell'aiuto regionale, vale a dire circa una su quattro della realtà imprenditoriali dell'agricoltura veneta, alle quali si aggiungono le 3.500 imprese ittiche beneficiarie delle misure di sostegno alla pesca e all'acquacoltura".

Durante il punto stampa del presidente Zaia dedicato all'evolversi della pandemia, il piano di interventi a sostegno del primario, messo in campo dalla Regione Veneto per contrastare gli effetti dell'emergenza creata dal coronavirus, è stato inquadrato così dall'assessore Pan:"In questi mesi abbiamo capito quanto l'agricoltura sia importante: agricoltori, allevatori, pescatori hanno continuato a lavorare e a produrre cibo per tutti. Ma il comparto ha sofferto la chiusura dei mercati nazionali e internazionali, di ristoranti e bar, hotel, agriturismi, mense, ristorazione collettiva scontando cali di fatturato, a seconda delle filiere, dal 30 al 90 per cento. Ci sono filiere agricole e della pesca che nei mesi di chiusura sono state completamente azzerate. Complessivamente in Veneto gli imprenditori, e in particolare quelli che producono prodotti di qualità, hanno perso circa 500 milioni al mese nel periodo del lockdown. A queste realtà produttive vogliamo dire grazie, ma soprattutto dobbiamo garantire la possibilità di continuare a lavorare e a mantenere gli standard di eccellenza".

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